L’arte dei presepi del Settecento è in mostra a Bologna

L'arte dei presepi genovesi del Settecento è esposta al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna, fino al 20 gennaio 2019
L'arte del presepi del Settecento è in mostra a Bologna

MILANO – dal 7 dicembre 2018 al 20 gennaio 2019 la città di Bologna si arricchisce con i presepi dei maestri genovesi. La mostra Presepi genovesi del Settecento si terrà al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, e permetterà ai visitatori di ammirare due gruppi presepiali databili fra la seconda metà e la fine del XVIII secolo, provenienti dalle raccolte del Museo Giannettino Luxoro di Genova, rappresentativi dell’altissima qualità esecutiva degli artigiani genovesi.

Non solo a Napoli

Quando si pensa alla tradizione presepiale, infatti, si pensa solo al capoluogo campano, ma anche altre città italiane spiccano in questa arte. Dopo la fortissima tradizione napoletana, che, attraverso la “Scarabattola” della Collezione di Gianfranco Bordoni, è stata tema dell’esposizione del 2008, quest’anno è oggetto di attenzione la grande scuola di Genova, città che fin dalla prima metà del XVI secolo si è affermata come uno dei centri più attivi nella produzione di figure da presepe, accanto a Napoli e Bologna.

Le tecniche sono diverse

A differenza della produzione presepiale napoletana, in cui le statuette sono costituite da manichini con la testa in terracotta dipinta, le estremità preferibilmente in legno, l’anima di ferro dolce e il riempimento di stoffa, poi debitamente abbigliate con costumi e accessori veri, le figure sia del presepe bolognese che genovese sono interamente realizzate in un unico materiale: alla modellazione in terracotta della plastica bolognese si sostituisce la scultura in legno, evidentemente un materiale di più facile reperibilità nell’ambiente e nelle colline genovesi.

La mostra

Gli esemplari di presepi selezionati per l’allestimento saranno due, riconducibili alle due principali varianti compositive rappresentate nella tradizione del capoluogo ligure: da una parte statuette in legno scolpite a tutto tondo e policromate, dall’altra manichini lignei articolati, parzialmente policromati, e rivestiti con abiti in splendido tessuto, testimonianza della grande manifattura tessile cittadina. Il primo gruppo, in legno interamente intagliato e policromato, è datato al 1763, e propone una rara tipologia di figure da presepe genovese, prossima alla tradizione delle grandi casse processionali diffuse in tutto il territorio dell’antica Repubblica di Genova.
Il secondo è invece composto da manichini di dimensioni superiori, anch’esse in legno intagliato a tutto tondo, rivestiti di abiti in stoffa, finemente cuciti, ricamati e rifiniti, e accessoriate con dettagli di preziosa manifattura, riconducibili all’impronta della scuola di Anton Maria Maragliano, titolare della più attiva e prestigiosa tra le botteghe di intagliatori genovesi tra XVII e XVIII secolo. Straordinarie le figure del corteo dei Magi, una vera parata di potenti in miniatura, che dovevano manifestare la ricchezza dei loro aristocratici proprietari, committenti e collezionisti. Questo tipo di statuine, rispetto a quelle totalmente in terracotta della tradizione bolognese, corrispondevano meglio alle esigenze spettacolari del presepe barocco, rendendo possibile, attraverso la sostituzione degli abiti o degli accessori, una continua intercambiabilità dei personaggi e allestimenti scenografici di grande suggestione sempre diversi.

 

 

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