Forlì, arriva in mostra l’arte italiana tra Hayez e Segantini

Forlì, la mostra “L’Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” racconta l'arte italiana dall'Unità alla Grande Guerra...
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MILANO – Dal 9 febbraio al 16 giugno arriva a Forlì presso i Musei San Domenico “L’Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” una mostra che si focalizza tramite gli occhi dell’arte sul passaggio dall’Italia mazziniana di Hayez a quella della Prima Guerra Mondiale di Segantini.

Dall’Unità di’Italia alla Grande Guerra, da Hayez a Segantini

Dal 9 febbraio al 16 giugno arriva a Forlì presso i Musei San Domenico “L’Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” che si focalizza sui sessant’anni fatidici che intercorrono tra l’Unità d’Italia e lo scoppio della Grande Guerra. “Si passa – dicono i curatori Fernando Mazzocca e Francesco Leone – dall’ultima fase del Romanticismo e del Purismo al Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dal Neorinascimento al Divisionismo presentando i capolavori, molti dei quali ancora da riscoprire, dei protagonisti di quei tormentati decenni” e tutto ciò “attraverso un immersivo viaggio nel tempo e nello spazio” in cui “ci vengono incontro capolavori di pittura e di scultura che segnano aspetti culturali e sociali nuovissimi, di impatto popolare e dal significato universale”.  Ai Musei San Domenico l’esposizione non si limiterà alla pittura ma ci si immergerà in un confronto, tra architettura, pittura, scultura, illustrazione e arti decorative ripercorrendo in questo modo le vicende dell’arte italiana nel mezzo secolo che ha preceduto la rivoluzione del Futurismo. Questo percorso da un polo all’altro della storia, vista con gli occhi degli artisti ci consente di capire criticamente come l’arte sia stata non solo un formidabile strumento celebrativo e mediatico per creare consenso, ma anche il mezzo più popolare, “democratico” per far conoscere agli italiani i percorsi esaltanti e contraddittori di una storia antica e recente caratterizzata da slanci comuni e da forti tensioni e divisioni.

Giovanni Segantini: Le due madri (Effetto di lanterna) , 1889, olio su tela. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Tra Hayez e Segantini, un mare di artisti

“I due fuochi, iniziale e finale, Hayez e Segantini, tracciano certamente un confine simbolico” ribadisce Brunelli, coordinatore della mostra. “Ma quel confine dice ad un tempo tutto il recupero della classicità e tutto il rinnovamento di un secolo”. Inoltre, Brunelli ci fa notare che sia all’inizio che alla fine del secolo, “entrambi sono pittori del rinnovamento dell’arte italiana” e “se Hayez viene consacrato da Mazzini pittore della nazione, Segantini avrà da D’Annunzio, nella sua Ode in morte del pittore, analogo, alto riconoscimento”.
Per la mostra sono state scelte opere fondamentali di pittori come Hayez, Induno, Molmenti, Pagliano, Faruffini, Cremona, Barabino, Bertini, Malatesta, Mussini, Maccari, Muzioli, Gamba, Gastaldi, Fontanesi, Grosso, Morelli, Costa, Fattori, Ussi, Signorini, Ciseri, Corcos, Michetti, Lojacono, Delleani, Mancini, Favretto, Michetti, Nono, Previati, Carcano, Longoni, Morbelli, Nomellini, Tito, Sartorio, Coleman, Cellini, Bargellini, De Carolis, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Segantini, Boccioni, Balla; e scultori come Vela, Cecioni, Monteverde, Rosa, Tabacchi, Grandi, Gemito, Rutelli, Ximenes, Trentacoste, Canonica, Bistolfi. In questa esibizione di capolavori di artisti che hanno segnato la storia del “bel paese” si affiancano anche maestri meno famosi, talvolta sconosciuti, talvolta ingiustamente dimenticati, che per la prima volta sveleranno le opere al grande pubblico.

Telemaco Signorini: L’artiglieria toscana a Montechiaro salutata dai francesi a Solferino, 1860, olio su tela. Collezione privata
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