Sei qui: Home » Arte » Fausto Delle Chiaie e la sua arte a cielo aperto per le strade di Roma
Il personaggio

Fausto Delle Chiaie e la sua arte a cielo aperto per le strade di Roma

La storia di Fausto Delle Chiaie che con la sua arte trasforma i marciapiedi della capitale in musei all’aria aperta

Fausto Delle Chiaie è un artista romano famoso in tutta la capitale per le sue esposizioni lungo le vie della città. Sul marciapiede tra il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, infatti, da trentadue anni mette in mostra le sue opere di arte povera e informale, che hanno accompagnato i passanti anche durante questo periodo afflitto dal Coronavirus. La scorsa settimana è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere al governo di aiutare, con un vitalizio, l’artista che oggi vive in grande difficoltà.

La storia di Fausto Delle Chiaie

Nato a Roma il 23 gennaio 1944, Fausto Delle Chiaie frequentò la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente, negli anni Settanta, iniziò la propria produzione di opere. Nel 1986 stilò il Manifesto Infrazionista, in cui definì le sue micro-installazioni sparse per la capitale, come “infra-azioni”. La sua arte non convenzionale l’ha reso celebre in tutta la città e apprezzato dalla critica artistica. La sua idea di esporre le proprie opere all’aperto in spazi pubblici ha fatto in modo che anche gli spettatori stessi, i passanti, diventassero custodi della sua arte. Tra il 1982 e il 1984 Delle Chiaie ha effettuato performance e installazioni a Bruxelles; a Limerick negli anni Novanta e in Irlanda, in occasione della Exhibition of visual art. Nel ’93 espose le sue opere ad Anversa. Anche in Italia ha esposto la sua arte nei vari festival, come Scala Mercalli. Il terremoto creativo della Street Art Italiana, nel 2008. Oggi l’artista vive in una condizione economica di grande difficoltà, per questo motivo è stata fatta la richiesta di un vitalizio.

 

Il Manifesto Infrazionista

In questo manifesto stilato nel 1986, Fausto Delle definì la sua arte come “un’azione-collocazione-donazione di una o più opere, mostrate a terra da parte dell’artista, nei luoghi dell’arte, e il suo susseguente allontanamento dall’opera e dal luogo. […] L’Infrazione è mostrare ed evidenziare la storia vista in maniera superficiale, […] è il grido d’allarme artistico del malessere storico; dell’accecamento del semplice e dell’umile. L’Infrazione nasce dalla privazione della realtà visiva d’agire-pensare-fare. […] È la goccia che trabocca e vuole vivere con l’acqua”.

© Riproduzione Riservata