Il pittore Nicola Filotesio

“Cola dell’Amatrice – L’indimenticabile”, una mostra per sostenere le vittime del terremoto

Vittorio Sgarbi ha presentato l’esposizione che a partire dal prossimo dicembre, si terrà a Milano, Mantova, Ascoli Piceno e l’Aquila
"Cola dell’Amatrice - L’indimenticabile", una mostra per sostenere le vittime del terremoto

MILANO – Una mostra d’arte per raccogliere fondi da destinare ai terremotati. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il governatore Roberto Maroni hanno presentato a Palazzo Lombardia “Cola dell’Amatrice – L’indimenticabile”, una mostra itinerante che parte il prossimo dicembre e si terrà ad Ascoli Piceno (nella Pinacoteca civica), a L’Aquila (all’interno della Basilica di San Bernardino), a Mantova e a Milano (è il Museo Bagatti-Valsecchi la location scelta). Il ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto.

COLA DELL’AMATRICE – La mostra vede protagonista le opere del pittore Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, vissuto a cavallo tra il 1400 e il 1500 e nato proprio nella cittadina squassata dal recente terremoto. Persona freneticamente dedita al lavoro creativo, Nicola Filotesio al tempo stesso è descritto come figura tormentata e complessa. Egli operò in diverse località dell’Italia Centrale, ma si formò e lavorò principalmente nella città marchigiana di Ascoli Piceno. Fu allievo di Dionisio Cappelli, ed il suo genio artistico toccò l’eccellenza nella pittura e nell’architettura, sebbene si dedicò anche alla scultura. Le sue opere pittoriche e le sue tavole erano molto simili a quelle del Trecento ed i suoi grandi affreschi ricordano le opere raffaelliane. La sua impronta contraddistingue il vigore della nuova edilizia dell’Ascoli Rinascimentale, in particolare nei disegni di alcune finestre.

RIBALTARE LA TRISTEZZA CON L’ARTE – Le città protagoniste della mostra, ad eccezione di Milano, sono tutte accomunate da un triste destino: l’aver tutte vissuto il dramma del terremoto. La mostra è nata da un’idea del critico d’arte Vittorio Sgarbi, il quale con questa esposizione itinerante vuole, oltre al nobile scopo, anche “dissotterrare” la memoria dell’artista chiamato “Cola dell’Amatrice”. Un progetto che dimostra come l’arte, per stessa parola di Sgarbi, possa “ribaltare la tristezza con l’euforia della bellezza”.

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