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L'idolo d'oro

Firenze, l’opera “Pluto and Proserpina” di Koons fa discutere

Dopo 500 anni l'arengario fiorentino ospita una statua ma non tutti ne hanno apprezzato lo stile e la relativa collacazione

MILANO – Un’esposizione che si presenta come un gioioso e raffinato gioco di citazioni e di rinvii, di contrasti e di confronti tra antico e contemporaneo, dove la superficie scintillante nasconde il senso oscuro e magico della creazione in funzione anche apotropaica.  Si tratta di Pluto and Proserpina di Jeff Koons.

PLUTO AND PROSPERPINA – Per la prima volta, dopo circa cinquecento anni dalla messa in posa dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1493-1560), una scultura originale di grandi dimensioni è stata collocata sull’arengario di Palazzo Vecchio. Il Pluto and Proserpina è un’opera monumentale alta più di tre metri. Un evento eccezionale che inaugura il progetto In Florence, un programma ambizioso e innovativo che vede i protagonisti dell’arte del nostro tempo confrontarsi con gli spazi e le opere del Rinascimento fiorentino.

David di Michelangelo (1504) | Pluto e Proserpina di Jeff Koons (2013) | Ingresso Palazzo Vecchio - Firenze | Settembre 2015 - Dicembre 2015

LE CRITICHE – La superficie specchiante dell’opera di Koons funziona in modo da assorbire, catturare e liquefare tutto lo spazio circostante, con effetti di splendore abbacinante e di virtuosistica defigurazione. In tale posizione, si esplicita una diversa e più sottile relazione tra Pluto and Proserpina di Koons e il contesto espositivo di Piazza Signoria, con la sua sfilata di mirabili sculture. Non tutti però hanno apprezzato l’istallazione artistica che divide turisti e fiorentini. Non basta che sia d’oro o che sia famosa, per molti è un obbrobrio, “tutta accartocciata”, i più indulgenti pensano semplicemente che non debba stare lì. Insomma il dono dell’artista americano non è stato molto apprezzato. L’opera però è destinata a rimanere nel capoluogo toscano almeno fino al 21 gennaio, quando si concluderà ufficialmente l’iniziativa artistica. Nel frattempo il comune cerca casa all'”idolo d’oro” che per volontà del suo creatore rimarrà a Firenze “per un lungo periodo”.

 

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