Il Codice Leicester di Leonardo in mostra agli Uffizi

Il Codice Leicester di Leonardo è in mostra agli Uffizi di Firenze, e racconta l'ossessione conoscitiva di Leonardo da Vinci per l'elemento acqua
Il Codice Leicester di Leonardo in mostra agli Uffizi

MILANO – Dal 30 ottobre al 20 gennaio nell’Aula Magliabecchiana del Museo degli Uffizi a Firenze sarà aperta la mostra , L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, a cura di Paolo Galluzzi.

La mostra

«Compilato nella fase più creativa della propria esistenza, nel cuore di una Firenze allora vera e propria ‘Scuola del Mondo’, il prezioso manoscritto documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. Con continui rimandi a Firenze, al suo impianto urbano e al suo fiume, risorsa e al tempo stesso minaccia per le comunità che ne popolano le rive. La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità». (Paolo Galluzzi, curatore della mostra e direttore del Museo Galileo).

Le scoperte di Leonardo

Leonardo scrisse il Codice in gran parte tra il 1504 e il 1508: una stagione davvero magica della storia di Firenze, con la presenza contemporanea in città di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze, che Benvenuto Cellini battezzò, genialmente, “La Scuola del Mondo”. Per Leonardo, furono anni di intensa attività artistica e scientifica. In quel periodo effettuava infatti studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di mettere l’uomo in condizione di volare, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio, e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare. A quel tempo era diffusa la teoria che la luna fosse una perfetta sfera di cristallo: ma, riflette Leonardo, se così fosse la luce del sole apparirebbe sulla luna come un punto luminoso. Ne deduce, discostandosi dalla cosmologia tradizionale, che il motivo della sua luminosità diffusa sta nella stessa composizione del nostro satellite che, afferma, essere “gemella della terra” e coperta di acqua. Non solo, sostiene che perché la luce solare vi risulti diffusa uniformemente, la sua superficie deve essere irregolare come quella di una mora o di una pigna. La mostra testimonia passo a passo l’evoluzione delle straordinarie intuizioni di Leonardo: oltre alle teche che espongono le pagine originali del codice ed altri manoscritti preziosissimi prestati per l’occasione da altre prestigiose istituzioni, grandi pannelli e schermi digitali narrano, anche con animazioni, del volo degli uccelli, dello scorrere dell’acqua dei fiumi e del moto ondoso dai mari, degli effetti delle maree, della luna, delle gocce d’acqua e delle bolle di sapone, del principio della costanza di flusso uguale sia nella confluenza di due fiumi che nell’organizzazione e funzionamento della circolazione sanguigna nell’uomo, del progetto avveniristico del canale navigabile sull’Arno da Firenze al mare, delle macchine per realizzarlo, per azionare una grande gru, per misurare le grandi distanze sul terreno.

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