Acqua e arte

L’acqua nell’arte, “fonte” d’ispirazione

Da Giotto al Rinascimento, fino ad arrivare a Picasso: l'acqua è stata da sempre fonte di ispirazione per gli artisti di tutto il mondo
L’acqua nell’arte, “fonte” d’ispirazione

MILANO – Dalle pitture rupestri all’arte rinascimentale, in cui diventa simbolo di purezza attraverso il rito del battesimo, dalla corrente impressionistica fino all’arte moderna e contemporanea: tra tutti gli elementi naturali l’acqua è quella che ha dato maggiore ispirazione artistica, sia per le sue caratteristiche di trasparenza e fluidità, sia per il forte significato simbolico che le è da sempre stato attribuito nella filosofia e nella mitologia. Proprio come lo scorrere di un corso d’acqua, ripercorriamo lo stretto legame tra “l’oro blu” e le opere d’arte.

Il ruolo dell’acqua da Giotto al Rinascimento

Nell’arte occidentale tra il IX e il X secolo l’acqua veniva identificata con l’atto battesimale, diventando così simbolo di purezza: opera simbolica è “Il Battesimo di Cristo”, celebre affresco di Giotto visibile presso la Cappella degli Scrovegni a Padova. Eseguito tra il 1303 e il 1305, in questo incredibile affresco, Gesù si trova al centro della scena immerso a metà busto nel fiume Giordano, raffigurato mentre riceve la benedizione da Giovanni Battista. Dietro al Santo benedicente ve ne sono altri due, uno anziano con aureola e uno giovane senza, ancora in attesa di ricevere la benedizione. Dietro a Cristo si trovano quattro angeli che Gli reggono le vesti, leggermente protesi in avanti pronti a coprirlo non appena uscirà dal fiume. Dall’alto della scena, Dio Padre Onnipotente arriva a benedire Gesù creando visivamente un’incredibile scorcio. Inoltre è da notare la straordinaria abilità di Giotto nel condurre l’attenzione dello spettatore verso il centro dell’opera, grazie alle rocce sullo sfondo che sono disposte in modo tale che le loro diagonali formino una sorta di “V”, culminando di conseguenza nel centro esatto della scena.

Il Battesimo di Cristo, Giotto / Cappella degli Scrovegni, Padova

Dal sacro al profano, passiamo al dipinto di Tiziano “Amor sacro e Amor profano” (1515), conservato nella Galleria Borghese a Roma. Nel dipinto, i due personaggi femminili, Venere e Proserpina, assistono l’amorino che miscela l’acqua contenuta nello scrigno-sarcofago, trasformando la morte in vita.

Amor sacro e amor profano, Tiziano / Galleria Borghese, Roma
Amor sacro e amor profano, Tiziano / Galleria Borghese, Roma

Per proseguire nella scoperta del modo in cui l’acqua ha ispirato pittori e artisti di fama mondiale, vi rimandiamo sul sito inabottle.it al seguente link.

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