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Opere contro il pericolo nucleare

Headington Shark, l’opera d’arte contro il pericolo nucleare

Scopriamo Headington Shark, la scultura di John Buckley che sensibilizza contro la guerra nucleare e i bombardamenti aerei.Headington Shark

Il pericolo della guerra nucleare minacciato da Putin in conseguenza della guerra in Ucraina e quale risposta alla minacce della Nato e dell’Occidente ci fa scoprire un’opera d’arte concettuale realizzata per denunciare il pericolo atomico. Parliamo di Headington Shark (1986) di John Buckley, un’opera concepita pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl e presentata ufficialmente in occasione del 41° anniversario della bomba atomica su Nagasaki, il 9 agosto del 1986.

Headington shark

 

Headington Shark (1986) di John Buckley

Il nome originale dell’opera è Untitled 1986. Fu poi battezzata Headington Shark (Lo Squalo di Headington) o The Shark House (La Casa dello Squalo). L’autore John Buckley è uno scultore inglese nato a Leeds nel 1945, il quale fu ispirato nella realizzazione dell’opera, come scrive lo stesso artista dall’attacco americano in Libia della primavera del 1986.

Alcuni degli schizzi che ho disegnato erano di squali che lasciavano le profondità dell’acqua e giravano per il paesaggio come missili predatori.

A Oxford, nella primavera del 1986, gli aerei stavano decollando da Upper Heyford, lasciando cadere il loro carico dal cielo azzurro della Libia.
Le nostre paure e vulnerabilità vengono questa volta dall’alto.

John Buckley fa riferimento all’Operazione Eldorado del 15 aprile 1986, quando dalla base della RAF di Upper Heyford, vicino ad Oxford, partirono dei bombardieri americani per colpire la Libia, allora guidata dal Colonnello Muammar Gheddafi. Il 2 aprile 1986, il governo degli Stati Uniti incolpò la Libia e il suo dittatore, per la morte di quattro persone che furono uccise quando una bomba esplose sul volo TWA 840 su Argos, in Grecia.

Quei missili di morte, che arrivavano dall’alto sulle case come squali, ispirarono John Buckley nel realizzare un’opera in grado di colpire immediatamente l’immaginario e permettere all’opinione pubblica di poter riflettere. 

Headington Shark, uno squalo di oltre 7 metri dentro casa

Una sera di aprile del 1986, Bill Heine, un giornalista radiofonico e scrittore britannico di origine americana che viveva ad Oxford. Heine lavorava per la BBC Radio Oxford,  e quella sera era seduto sui gradini di fronte alla sua casa a schiera di Oxford, appena acquistata, a bere un bicchiere di vino,  quando si rivolse al suo amico e fece una semplice domanda:

“Puoi fare qualcosa per ravvivare la situazione?”.

Il suo amico, lo scultore John Buckley, gli fornì una risposta a forma di squalo di otto metri che si sarebbe seduto sul suo tetto, apparendo perennemente come se si fosse appena schiantato contro la casa dal cielo. 

La scultura di oltre 7 metri, realizzata in fibra di vetro e pesante circa 200 kg, fu materialmente costruita dall’artigiano Anton Castiau, un amico dello scultore.

L’arrivo dello squalo sul tetto, piazzato da una gru nel mezzo della notte, non era stato preannunciato ai vicini di casa, che lo hanno scoperto solo uscendo al mattino seguente. La reazione dei vicini non fu molto positiva.

La casa di Headington Shark una guesthouse Airbnb

Le autorità municipali invece non ne furono entusiaste. Non erano state consultate preventivamente – infatti, non era chiaro che dovessero esserlo, trattandosi di un’opera d’arte – e quindi subito ordinarono la rimozione di ciò che poteva, per loro, rappresentare un «pericolo pubblico».

Non riuscendone a dimostrare l’effettiva pericolosità, tentarono la via contorta dei permessi mancanti, ma ormai era troppo tardi. L’opera era piaciuta alla cittadinanza e, peggio ancora, ai media. Col passare del tempo, la scultura divenne – oltre che un monumento locale – anche una vera e propria attrazione turistica. La Shark House, al numero 2 di New High Street, è dal 2018 una guesthouse Airbnb.

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