Alessandro Barbero

Alessandro Barbero: “Abbattere le statue è un’idiozia”

“Mettersi a fare l’inventario delle statue e abbattere quelle che sono dedicate a personaggi storici non perfetti, e non in linea con i nostri valori odierni, è un’idiozia", le parole di Alessandro Barbero
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Si riaccendono le polemiche intorno alla statua di Indro Montanelli a Milano. Sono stati versati almeno quattro barattoli di vernice a ricoprire gran parte del monumento, con la scritta “razzista, stupratore” ai piedi. Solo qualche giorno fa i Sentinelli di Milano, ‘organizzazione laica e antifascista’ hanno scritto al sindaco Giuseppe Sala e al consiglio comunale per chiedere di rimuovere la statua dedicata a Indro Montanelli. La richiesta arriva sulla scia degli abbattimenti di statue visti nel mondo durante le manifestazioni in ricordo di George Floyd. A questo proposito si è espresso lo stimatissimo storico Alessandro Barbero, intervista da Ilforo, che non ha esitato a definire “un’idiozia” l’idea di fare un inventario delle statue e decidere quali abbattere. 

La posizione di Alessandro Barbero

“Mettersi a fare l’inventario delle statue e abbattere quelle che sono dedicate a personaggi storici non perfetti, e non in linea con i nostri valori odierni, è un’idiozia. Ed è una forma di vergognoso e arrogante imperialismo culturale verso gli abitanti di quel luogo diverso che è il passato. È, inoltre, evidente che una volta cominciato è impossibile fermarsi. Rimosse le statue del generale Lee, bisognerà rimuovere anche quelle del presidente Lincoln, il liberatore degli schiavi, il quale allo scoppio della guerra civile dichiarò che per lui la questione della schiavitù era del tutto secondaria. E che, se per salvare l’Unione doveva abolire la schiavitù, l’avrebbe fatto; e se invece per salvare l’Unione doveva mantenere la schiavitù, l’avrebbe mantenuta. Noi italiani dovremmo buttare nel Tevere il Marco Aurelio del Campidoglio, imperatore di un impero schiavista, lui stesso padrone di schiavi. È evidente che mettere in mano alla politica decisioni di questo genere è un enorme errore che potrà fare solo danni”.

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