Anniversario Pablo Picasso, le 10 opere più celebri dell’artista spagnolo

Oggi, 8 aprile, ricorre l’anniversario di morte di Pablo Picasso. Protagonista indiscusso del Novecento, forse addirittura il pittore più rappresentativo, Pablo è stato un artista eclettico, sia nella forma che nei contenuti. Pittore ma anche scultore

MILANO – Oggi, 8 aprile, ricorre l’anniversario di morte di Pablo Picasso. Protagonista indiscusso del Novecento, forse addirittura il pittore più rappresentativo, Pablo è stato un artista eclettico, sia nella forma che nei contenuti. Pittore ma anche scultore, cubista ma anche influenzato dal classicismo e dall’arte africana, comunista ma anche disinteressato alla politica, a seconda delle varie fasi della sua vita Picasso è stato probabilmente tutto e il contrario di tutto, poliedrico e difficile da inquadrare sotto un’etichetta che rimanesse valida a lungo.
A differenza di altri artisti di inizio Novecento, Pablo Picasso dopo una prima fase parigina di ristrettezze economiche, condusse una vita agiata grazie alle sue capacità artistiche ampiamente riconosciute già all’epoca. Comunemente si associa il suo nome alla corrente artistica del cubismo ma nell’immensa produzione artistica di Picasso (sembra che il Guinnes dei primati lo ritenga il pittore più prolifico di tutti i tempi) è possibile riscontrare l’influenza di diverse correnti e periodi: dal malinconico “periodo blu”, alle opere meno tormentate del “periodo rosa”, dalle sperimentazioni del “periodo africano” alle stagioni più propriamente “cubiste”.
Nel giorno del suo anniversario, vi proponiamo una selezione delle sue opere più celebri.

 
1.IL VECCHIO CHITARRISTA CIECO – Dal 1901 ebbe inizio il cosiddetto “Periodo Blu”, che si protrasse fino al 1904. Il nome di questo periodo deriva dal fatto che Picasso usava dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il Blu in tutte le tonalità e sfumature possibili. Questo colore fu scelto da Picasso non solo per la sua forza espressiva, ma, anche e soprattutto, per la valenza psicologica che gli permetteva di andare oltre alla naturalistica descrizione. Per Picasso il colore Blu è come una dimensione sacra e sentimentale: l’artista guarda in faccia alla realtà, alla miseria e alla sofferenza, oltre che alla morte. Il tutto è caratterizzato da un’ evidente matrice patetica e compassionevole. I soggetti erano soprattutto poveri ed emarginati.

 
2.RITRATTO DI GERTRUD STEIN – Realizzato nel 1905–1906, il quadro è considerato dai critici come l’opera che precorse il Cubismo. Il soggetto, la scrittrice statunitense Gertrude Stein, fu una cara amica di Picasso nonché collezionista di quadri cubisti e prima vera mecenate e sostenitrice delle opere del pittore spagnolo. La forte personalità della Stein, che rimase poi proprietaria della tela fino alla morte, fu rappresentata da Picasso grazie all’evidenziazione dei suoi profondi occhi neri.


3.AUTORITRATTO PROTO – CUBISTA – L’anno 1907 è per Picasso e la sua carriera artistica un anno molto importante e decisivo con grandi cambiamenti che lo porteranno anche dopo un lunga gestazione preparatoria a realizzare quello che viene definito dagli storici d’arte come il dipinto più importante del Ventesimo Secolo, cioè Les Demioselles d’Avignon. In questo anno Picasso si avvicinerà e studierà l’arte africana, farà amicizia con Braque (i due insieme daranno vita al Cubismo). In questo autoritratto dai lineamenti duri e spigolosi e poco naturalistici si intravede già il cambiamento artistico. Il grande naso e i grandi occhi furono definiti da un doganiere di frontiera (Rousseau) come quelli di una maschera tribale usata da antichi popolazioni. Questa opera fu realizzata dopo che Picasso vide e comprò una piccola scultura che rappresentava una statuetta nera in un negozietto di Bougival. Si era innamorato dell’arte e della scultura africana, con le sue maschere spigolose e spesso faceva visita al Museo Etnografico di Parigi.


4. LE DEMOISELLES D’AVIGNON – Datato 1907, la realizzazione di questo dipinto costituì un percorso complesso e faticoso per Picasso, che passò diversi mesi a preparare schizzi e progetti prima della realizzazione definitiva. Il soggetto centrale dell’opera è la rievocazione di un bordello barcellonese e tale rievocazione non cambia nelle realizzazioni successive. Osservando il quadro, si vedono cinque figure femminili nude e in parte avvolte da teli o lembi di abiti. L’elemento più importante del quadro riguarda la rappresentazione geometrica in cui i corpi, le forme e gli oggetti rappresentati appaiono in una visione unica, una sorta di condensazione di tutti i punti di vista che Picasso utilizza per inquadrare un soggetto. Non c’è sfondo nell’opera, tutto rimane come in bilico, sembra quasi che si stia per rovesciare addosso allo spettatore e la sensazione visiva che se ne trae è di assoluta impermeabilità del quadro, nulla passa, non c’è uno spazio in cui riposare l’occhio, ecco quindi la visione dello spettatore è come quella dell’artista: totalizzante.


