Le interviste di Artiamo

Finestre sull’arte, il primo sito italiano di podcast che abbraccia l’arte a 360°

Dopo l’intervista a Claudia di Art’è, oggi è la volta di Ilaria Baratta e Federico Giannini di Finestre sull’arte, giovani fondatori del primo sito italiano di podcast dedicati alla storia dell’arte e che, solo in un secondo momento...

Questa settimana le interviste di Artiamo sono dedicate principalmente alle pagine Facebook dedicate all’arte, non i soliti grandi nomi, ma persone normali che partono dal loro amore per la cultura e la conoscenza e si impegnano affinché «l’arte diventi materia di tutti.» Oggi è il turno di Finestre sull’arte

MILANO – Dopo l’intervista a Claudia di Art’è, oggi è la volta di Ilaria Baratta e Federico Giannini di Finestre sull’arte, giovani fondatori del primo sito italiano di podcast dedicati alla storia dell’arte e che, solo in un secondo momento, si è aperto ai canali social, Facebook in primis. Alcune domande sono sempre le stesse, ed è interessante leggere il punto di vista di ognuno.

Finestre sull’arte: il podcast per la storia dell’arte. Una community da quasi 119.000 persone. Quando e come nasce questo progetto?
Il progetto nasce nel 2009, dopo che ci siamo accorti di una mancanza nel web italiano: la mancanza di un progetto di divulgazione di storia dell’arte sistematico e di qualità. Dunque, abbiamo voluto pensarci noi, e abbiamo iniziato a diffondere i nostri podcast sui grandi artisti italiani: la cosa è andata avanti e in cinque anni abbiamo rilasciato più di cento puntate su altrettanti artisti, e tutti le possono scaricare gratuitamente! Ai podcast poi si sono aggiunti il blog, dove non solo facciamo divulgazione, ma parliamo anche dei problemi del patrimonio, e poi gli articoli di approfondimento, la sezione sui viaggi, e appunto la pagina Facebook che ha ormai superato i centoventimila fan e procede a tassi di crescita velocissimi, rappresentando per noi un imprescindibile luogo di discussione sui temi che di volta in volta proponiamo al nostro pubblico.

Arte accessibile a tutti e dovunque, mi pare sia la vostra mission. Quindi, quale è il ruolo della tecnologia nella diffusione e promozione dell’arte?
Esatto: la nostra mission è portare l’arte a tutti, in modo chiaro e comprensibile, perché siamo convinti che l’arte debba essere materia di tutti. Non ci devono essere distinzioni di ceto sociale, di censo o quant’altro: chiunque ha il diritto di avvicinarsi all’arte. E in questo la tecnologia ha un ruolo importante, proprio perché ha la capacità di raggiungere un pubblico ampio. Se invece di produrre podcast avessimo scelto un metodo più tradizionale e avessimo scritto dei libri, o articoli su riviste, avremmo raggiunto una parte probabilmente infinitesimale del pubblico che invece siamo riusciti a raggiungere sul web, proprio perché potenzialmente la tecnologia non ha limiti: è questo il vantaggio principale! Con la tecnologia si comunica, con la tecnologia si può diffondere conoscenza, ed è quello che noi cerchiamo di fare. Siccome ormai tutti hanno accesso alla tecnologia, ci sembrava non solo carina, ma anche utile, l’idea di sfruttare la tecnologia per diffondere cultura, nello specifico per diffondere la conoscenza della storia dell’arte. Il web ha un pubblico che è potenzialmente vastissimo, siamo convinti che chiunque voglia portare avanti un discorso serio sulla storia dell’arte e voglia rivolgersi a un pubblico ampio, ormai al giorno d’oggi non possa più prescindere dall’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione. La tecnologia dunque non deve essere vista come un qualcosa da cui tenersi lontani, anzi… è fondamentale per la diffusione della conoscenza! Bisogna però fare attenzione a usarla nei modi adeguati: un canale che va bene per un certo tipo di pubblico può non andar bene per un altro tipo di pubblico, o per un altro scopo. Ovviamente bisogna studiare e lavorare bene per avere un approccio alla tecnologia che possa rivelarsi efficace.

