viaggi e miraggi

5 mostre per il week-end

Tutti gli eventi più importanti per il fine-settimana degli appassionati d'arte. Cinque città differenti per un itinerario adatto a tutti i gusti.
5 mostre per il week-end.

MILANO – Sarà un 2016 all’insegna dell’arte e della fotografia. Tante rassegne, kermesse ed esposizioni che rilanciano grandi nomi o riportano in auge momenti dell’arte da non dimenticare. Mostre che danno anche spazio agli artisti che hanno fatto l’arte contemporanea. Cinque mostre in cinque città differenti per un itinerario adatto a tutti i gusti.

MIRO’ A UDINE  – Un Mirò inedito e ricco di sfaccettature. La mostra “Joan Miró a Villa Manin. Soli di notte” in esposizione fino al 3 aprile 2016 nel Corpo Gentilizio di Villa Manin ripercorrerà un iter artistico diverso e non ancora perfettamente indagato, eppure di indubbia rilevanza, proponendo un imponente numero di opere appartenenti all’ultimo periodo di Joan Miró, uno degli artisti più significativi e rappresentativi del Novecento. Di indole taciturna e riservata, nella sua vita Miró ha portato avanti un lavoro di continuo rinnovamento espressivo, senza però mai tradire il suo stile e soprattutto la sua coerenza. Il suo lavoro inconfondibile ha attraversato varie fasi profondamente connesse ai luoghi in cui ha operato (Barcellona, Parigi e la campagna catalana) e ai contesti artistici con cui è venuto in contatto, in primis il dadaismo e il surrealismo.

DA RAFFAELLO A SCHIELE A MILANO – “Da Raffaello a Schiele”, promossa dal Comune di Milano-Cultura per Expo è disponibile ancora per qualche settimana. 76 opere della collezione lasceranno la capitale ungherese dal 17 settembre 2015 al 7 febbraio 2016, permettendo al grande pubblico di ammirare un’accurata selezione articolata sul modello del grande centro espositivo di Budapest dove, sala dopo sala, si insegue la grande bellezza dell’arte per costruire un “museo ideale” in cui ammirare le meraviglie del Cinquecento, Seicento e Settecento passando per l’Età barocca, il Simbolismo e l’Espressionismo, e giungendo fino alle Avanguardie.

SERAUT, VAN GOGH,  MONDRIAN A VERONA – Il Palazzo della Gran Guardia ospita fino al 13 marzo una grande rassegna dedicata alla pittura post-Impressionista europea. Con il titolo “Seurat, Van Gogh, Mondrian. Il Post-Impressionismo in Europa”, l’importante esposizione presenta 70 capolavori conservati al Kroller Muller Museum di Otterlo, in Olanda, selezionati per ricostruire un periodo cruciale della produzione artistica nel vecchio continente, in cui si mettevano le basi per la memorabile stagione delle Avanguardie. Il percorso espositivo racconta quindi quella svolta epocale che avviene a cavallo tra ’800 e ’900, quando le sorprendenti tele di George Seurat e di Paul Signac aprono una pagina nuova nella storia dell’arte.

TISSOT A ROMA – Dopo le importanti esposizioni dedicategli in tutto il mondo James Tissot arriva a Roma per la prima volta in assoluto. Una mostra ospitata al Chiostro del Bramante fino al 21 febbraio 2016 e divisa in otto sezioni tematiche disegna il percorso artistico e spirituale dell’artista di Nantes, attraverso un viaggio cronologico che ne racconta passioni, tormenti e vissuto. n mostra 80 opere provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del suo interesse per la moda.

BUREN A NAPOLI – Celebrando il decennale di attività del museo e il rapporto con il suo pubblico, il Madre di Napoli presenta Axer / Désaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli – #2″, il secondo dei due interventi appositamente commissionati, nel corso del 2015, all’artista francese Daniel Buren (Boulogne- Billancourt, Parigi, 1938), uno dei massimi artisti internazionali. Congiungendosi al primo (Comme un jeu d’enfant. Lavoro in situ, 2014- 2015, Madre, Napoli – #1, che resterà esposto fino al 29 febbraio 2016), anche il secondo intervento è costituito da un’ opera di dimensioni architettoniche, concepita dall’artista per gli spazi del museo, ovvero in situ, espressione da Buren stesso più volte utilizzata per indicare la stringente interrelazione fra le sue opere e i luoghi in cui esse sono concepite e realizzate.

 

 

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