Giornata della Memoria

Al Madre di Napoli, un percorso artistico dedicato alla Shoah

In occasione della Giornata della Memoria, il Madre di Napoli presenterà un percorso artistico (con opere e testi di Fabio Mauri) dedicato alla Shoah
Al Madre di Napoli, un percorso artistico dedicato alla Shoah

MILANO – Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, al Museo Madre di Napoli sarà presentato un programma di visite didattiche e performative alla mostra “Retrospettiva a luce solida” dedicata a Fabio Mauri, esponente delle neoavanguardie della seconda metà del XX Secolo, e alle opere attraverso cui l’artista ha esplorato, analizzato e messo in scena l’imporsi dei regimi totalitari nazi-fascisti e il dramma dell’Olocausto.

PROGRAMMA – Il programma inizierà alle ore 10:00 con “Oggetti di memoria”, percorso di cinque visite didattiche  destinate agli studenti degli istituti superiori che sono invitati a partecipare portando con loro un proprio oggetto di memoria. Alle 18:00, invece, sarà possibile partecipare alla speciale visita guidata “In memoria” caratterizzata dalla lettura di due testi di Fabio Mauri, a cura della compagnia teatrale Nest. Dopo la prima lettura, il testo “Ebrea”, i visitatori saranno guidati alla scoperta di opere come “Oscuramento”, che affronta il tema della discriminazione razziale e dalla memoria dei campi di concentramento. La visita si concluderà sul tetto-terrazzo del museo con la lettura integrale del testo “La Resa”.

EBREA – La visita “In memoria” si aprirà con la lettura del testo “Ebrea”. Scritto nel 1971, in occasione della mostra alla Galleria La Salita, il testo è parte integrante dell’opere “Il Muro Occidentale o del Pianto” (emblema della divisione del mondo, dell’esilio, della fuga, dell’esodo forzato). L’opera, presentata per la prima volta nel 1997 alla 45° Biennale di Venezia, sarà esposta nella grande sala Re_PUBBLICA MADRE.

LA RESA – Il testo “La Resa” è la traduzione in parole dell’omonima opera, prodotta e presentata in occasione del progetto “Arte in Memoria” del 2002. L’opera è una bandiera bianca issata su un alto palo retto da una doppia struttura in tubi e rappresenta, secondo l’autore, la resa del giudizio. “L’opera che ho messo in piedi è la resa del giudizio. Del mio almeno. E la Storia, cui ho sempre dedicato attenzione stritola la coscienza in un cappio di stupore e ribrezzo. È stupida. È stata stupida. Forse non ha motivo di essere. Questa mia è una resa formale. Una bandiera bianca. Una certa misura di resa può scoprire forse alternative inedite di pace”.

 

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