Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze

Firenze si riconferma come vetrina mondiale dell’arte italiana

La trentesima edizione della Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze, apre al Novecento recente e annuncia le sue meraviglie
Firenze si riconferma come vetrina mondiale dell'arte italiana

MILANO – La Biennale di Firenze si riconferma come appuntamento qualificato, vario e affascinante della grande tradizione artistica italiana. Apre i battenti il 23 settembre l’edizione del trentennale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, ospitata nella tradizionale sede di Palazzo Corsini, sul Lungarno fiorentino. Gli organizzatori sono da tempo al lavoro, sotto l’attenta regia di Fabrizio Moretti, che della Biennale è il Segretario Generale, per offrire ad un pubblico sempre più internazionale un’edizione che possa corrispondere alle attese di una clientela sempre più attenta. La stessa sede si presenterà, con un allestimento originale che quest’anno è affidato a Matteo Corvino, noto interior designer e scenografo veneziano. Ecco le prime anticipazioni di una Biennale per cui si respira un clima di attesa che non si viveva da almeno un decennio.

OPERE IN MOSTRA – Le prime anticipazioni su cosa si potrà ammirare a Firenze dal 23 settembre al primo ottobre già consentono di prefigurare un’edizione ricchissima di spunti per ogni tipologia di collezionisti.
Tra le curiosità di gran livello, la Buca per le denunce segrete in marmo di Verona, opera seicentesca presentata dalla romana Galleria W. Apolloni. La Galleria Alberto di Castro esporrà un gruppo di importanti disegni inediti realizzati dalla Bottega di Luigi Valadier, preparatori per l’esecuzione di un fregio della campana in bronzo della Basilica di San Pietro, mentre W&K Wienerroither & Kohlbacher presenterà una collezione di disegni di Klimt, tra i quali Uno studio per la celebre Salome. Sempre tra i disegni, ricordiamo uno Studio di nudo virile del Tintoretto, presentato da Enrico Frascione. La Galleria Lumina proporrà il ritratto di Orazio Piccolomini di Justus Suttermans, appartenuto alla Granduchessa Vittoria della Rovere. La Galleria Berardi punterà su Karl Brullov, principale artista russo dell’Ottocento al servizio di una delle committenze più prestigiose e presente anche in Italia, con il ritratto di Anataloy Demidov a cavallo.

LE SCULTURE IN MOSTRA – Capitolo a sé richiede la scultura, presente alla Biennale con esempi di livello molto alto. Meheringer Benappi porterà a Firenze una scultura cinquecentesca di Giovanni Angelo Del Maino raffigurante San Giovanni Evangelista, mentre Giovanni Pratesi presenterà una scultura in marmo di Battista Lorenzi raffigurante Virtù che vince il vizio. Dalla Galleria Botticelli arriverà la terracotta di Benedetto Buglioni raffigurante Cristo Redentore del 1510/1520. Riccardo Bacarelli esporrà un ritratto di uomo in terracotta di Gaetano Merchi del 1783. Tomasso Brothers espone un bronzo di Massimiliano Soldani Benzi Ganimede e l’aquila.
Per quanto riguarda gli arredi, Piva & C. esporrà una coppia di divanetti veneziani, laccati con motivi floreali della seconda metà del XVIII secolo; da Alessandra di Castro si potrà ammirare una coppia di comodini con alzata e inginocchiatoio realizzati a Roma nella metà del XVIII secolo.

Photocredits: www.studioesseci.net

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