Genova celebra Anthony van Dyck, il pittore che stregò l’aristocrazia

29 Marzo 2026

Palazzo Ducale a Genova celebra Anthony van Dyck: 58 capolavori dai grandi musei del mondo per raccontare il genio fiammingo tra Italia, Fiandre e Londra.

Genova celebra Anthony van Dyck, il pittore che stregò l'aristocrazia

C’è un momento preciso in cui il fasto delle Fiandre incontra l’orgoglio aristocratico di Genova, fondendosi in un linguaggio artistico che avrebbe cambiato per sempre il volto della nobiltà europea. Quel momento porta il nome di Anthony van Dyck. Il Palazzo Ducale di Genova ospita fino al 19 luglio 2026 la mostra “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, dedicata a Anthony van Dyck e allestita nelle sale dell’Appartamento del Doge e nella Cappella del Doge.

Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, con il contributo di un ampio comitato internazionale di studiosi, l’esposizione offre un’ampia panoramica sulla carriera di uno dei più importanti artisti della pittura europea del Seicento, mettendone in luce la dimensione profondamente internazionale.

Van Dyck l’europeo

La mostra riunisce eccezionalmente 58 opere provenienti da prestigiose istituzioni come il Louvre, il Museo del Prado, il Museo Thyssen-Bornemisza, la National Gallery, oltre a importanti musei italiani quali la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera e la Galleria Sabauda, insieme a collezioni private e fondazioni europee. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso dieci sezioni tematiche, evitando un ordine cronologico per privilegiare un approccio che evidenzia soggetti, evoluzioni stilistiche e la capacità dell’artista di adattarsi ai gusti dei diversi contesti culturali.

L’esposizione ripercorre le tre principali “patrie” di Van Dyck – le Fiandre, l’Italia e l’Inghilterra – soffermandosi in particolare sul soggiorno italiano tra il 1621 e il 1627, periodo in cui Genova ebbe un ruolo centrale nella definizione del suo stile elegante e aristocratico. Vengono presentate opere realizzate nei diversi momenti della sua carriera, dalle Fiandre fino all’esperienza londinese alla corte di Carlo I d’Inghilterra, dove si affermò come ritrattista ufficiale.

Chi era Anthony van Dick

Anthony van Dyck nacque nel 1599 ad Anversa, nelle Fiandre (oggi in Belgio), e fu uno dei più importanti pittori del Seicento europeo. Dotato di un talento precoce, si formò nella bottega di Peter Paul Rubens, dal quale apprese lo stile dinamico e raffinato del Barocco.Dopo un primo periodo nelle Fiandre, tra il 1621 e il 1627 soggiornò in Italia, soprattutto a Genova, dove entrò in contatto con l’aristocrazia locale e sviluppò il suo celebre stile elegante nei ritratti, caratterizzato da figure slanciate e grande attenzione ai dettagli.

Rientrato nei Paesi Bassi, si trasferì poi a Londra, dove divenne pittore di corte di Carlo I d’Inghilterra. Qui realizzò alcuni dei ritratti più famosi della nobiltà inglese, influenzando profondamente la ritrattistica europea. Morì nel 1641 a Londra, lasciando un’eredità artistica fondamentale, soprattutto nel genere del ritratto, che contribuì a rinnovare in senso moderno ed elegante.

La presenza del maestro fiammingo a Genova

Accanto ai celebri ritratti, che ne consolidarono la fama, la mostra include anche opere sacre di forte intensità teatrale e pathos, come il Matrimonio mistico di Santa Caterina dal Prado, il San Sebastiano dalla Scottish National Gallery e un Ecce Homo inedito da collezione privata.

Tra i capolavori esposti figurano inoltre la Crocifissione proveniente dalla chiesa di San Michele di Pagana a Rapallo, unica pala pubblica realizzata dall’artista per la Liguria, il primo autoritratto giovanile conservato all’Accademia di Belle Arti di Vienna, il Ritratto di Carlo V a cavallo degli Uffizi, i Tre bambini Giustiniani Longo della National Gallery di Londra, il Sansone e Dalila della Dulwich Picture Gallery, il Ritratto dei Principi Palatini del Louvre, uno studio per San Gerolamo della Phoebus Foundation e Le quattro età dell’uomo dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

La rassegna si integra inoltre con le collezioni civiche genovesi, proponendo un percorso di approfondimento nei Musei di Strada Nuova, tra Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, dove è possibile contestualizzare ulteriormente la presenza di Van Dyck e dei pittori nordici a Genova. L’obiettivo è valorizzare il legame tra l’artista e la città, restituendo l’immagine di un protagonista assoluto della pittura europea capace di dialogare con ambienti culturali diversi e di tradurre tali esperienze in un linguaggio artistico originale e influente.

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