Renato Mambor

“Connessioni Invisibili”, a Milano la mostra dedicata a Mambor

Dal 9 febbraio, al Refettorio delle Stelline di Milano, la retrospettiva dedicata alle "Connessioni invisibili" di Renato Mambor
"Connessioni Invisibili", a Milano la mostra dedicata a Mambor

MILANO  – Sarà la retrospettiva dedicata a Renato Mambor, in esposizione dal 9 febbraio prossimo presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese\Refettorio delle Stelline a Milano, ad aprire la stagione espositiva 2017 delle gallerie del Gruppo Credito Valtellinese che, oltre alla storica sede milanese, comprendono gli spazi espositivi di Palazzo Sertoli a Sondrio, la Galleria Credito Siciliano ad Acirele, la Galleria Carifano e lo Spazio XX Settembre a Fano.

CONNESSIONI INVISIBILI – “Voglio fare tutto: ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia. Voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perché dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere” con questa parole Renato Mambor esprime il suo essere. Protagonista della ricerca nelle arti visive dalla fine degli anni Cinquanta, Mambor è uno dei primi a sconfinare dalla pittura verso altri linguaggi artistici (fotografia, cinema, teatro) per tornare comunque sempre alla pittura.

LA MOSTRA – La retrospettiva “Renato Mambor. Connessioni Invisibili” indaga proprio la complessa e poliedrica personalità di uno degli artisti più originali del secondo Novecento italiano. Dominique Stella, curatrice della mostra, con Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, ha selezionato per l’esposizione circa 80 pezzi, datati dai primi anni Sessanta al 2014. Sono opere che documentano i molteplici linguaggi dell’artista che, negli oltre 55 anni di attività, ha rinnovato continuamente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità. A corredo dell’esposizione anche la proiezione di un documentario sull’artista e una performance teatrale con Paola Pitagora e Igor Horvat.

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