Mostre da non perdere

David e Caravaggio, due artisti a confronto alle Gallerie d’Italia a Napoli

Una mostra che indaga le connessioni silenziose fra due capolavori della storia dell'arte: la "Deposizione" di Caravaggio e il celeberrimo dipinto di David "La morte di Marat"
mostra-caravaggio

Il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, custodito alle Gallerie d’Italia di Napoli, è l’ultimo, drammatico dipinto eseguito da Caravaggio e fornisce spesso l’occasione per creare approfondimenti su temi legati al grande maestro lombardo, alla sua opera, alla sua fortuna. Da qui, nasce l’idea della mostra “David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell’ideale“, che confronta un capolavoro di Caravaggio, “Deposizione nel sepolcro”, e il quadro più celebre di David, “La morte di Marat”. Non essendo possibile esporre i due inamovibili capolavori originali, si è pensato di collocare accanto alla copia napoletana della Deposizione, restaurata per l’occasione, una delle quattro repliche della “Morte di Marat” eseguite dagli allievi del maestro francese nell’atelier e sotto la sua direzione. In particolare si tratta del bellissimo dipinto conservato al Musée des Beaux-Art di Reims.

Caravaggio e David, due artisti a confronto

La mostra costituisce un’occasione unica per ripercorrere la fortuna di questo capolavoro in un momento in cui Michelangelo Merisi, pur non godendo di considerazione da parte della storiografia artistica e della critica, catturava invece l’attenzione dei pittori francesi che in età neoclassica soggiornavano a Roma per un periodo di formazione. Tra questi ha avuto un peso decisivo Jacques-Louis David, nelle cui opere ritroviamo diversi e precisi richiami a quelle di Caravaggio. Il percorso della mostra è arricchito da alcuni capolavori del grande protagonista del Neoclassicismo – come La Buona Ventura e Morte di Seneca – e da volumi dei primi decenni dell’Ottocento dedicati alle raccolte vaticane, in cui notevole risalto è dato alla Deposizione di Caravaggio.

 

 
 
 
 
 
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La crudeltà della natura, il profumo dell’ideale

Incentrato in modo particolare sul confronto tra Caravaggio e David, il volume “La crudeltà della natura, il profumo dell’ideale” getta luce su un tema particolarmente interessante di storia della critica ricostruendo un capitolo. poco noto della fortuna del Merisi. Questo confronto, già oggetto di interesse da parte degli studiosi, è stato al centro di un magistrale saggio di Pierre Rosenberg che viene riproposto nel catalogo della mostra con la traduzione italiana. L’opera di David deve aver ispirato nel 1846 a Baudelaire la splendida riflessione su quel capolavoro allora dimenticato, evidenziandone lo straordinario equilibrio tra la crudezza della rappresentazione realistica e la nobiltà dell’idealizzazione: “crudele come la natura, questo dipinto ha il profumo tutto dell’ideale”. Una sorta di dichiarazione di poetica che si adatta perfettamente tanto al pittore della Rivoluzione quanto al genio rivoluzionario cui si era ispirato.

 

 
 
 
 
 
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