Ad oggi, sono solo i grandi nomi dell’arte ad attrarre folle di visitatori all’ingresso delle gallerie o dei musei. Come mai? Soluzioni e consigli?
Il problema principale consiste nel fatto che le persone non ricevono un’educazione artistica adeguata, e chi organizza mostre puntando sui grandi nomi o sui capolavori-feticcio, marcia alla grande sopra a questa mancanza di basi, dove per “mancanza di basi” non intendiamo la conoscenza della storia dell’arte di per sé, che ovviamente è importante perché permette di avvicinarsi a un’opera comprendendola meglio e in modo più profondo, ma intendiamo l’approccio all’opera d’arte stessa e ai luoghi della cultura. Molti quindi vanno a vedere un museo o una mostra per dire “ci sono stato” o “l’ho visto”, e tornano indietro con le immancabili selfie vicino alle opere, selfie che peraltro ora sono pure state “sdoganate” dal recente decreto cultura, senza che però, probabilmente, nessuno ci abbia riflettuto sopra in maniera adeguata, perché una misura del genere rischia di incentivare questo avvicinamento decisamente “consumistico” nei confronti dell’arte. La soluzione non può che essere una sola: una maggiore educazione, che deve iniziare dalle scuole ma che deve rivolgersi anche agli adulti, ovviamente. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, perché da parte degli appassionati c’è forte richiesta di approfondimento, ci sono tante persone che vogliono saperne di più sugli artisti e sulle opere, che vogliono andare al di là di un semplice “bello” o “mi piace”: è vero che il primo impatto con un’opera d’arte è emozionale, e sarebbe stupido negare che l’arte non susciti emozioni, ma c’è molto di più da scoprire, e anche la conoscenza è un’avventura molto emozionante. E questo fa sì che spesso, sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook, gli artisti a torto considerati “minori”, ottengono maggiori riscontri rispetto ai grandi nomi. Il problema però è che finché la politica non darà degli input chiari, per esempio più ore di storia dell’arte a scuola e maggiori investimenti nel settore della cultura, gli spazi per muoversi saranno sempre piuttosto stretti. Ma noi dobbiamo… darci da fare!

Qual è, ad oggi, la reale situazione dell’Arte in Italia?
Rispondere a questa domanda è veramente difficile perché “arte” è un concetto molto generico, quindi cerchiamo di fare una panoramica breve e per forza di cose incompleta. Iniziamo dicendo che purtroppo ci si cura poco dell’arte: siamo aggrediti dalla dannosa retorica della bellezza, che fa solo danni, perché gli italiani si abituano a pensare che ci sono così tante opere in Italia, che allora anche se qualcuna va in malora, possiamo anche non preoccuparci. Paradossalmente, è proprio la retorica della bellezza che causa danni, come i crolli a Pompei. C’è bisogno di meno retorica e più azione. La situazione dell’arte non è affatto buona: si parla di reintrodurre la storia dell’arte nelle scuole, ma in realtà si fa poco. L’arte contemporanea fa notizia soltanto quando ci sono iniziative che suscitano scalpore: noi conosciamo tanti giovani artisti che fanno opere davvero entusiasmanti, emozionanti, e ricche di significato, però trovano poco spazio perché anche il sistema dell’arte contemporanea non è poi così tanto simpatico. E poi pensiamo ai musei, e al fatto che devono sempre agire nelle ristrettezze economiche e sono assaliti dalla burocrazia anche quando devono cambiare una lampadina. Pensiamo al fatto che la storia dell’arte diventa oggetto di notizia un po’ come l’arte contemporanea, cioè in virtù di certe operazioni sensazionalistiche che poco hanno a che fare con la ricerca e la divulgazione seria, e molto con l’autopromozione. Oppure pensiamo al fatto che si incentivano di più le mostre improntate al marketing, piuttosto che quelle serie perché fanno ricerca o buona divulgazione. E si aggiunga a questo il fatto che le mostre spesso rispondono anche a logiche di clientelismo, e molta dell’attualità della cultura ce lo suggerisce, ed ecco che viene fuori un quadro poco rassicurante. Ma noi diciamo che il cambiamento può partire da tutti, e ognuno può fare la sua parte, a cominciare dalla scelta di quali mostre visitare: se iniziassimo a visitare più mostre serie e meno operazioni di cassetta, forse inizierebbe a cambiare qualcosa… !

I giovani e l’arte: che rapporto c’è? Secondo voi, quali potrebbero essere gli strumenti e le iniziative più adatte per avvicinare questi due mondi? In particolare, che ruolo hanno riviste, blog e community del settore?
Ci sono sempre più giovani che si interessano all’arte, e lo fanno in modo davvero sentito e appassionato. Noi che facciamo divulgazione dobbiamo essere presenti sui canali che usano i giovani: social network e blog, principalmente. Le community sono usate perlopiù dagli artisti, specialmente quelli dilettanti, che le usano come mezzo per promuoversi ma anche per discutere. Noi cerchiamo di utilizzare modi, linguaggi, tecniche di comunicazione, che riescano ad attirare i giovani, e il riscontro è buono: anzi, spesso capita che diversi ragazzi ci scrivano ringraziandoci perché li abbiamo aiutati a comprendere meglio un artista, a conoscere un’opera d’arte nuova, e alcuni addirittura ci ringraziano perché dicono che grazie a noi hanno superato gli esami all’università! Anche i musei però dovrebbero rivolgersi di più ai giovani, con sconti, eventi mirati, iniziative ad hoc. Invece i musei difficilmente parlano lo stesso linguaggio dei giovani. Ma sarebbe ora di adeguarsi…

10 luglio 2014

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