L’arte della neve e il mito dello sci in mostra al Mudec
In occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, scopri le mostre in programma al Mudec in cui la neve diventa immaginario e lo sciatore protagonista del Novecento

Due mostre dedicate a neve e sci per avere una panoramica completa e interessante sugli sport invernali e il loro impatto sul nostro immaginario collettivo. Tempo di Olimpiadi, di passione sportiva e di tifo per lo sci e per tutti gli altri sport invernali. A Milano, presso il MUDEC Museo delle Culture, nell’ambito del programma dell’Olimpiade Culturale legata ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, è stata allestita la mostra “Sono andati tutti a sciare”, un’esposizione che racconta la figura dello sciatore nell’arte del Novecento e il modo in cui questo sport ha influenzato l’immaginario collettivo, la moda, la pubblicità e il linguaggio visivo del secolo scorso.
Aperta fino al 15 marzo al Mudec e ad ingresso gratuito, l’esposizione é stata resa possibile grazie al sostegno di Ceresio investors e della famiglia Rimini, che presentano un progetto incentrato sulla figura dello sciatore nell’arte europea del Novecento.
Sono andati tutti a sciare
La mostra presenta una selezione di opere provenienti dalla Collezione Cesare Rimini: sculture in ceramica policroma, bronzi, avori e legni intagliati, oltre a stampe e lavori grafici che raffigurano sciatori in movimento, scene di discesa, momenti di vita in montagna e paesaggi innevati. Attraverso queste opere emerge non solo l’evoluzione stilistica dell’arte tra Futurismo, Déco e secondo dopoguerra, ma anche il cambiamento della percezione dello sci: da pratica d’élite a fenomeno di massa, simbolo di modernità, dinamismo e libertà.
Il percorso espositivo mette in luce come lo sci sia diventato un’icona culturale del Novecento, associata all’idea di velocità, energia e contatto con la natura. Le figure degli sciatori, spesso rappresentate in pose slanciate e dinamiche, riflettono l’entusiasmo per il progresso tecnico e per le nuove forme di tempo libero che hanno caratterizzato il secolo scorso. Allo stesso tempo, la neve diventa elemento scenografico e simbolico, capace di evocare purezza, silenzio e trasformazione.
Il senso della neve
La mostra dialoga idealmente con l’esposizione “Il senso della neve”, aperta fino al 28 giugno 2026 sempre al Mudec e ugualmente ad ingresso gratuito, ampliando la riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente montano e cultura visiva. In questo contesto, la figura dello sciatore non è solo protagonista sportivo, ma anche specchio di trasformazioni sociali, economiche e artistiche che hanno segnato l’età contemporanea.
Si tratta di un’esposizione interdisciplinare che esplora il significato della neve nelle diverse culture e nel corso della storia. Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la mostra non si limita a celebrare il paesaggio invernale legato allo sport, ma propone una riflessione più ampia sul rapporto tra l’uomo, l’ambiente e l’immaginario collettivo.
Attraverso oltre 150 opere tra oggetti etnografici, installazioni artistiche, fotografie, materiali multimediali e testimonianze storiche, il percorso espositivo mette in dialogo arte, antropologia e scienza. La neve viene presentata come fenomeno naturale ma anche come simbolo potente: può rappresentare purezza e silenzio, ma anche isolamento, pericolo e trasformazione.
Diverse culture che vivono in territori freddi sono raccontate attraverso oggetti, abiti e strumenti che testimoniano l’adattamento umano a condizioni climatiche estreme, mostrando come la neve abbia influenzato architetture, tradizioni e stili di vita. La mostra affronta anche il tema contemporaneo dei cambiamenti climatici, evidenziando la fragilità degli ecosistemi montani e il progressivo mutamento del cultura visiva, dove il bianco del paesaggio diventa spazio di contemplazione, di spiritualità o di sperimentazione estetica.
Nel suo insieme, “Il senso della neve” propone quindi un viaggio che attraversa epoche e continenti, invitando il visitatore a riflettere su come un elemento naturale apparentemente semplice possa assumere significati profondi e diversi, diventando parte integrante della memoria, dell’identità e dell’immaginario delle società umane.
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