Brexit

Con la Brexit i marmi del Partenone rimarranno al British Museum?

Nelle trattative post-Brexit fra Regno Unito ed Europa, torna al centro una spinosa questione: la restituzione dei marmi del Partenone, conservati da oltre duecento anni al British Museum di Londra
marmi-partenone (1)

Nelle lunghe e complesse trattative post-Brexit fra Regno Unito ed Europa torna al centro una spinosa questione: ovvero, la restituzione dei marmi del Partenone, conservati da oltre duecento anni al British Museum di Londra.

I Marmi del Partenone torneranno ad Atene?

A tal proposito, la stampa britannica ha lanciato l’allarme questa mattina, guardando con preoccupazione a una bozza d’intesa redatta dai diplomatici di Bruxelles, in cui compare una clausola a protezione degli “oggetti culturali rimossi illegalmente nei loro Paesi di origine”. Il Times, in particolare, ipotizza come le trattative sull’accordo commerciale potrebbero essere usate da Atene per portare avanti la causa di restituzione. Seppure la questione non possa escludersi totalmente, un portavoce del governo di Boris Johnson si è affrettato nel precisare che la bozza è ancora in fase di definizione e ha escluso la possibilità che i celebri marmi, recuperati da Lord Elgin all’inizio dell’Ottocento, possano rientrare nelle trattative. Altre fonti da Bruxelles confermano che la clausola non riguarderebbe i reperti arrivati dalla Grecia, ma sarebbe rivolta a contrastare il commercio illegale di antichità.

La questione

Il Ministro greco alla Cultura ha dichiarato lo scorso mese che Atene avrebbe intrapreso una campagna per chiedere a Londra la restituzione dei marmi del Partenone, aspettandosi maggiore supporto da parte dei paesi membri dell’UE, in seguito alla Brexit. Il British Museum ha risposto che i marmi, che corrispondono a circa la metà di un fregio di 160 metri che adornava il tempio del Partenone del V secolo a.C., furono acquisiti da Elgin con un contratto legale con l’impero ottomano; mentre la Grecia da anni sostiene siano stati rubati. 

Secondo l’agenzia Reuters, una fonte europea ha affermato che il riferimento ai manufatti rubati è stato incluso in una precedente bozza del documento la scorsa settimana. La fonte ha detto che il riferimento ha avuto anche il sostegno di Cipro e della Spagna e che, a parte le preoccupazioni della Grecia per i marmi, i paesi dell’UE erano più ampiamente preoccupati per il commercio illegale di manufatti attraverso le case d’aste di Londra.

© Riproduzione Riservata
Commenti