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La mostra

Agli Uffizi la mostra dedicata al ruolo delle donne diventa virtuale

Inaugurata a novembre e subito costretta alla chiusura, la mostra "Imperatrici, matrone, liberte" è ora disponibile online.

La mostra archeologica allestita alle Gallerie degli Uffizi “Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane” era stata inaugurata lo scorso novembre, ma dopo un solo giorno di apertura è stata costretta a chiudere i battenti a causa delle norme anti Covid. Ora questa stessa mostra è disponibile, gratuitamente, online. È stata, infatti, completamente digitalizzata in alta definizione ed è quindi possibile fare un vero e proprio tour virtuale.

La mostra “Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane”

Potenti, determinate, discusse indipendenti, ribelli. E molto di più. Sono le donne romane dell’età imperiale, con le loro storie, i loro segreti, le loro battaglie di emancipazione civile, politica ed economica. Le assolute protagoniste della mostra “Imperatrici, matrone, liberte” che si articola in tre sezioni. Si tratta di circa trenta opere provenienti dalla ricca collezione archeologica del complesso museale. La narrazione della mostra, curata da Novella Lapini sotto la direzione di Fabrizio Paolucci, permette di seguire la vita delle donne romane nei primi due secoli dell’Impero. soffermandosi sui modelli positivi e negativi incarnati dalle imperatrici e dalle donne di spicco della casa imperiale. 

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Il commento della curatrice

La curatrice della mostra Novella Lapini aggiunge: “Al centro di questa mostra c’è la storia delle donne romane dei primi due secoli dell’Impero. La mostra analizza dal punto di vista del modello femminile proposto ufficialmente, incarnato nel bene e nel male da esponenti della domus Augusta, sia in relazione alle nuove possibilità d’azione che si creano in un sistema dinastico. Le Auguste, elette a sacerdotesse dei loro congiunti divinizzati erano capaci di beneficiare intere comunità con i loro atti di liberalità. Le matrone dell’élite si inseriscono più direttamente nella vita pubblica, quali flaminiche, evergeti e patronedei loro municipi, attuando una graduale ma effettiva rivoluzione di genere nelle città”.

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