al Complesso del Vittoriano

Alphonse Mucha tra Art Nouveau e Utopia in mostra a Roma

Dal 15 aprile una full immersion imperdibile nella capitale
Mucha - La Poesia

MILANO – Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau sarà visitabile a Roma al Complesso del Vittoriano dal 15 aprile all’11 settembre 2016.  Si tratta del secondo appuntamento dell’art noveau in Italia dopo l’esposizione sull’artista di Milano. L’artista è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo.

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LA MOSTRA – Protagoniste delle opere di Mucha sono le donne, seducenti e bellissime nei colori e nelle forme tenui. Le sue opere sono veri e propri manifesti ed inni alla bellezza. Quello della mostra è un percorso originale capace di ricostruire il gusto elegante, prezioso e sensuale dell’epoca attraverso le creazioni di Alfons Mucha, gli arredi e le opere d’arte decorativa di artisti e manifatture europei attivi nello stesso periodo storico.
Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L’artista sognava un mondo migliore, dove le minoranze etniche di qualsiasi background culturale avrebbero potuto vivere in armonia senza subire le minacce delle nazioni più potenti. L‘amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifesta nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28).
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio della Regione Lazio, la prima grande retrospettiva dedicata a Roma all’artista ceco Alphonse Mucha è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.

ALPHONS MUCHA – Alfons Maria Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939) è stato un pittore e scultore ceco. Il suo nome viene spesso francesizzato come Alphonse Mucha. L’artista è ritenuto uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau. Cresciuto in Moravia, dimostrò subito il suo talento come architetto e art design. Svolgeva in proprio l’attività di decoratore e di ritrattista mantenendosi agli studi. Il conte Karl Khuen Belasi di Mikulov impressionato dalla sua mano lo assunse per decorare con degli affreschi i suoi castelli fino a finanziarlo permettendogli di iscriversi allAccademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Visse anche a Vienna e a Parigi e perfino negli States dal 1906 al 1910 ma ritornò poi a Praga. Nel 1898 a Parigi Mucha venne iniziato alla Massoneria e l’influenza si percepisce molto nelle sue opere. Con oltre 220 opere la mostra propone al pubblico un percorso originale capace di ricostruire il gusto elegante, prezioso e sensuale dell’epoca attraverso le creazioni di Alfons Mucha, gli arredi e le opere d’arte decorativa di artisti e manifatture europei attivi nello stesso periodo storico.

 

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