A Palazzo Reale

2050. Breve storia del futuro in mostra a Milano

La collettiva percorre le tematiche illustrate nel saggio di Attali
2050. Breve storia del futuro in mostra a Milano

MILANO – Una mostra dedicata al futuro tra le proposte culturali 2016 di Palazzo Reale a Milano. Fino al 29 maggio la collettiva percorre le tematiche illustrate nel saggio di Attali in otto stazioni e attraverso circa 50 opere di artisti contemporanei internazionali. Conflitti globali, mutazioni genetiche, diseguaglianze sociale ed economiche, sfruttamento delle risorse naturali compongono il complesso panorama dei prossimi decenni; gli artisti di ‘’2050’’ interpretano queste tematiche complesse e invitano a ri-pensare il tempo che verrà con visioni anche costruttive e talvolta ironiche.

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LA MOSTRA – La mostra prende il nome dall’omonimo libro di Jacques Attali, pubblicato nel 2006, nel quale l’autore ipotizza il futuro del mondo e della nostra società.
Precedentemente presentata ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles, dipinti, sculture, foto, video, installazioni: 50 opere d’arte contemporanea di 46 grandi artisti internazionali, indagano il nostro futuro in una esposizione ispirata al saggio Breve storia del futuro di Jacques Attali (pubblicato nel 2006 e rieditato nel 2016 aggiornato ai nuovi scenari globali). L’esposizione, a cura di Pierre-Yves Desaive e Jennifer  Beauloye, presenta attraverso una selezione di opere recenti, il modo in cui gli artisti contemporanei osservano il presente per condurre una riflessione sul futuro così come esso si delinea ai nostri occhi.

RITORNI AL FUTURO – L’iniziativa fa parte del programma di ‘Ritorni al futuro’, il palinsesto culturale pensato per la primavera 2016 dal Comune di Milano che propone oltre cento appuntamenti tra mostre, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri, con l’obiettivo di portare al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro che abbiamo oggi, confrontandola con quelle che hanno abitato il pensiero creativo in altre stagioni della storia.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Il percorso di mostra, diviso in 8 sezioni, è articolato intorno a diversi nuclei, liberamente ispirati agli interrogativi sviluppati nel saggio di Attali. Tutto ha inizio negli anni Ottanta a Los Angeles (evocata nei lavori di Chris Burden, Edward Burtynsky, Edward Ruscha, Tracey Snelling…), la città natale del microprocessore che, in arte, ha ispirato le sperimentazioni con il computer di Charles Csuri e Masao Kohmura.

TUTTI GLI ARTISTI – AES+F, Halim Al-Karim, Francis Alÿs, Alighiero Boetti’ Louise Bourgeois, Jennifer Brial, Chris Burden, Edward Burtynsky, Charles Csuri – James Shaffer, Philip-Lorca diCorcia, Al Farrow, Robbert Flick, Gregory Green, Mona Hatoum, John Isaacs, Jean Katambayi Mukendi, On Kawara, Bodys Isek Kingelez, Masao Kohmura – Kouji Fujino, Panos Kokkinias, David LaChapelle, Little Sun, Mark Lombardi, Gonçalo Mabunda, Eva et Franco Mattes, Eugenio Merino, Wilhelm Mundt, Mark Napier, Hans Op de Beeck, Roman Opalka, Gabriel Orozco, Sara Rahbar, Gustavo Romano, Thomas Ruff, Edward Ruscha, Andres Serrano, Tracey Snelling, Wolfgang Staehle, Stelarc, Hiroshi Sugimoto, Mark Titchner, Gavin Turk, Thu Van Tran, Maarten Vanden Eynde, Michael Wolf, Yang Yongliang.

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