5. MA JOLIE – Ma Jolie è un’opera realizzata nel 1911-1912 ed è conservata al Museum of Modern Art di New York. La tela appartiene al periodo cubista di Picasso ed è dedicata a Eva Gouel, amante dell’artista. La scritta Ma Jolie, che compare in basso, era il ritornello di una popolare canzonetta del tempo.


6. I TRE MUSICI – Ne I tre musici del 1921, l’artista, all’indomani della Grande Guerra riprende temi propri del Cubismo sintetico, applicandovi un gusto del colore assolutamente nuovo, quasi cartellonistico. Il dipinto raffigura due personaggi tipici della commedia dell’arte(Pulcinella e Arlecchino)che insieme a un monaco improvvisano un allegro terzetto musicale, mentre un grosso cane se ne sta accucciato sotto il tavolo.


7. IL SOGNO – Appartenente ad una serie di dipinti realizzati tra il gennaio e il marzo del 1932 raffiguranti donne addormentate, per i quali è stata presa a modello Marie Thérèse, Il sogno raffigura un soggetto femminile addormentato con le braccia piegate e la testa inclinata da un lato. Il senso di morbidezza, rievocato dalle fattezze tondeggianti della donna, è accentuato dalle linee curve della poltrona rossa sulla quale è seduta. Probabilmente ispirato alla pittura fauves di Henri Matisse e distante dalle figure mostruose dei dipinti precedenti, il dipinto rievoca, nel suo insieme, armonia e serenità.


8. GUERNICA – Guernica è il nome di una cittadina spagnola che ha un triste primato. È stata la prima città in assoluto ad aver subìto un bombardamento aereo. Ciò avvenne la sera del 26 aprile del 1937 ad opera dell’aviazione militare tedesca. L’operazione fu decisa con freddo cinismo dai comandi militari nazisti semplicemente come esperimento. In quegli anni era in corso la guerra civile in Spagna, con la quale il generale Franco cercava di attuare un colpo di stato per sostituirsi al legittimo governo. In questa guerra aveva come alleati gli italiani e i tedeschi. Tuttavia la cittadina di Guernica non era teatro di azioni belliche, così che la furia distruttrice del primo bombardamento aereo della storia si abbatté sulla popolazione civile uccidendo soprattutto donne e bambini. Quando la notizia di un tale efferato crimine contro l’umanità si diffuse tra l’opinione pubblica, Picasso era impegnato alla realizzazione di un’opera che rappresentasse la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Decide così di realizzare questo pannello che denunciasse l’atrocità del bombardamento su Guernica. L’opera di notevoli dimensioni (metri 3,5 x 8) fu realizzata in appena due mesi, ma fu preceduta da un’intensa fase di studio, testimoniata da ben 45 schizzi preparatori che Picasso ci ha lasciato.


9. RITRATTO DI DORA MAAR – L’opera ritrae Dora Marr, una giovane e bella fotografa che fu per un periodo amante di Picasso, (una delle tante). Dora è una donna sofisticata: indossa una blusa nera impreziosita da ricami colorati abbinata ad una gonna a quadri, le mani affusolate giocano con l’orecchino. Dora era una grande fotografa ma per Picasso si annullerà, impazzirà, cancellerà la sua carriera. Ogni donna che finisce nei suoi ritratti, resta imprigionata da una magnifica ragnatela di segni da cui, come per Dora, sarà praticamente impossibile liberarsi. “Ho migliaia di suoi ritratti, me ne ha fatti migliaia. Ma nessuno è Dora Maar sono tutti Picasso” confesserà successivamente.


10. DONNE DI ALGERI – Il dipinto rappresenta un harem, nel quale si vedono distintamente due personaggi femminili. Realizzato tra il 13 dicembre 1954 e il 14 febbraio 1955, fa parte di una serie di quindici dipinti, numerosi schizzi e diverse litografie ispirati alle Donne di Algeri di Delacroix. L’artista sposta i personaggi presenti nel quadro originale e ne aggiunge di nuovi, come il nudo in primo piano, preso da Il bagno turco di Ingres. La donna sulla sinistra ha il volto di Jacqueline Rocque, ultima compagna di Picasso.


8 aprile 2015

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