100 anni di storia della scultura milanese in mostra alla GAM

Fino al 3 dicembre presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano saranno visibili al pubblico 92 opere, di cui 63 mai presentate al pubblico e restaurate per questa occasione
100 anni di storia della scultura milanese in mostra alla GAM

MILANO – Dopo una vasta campagna di restauro, per la prima volta sono visibili buona parte del ricchissimo patrimonio scultoreo. La Galleria d’Arte Moderna di Milano fino al 3 dicembre conferma la sua vocazione a spazio espositivo dedicato alla scultura con la mostra “100 anni di scultura a Milano: 1815-1915“. Protagoniste 92 opere la storia della scultura milanese nell’arco  di 100 anni, dal tardo neoclassicismo all’inizio del Novecento.

LA SELEZIONE – Conclusa la revisione dei percorsi e delle collezioni permanenti, che ha evidenziato i movimenti più significativi, dal tardo Neoclassicismo fino agli esordi del Simbolismo, si attinge ora ai depositi per proseguire un nuovo progetto, nato nel settembre 2016 con l’apertura al pubblico delle sale sotterranee. La selezione di 92 sculture, di cui 64 mai presentate al pubblico e restaurate per questa occasione, consente di illustrare, in un percorso legato anche alle sale del museo, le vicende, i generi e i soggetti che connotarono la scultura lombarda tra Otto e Novecento.

PERCORSO ESPOSITIVO – Sei sezioni ripercorrono i sei temi fondamentali e più cari agli artisti. Le prove di concorso realizzate dai maestri e dagli allievi dell’Accademia braidense e gli ultimi echi neoclassici rappresentati dalla lezione di Pompeo Marchesi, costituiscono l’avvio di un racconto che prosegue nella seconda sala con i soggetti di gusto compiutamente romantico: temi legati a quegli ambiti letterari e musicali che fecero di Milano uno straordinario laboratorio culturale, centro nevralgico della costruzione identitaria nazionale. Il cuore della mostra è costituito dalla sezione centrale dedicata ai soggetti che guadagnarono la fortuna della scultura lombarda alle esposizioni nazionali e internazionali, attestando la cosiddetta Scuola di Milano a livello non solo europeo. Attraverso il recupero di sculture fino ad oggi inedite e lo studio di artisti senz’altro “minori”, la mostra cerca di contribuire alla conoscenza di questa scuola il cui magistero, costituito da una perizia esecutiva innegabile, attestò alla metà del secolo Milano quale nuova capitale della scultura.

MOMENTO DI PASSAGGIO – Il patrimonio della Galleria d’Arte Moderna conserva uno straordinario repertorio di opere, gessi preparatori e prime prove di fusione, legati ai principali cantieri monumentali della città, dall’Arco della Pace al Cimitero Monumentale. La scelta di un numero significativo di esse, riconducibili anche all’esaltazione dei miti del neonato stato italiano, caratterizza le due sezioni successive, concluse da un approfondimento sulla vicenda scapigliata che consente di introdurre a quel delicato momento di passaggio tra le vecchie istanze ottocentesche e quando andava aprendo la strada al nuovo secolo. Un momento che anche la produzione scultorea visse combattuta tra estremi quasi paradossali (Wildt e Rosso), tra i temi legati al realismo sociale e le urgenti e ormai ineludibili sollecitazioni simboliste.

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