Uccidete Caravaggio

Giuseppe De Nardo, “Il linguaggio dell’arte è più efficace quando è vicino al pubblico”

Lo sceneggiatore spiega l'eccezionalità della figura del Caravaggio artista e uomo, sottolineando come il linguaggio dell’arte è tanto più efficace quanto più vicino a coloro ai quali si rivolge
Giuseppe De Nardo, "Il linguaggio dell’arte è più efficace quando è vicino al pubblico"

MILANO – Un fumetto può intrattenere, divertire e appassionare anche quando si toccano temi apparentemente “impegnati” come l’arte, la storia, la fede o la politica. E’ questa la scommessa vinta dallo sceneggiatore Giuseppe De Nardo, autore insieme al disegnatore Giampiero Casertano della graphinc novelUccidete Caravaggio!, un “romanzo” d’avventura, all’interno del quale la vicenda umana e artistica di Caravaggio è il motore che muove altri personaggi. In questa intervista, De Nardo spiega l’eccezionalità della figura del Caravaggio artista e uomo, sottolineando come il linguaggio dell’arte è tanto più efficace quanto più vicino a coloro ai quali si rivolge

 

Come nasce il soggetto di “Uccidete Caravaggio”?

I fattori che portano all’elaborazione del soggetto di Uccidete Caravaggio sono molteplici. In primis, il varo di una collana non tradizionalmente seriale come LE STORIE. Poi, il bisogno di coniugare, per una volta, le mie due vite professionali: quella di sceneggiatore e quella di insegnante. L’idea, infatti,  non è nata tra le pareti del mio studio, ma nelle aule scolastiche, durante le lezioni di Storia dell’Arte, quando con lo svolgimento del programma delle classi quarte si arriva allo studio del Barocco. Quella su Caravaggio è sempre stata seguita dai mie alunni con un interesse particolare. Sarà il fascino dell’artista maledetto. Non so. Caravaggio è speciale. Per me è stata anche un scommessa. Ho sempre creduto che un fumetto possa intrattenere, divertire e appassionare anche quando si toccano temi apparentemente “impegnati” come l’arte, la storia, la fede o la politica.

 

La figura di Caravaggio ha affascinato così tanto scrittori e sceneggiatori, tanto che a lui dono dedicati diversi romanzi storici e serie tv. Quale sfumatura nuova e caratteristica offre questa graphic novel realizzata con Casertano?

Più che di nuova sfumatura parlerei di diverso taglio. “Uccidete Caravaggio!” non ripercorre la biografia, peraltro piuttosto oscura, del pittore. È piuttosto  un “romanzo” d’avventura, all’interno del quale la vicenda umana e artistica di Caravaggio è il motore che muove altri personaggi. È attraverso gli occhi di costoro, di uno in particolare, che ne scopriamo la personalità. Pablo Serrano, il capitano di ventura incaricato di riportare a Roma la testa dell’omicida  condannato a morte, si lascia sedurre dalla bellezza prepotente dei suoi capolavori. E insieme a lui ne resta sedotto il lettore. Questa, almeno, l’intenzione e la speranza.

 

Cosa avevano di speciale e di diverso Caravaggio e le sue opere rispetto agli altri artisti a lui contemporanei?

Il linguaggio dell’arte è tanto più efficace quanto più vicino a coloro ai quali si rivolge. A maggior ragione quando il soggetto è sacro. Le storie di santi e di martiri raccontate nelle tele di Caravaggio non appartengono a una dimensione ultraterrena. Chi le osserva riconosce in esse il mondo al quale egli stesso appartiene. Diventa testimone di un fatto che ha luogo davanti ai suoi occhi, in quell’esatto momento. Riconosce negli attori di quel dramma i volti della gente che incontra ogni giorno per strada, con le sue stesse debolezze e la sua stessa umanità. Rivoluzionario.


Perché c è stato sempre un rapporto di amore-odio nei confronti di Caravaggio, in particolare da parte di prelati e collezionisti?

Nel seicento, in piena età controriformistica, l’arte, nelle mani della Chiesa, è uno strumento di propaganda di fede straordinario. La produzione artistica deve seguire precisi indirizzi, formali e iconografici, ai quali l’artista non può derogare. Caravaggio lo fa. Esce, per così dire, dal seminato. Tant’è che alcune sue opere vengono rifiutate. Tuttavia, la potenza espressiva dei suoi dipinti non lascia indifferenti i veri intenditori, si tratti di mercanti o di alti prelati. Personaggi come il Cardinal Del Monte o Scipione Borghese, amanti del bello e bramosi collezionisti, mettono in secondo piano le esigenze liturgiche e l’ortodossia iconografica, pur di accaparrarsi, a suon di ducati, le opere del maestro.

 

Tra i protagonisti della Graphic Novel, la figura di Pablo Serrano. Come nasce questo personaggio? Pensi di riprenderlo in tue opere future?

Avevo bisogno di un personaggio munito di doti che lo rendessero capace di muoversi da protagonista lungo le strade dell’avventura. Nello stesso tempo, un uomo sensibile, in grado di riconoscere, comprendere e apprezzare la bellezza di un’opera d’arte. Come sempre mi succede, il personaggio ha preso carattere quando ho cominciato a scriverne i dialoghi e a guidarne l’azione. Il resto, poi, va da sé. Un personaggio, quando riesce, prende a vivere di vita propria. Sì, vorrei seguirlo in altre avventure, se troverò il sostegno dell’editore. Alcuni soggetti sono già pronti.

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