Ultimi giorni per ammirare in Italia il meglio dell’arte giapponese, approfittando anche delle ferie pasquali. La mostra “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga” al Museo Archeologico di Bologna fino al 6 aprile 2026 propone un ampio e imperdibile percorso dedicato all’evoluzione della grafica giapponese, offrendo al pubblico la possibilità di attraversare diversi secoli di produzione artistica e visiva del Giappone.
Il percorso espositivo è articolato in quattro grandi sezioni tematiche – Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo – che guidano il visitatore alla scoperta delle trasformazioni del linguaggio grafico giapponese nel tempo. All’interno della mostra sono presentate oltre 200 opere, tra cui stampe realizzate con la tecnica della silografia, libri illustrati, album, manifesti, mascherine per tessuti chiamate katagami e numerosi oggetti di alto artigianato.
L’insieme di questi materiali permette di costruire una narrazione complessa e stratificata che mette in relazione diverse forme artistiche, mostrando come la grafica giapponese abbia dialogato costantemente con discipline differenti.
Da Hokusai al manga: uno sguardo completo sulla cultura e l’arte giapponese
La mostra prende idealmente avvio dalle opere dei grandi maestri dell’arte giapponese, come Katsushika Hokusai, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e: artista poliedrico eccentrico e meticoloso, deve la sua fama principalmente alle stampe, nonostante fosse anche attivo nel campo della pittura come in quello della grafica. Da Hokusai si arriva poi alle forme più contemporanee di espressione visiva, tra cui il manga e il design grafico moderno. L’obiettivo è evidenziare come, nel corso dei secoli, il linguaggio grafico giapponese abbia saputo trasformarsi e rinnovarsi, pur mantenendo una forte continuità con la tradizione.
Il percorso mette in luce l’evoluzione del segno grafico, delle tecniche di stampa, dei materiali utilizzati e dei soggetti rappresentati. Allo stesso tempo, mostra come sia cambiato anche l’uso delle immagini nella società, passando da opere artistiche e decorative a forme di comunicazione visiva legate alla pubblicità, all’editoria e alla cultura popolare. Un aspetto particolarmente interessante della mostra è il modo in cui vengono messi in dialogo diversi ambiti creativi. La grafica giapponese, infatti, non viene presentata solo come arte visiva, ma come un linguaggio capace di attraversare numerosi settori della cultura: dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate alla moda, fino ad arrivare al cinema, al teatro e al fumetto, in particolare i manga.
Come la cultura giapponese influenza l’arte contemporanea
Questo approccio permette di comprendere meglio come la cultura visiva giapponese abbia influenzato e continui a influenzare molte forme di espressione contemporanee, mantenendo sempre riconoscibile la propria identità estetica. Le opere esposte provengono da importanti istituzioni italiane e giapponesi, sia pubbliche sia private. Tra queste figurano il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova e il Museo d’Arte Orientale di Venezia, oltre a diverse biblioteche civiche e nazionali. A queste si aggiungono anche prestigiose collezioni provenienti dal Giappone, tra cui quelle della Dai Nippon Foundation for Cultural Promotion e della Adachi Foundation, che hanno contribuito a rendere possibile un’esposizione di grande valore storico e artistico.
Il progetto espositivo è pensato per coinvolgere un pubblico molto ampio e diversificato. Grazie alla collaborazione con l’organizzazione “Senza titolo”, è stato infatti programmato un ricco calendario di attività didattiche e culturali. Sono previste visite guidate, percorsi educativi dedicati alle scuole, laboratori per bambine e bambini, attività per ragazze e ragazzi e contenuti multimediali pensati anche per il pubblico adulto. L’obiettivo è rendere la mostra accessibile e interessante per persone di tutte le età, offrendo strumenti diversi per approfondire la conoscenza della cultura giapponese.
Inoltre, la mostra rappresenta anche l’occasione per proporre alla città un più ampio programma di iniziative culturali dedicate al Giappone. Il Comune di Bologna ha infatti promosso un palinsesto di eventi realizzati in collaborazione con alcune delle principali istituzioni culturali cittadine.
