Banksy

Chi è Banksy, l’artista dall’identità misteriosa che tutti amano

Banksy è definito "il re della Street Art". Grande provocatore, rivoluzionario, artista sopraffino. Ecco tutto ciò che sappiamo su di lui fino ad oggi, comprese le sue opere dissacranti
Chi è Banksy, l’artista dall'identità misteriosa che tutti amano

Banksy è un artista e writer inglese, che sta segnando totalmente la nuova arte pop. I suoi graffiti, realizzati perlopiù sui muri delle città dove sceglie di esibirsi a sorpresa, sono diventati davvero famosissimi ovunque. La sua però non è un arte ‘’canonica’’, anche perchè la sua figura ancora è avvolta dal mistero. Per questo, per comprendere qualcosa in più su Bansky, elenchiamo alcune curiosità su di lui.

Chi è Bansky?

Sappiamo che Banksy è nato a Bristol, in Inghilterra, dove faceva parte di una gang, la DryBreadZ Crew. Qui, annunciando il suo arrivo con una nuova opera per strava, l’artista vi torna regolarmente. Il giornalista Craig Williams tramite una ricostruzione, come in una sorta di puzzle, ha svelato la possibile identità dell’artista: Robert Del Naja, frontaman della band Massive Attack. Questa supposizione, il giornalista, l’ha ricavata incastrando le date dei concerti della band con le apparizioni di opere sui muri delle città.

La prima apparizione

Il primo grande murale di Banksy è The Mild Mild West, dipinto nel 1997 per coprire una pubblicità nel quartiere di Stokes Croft. Questa raffigura un orsacchiotto che lancia un cocktail molotov a tre poliziotti in tenuta antisommossa, diventando il simbolo delle tante rivolte . Nel 2011, ci fu persino una sommossa contro l’apertura di un supermercato nella zona di Stokes Croft, orgogliosa delle sue botteghe indipendenti non associate a nessuna catena. Banksy ha realizzato così un poster/manifesto di questa rivolta che, nel 1997, aveva quasi anticipato.

A chi si ispira?

Banksy si ispira moltissimo all’artista di strada francese Blek Le Rat, padre della street art. Da lui ha ripreso l’uso dello stencil e il carattere del topo, considerato simbolo dei suoi lavori. Banksy non dipinge direttamente sui muri, ma si prepara con anticipo in uno studio, utilizzando degli stencil disegnati a mano e stampati. Nel libro Wall and Piece, ci dice che lavorare in questo modo gli permette di essere più veloce ed è il segreto del suo essere inafferrabile.

Esistenzialismo

Banksy si definisce un existencilist, riprendendo proprio il titolo della sua più famosa mostra a Los Angeles. Existencilism è mix tra le parole “esistenzialismo” e “stencil”.
La sua arte ha come punti chiave proprio la linearità, l’essenzialità, con figure semplici e molto riconoscibili. Questo tratto tipico dell’artista è finalizzato però a rappresentare temi politici e sociali, tra cui guerra, anti-consumismo, antifascismo, anti-imperialismo, anti-autoritarismo, anarchia, nichilismo ed esistenzialismo.

Indagine crimiologica

Alla Queen Mary University di Londra, i criminologi hanno utilizzato una tecnica sofisticata chiamata profilazione geografica per identificare Banksy. Secondo questi la sua identità sarebbe riconducibile a Robin Gunningham, residente a Bristol. A sostenere a questa teoria ci sarebbe anche il fatto che nel suo primissimo esordio, si firmava Robin Banx. Ad oggi sarebbe in effetti la teoria più plausibile sull’identità di Banksy.

L’ultima sua opera

Proprio ieri Banksy ha rivendicato come suo il murales in bianco e nero di una ragazzina che si diverte con un hula hoop realizzato con una gomma da bicicletta, apparso di recente sul muro di un parrucchiere di Nottingham. Pubblicando una foto dell’opera sul suo account Instagram, l’artista ha posto fine alle speculazioni sulla sua paternità, che si erano scatenate sin dalla sua apparizione martedì sul muro di mattoni rossi di questa città dell’Inghilterra centrale nel quartiere di Lenton. Le autorità locali hanno coperto il lavoro con una pellicola di plastica trasparente per proteggerlo.

 

Stella Grillo

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