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Le cose che non sai

10 curiosità su Pablo Picasso

Dall'aneddoto su Guernica alla maledizione che colpì le sue amanti. Tutto ciò che avreste voluto sapere sul pittore cubista Pablo Picasso
Pablo Picasso è stato un pittore e scultore spagnolo. Nato a Malaga il 25 ottobre 1881 e morto l’8 aprile 1973, è da considerare tra i protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, rappresentando uno snodo cruciale tra la tradizione ottocentesca e l’arte contemporanea. Passato alla storia anche per il suo carattere particolare, era famoso anche per frasi come: “A dodici anni sapevo disegnare come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino”. Ecco alcune curiosità su uno degli artisti più celebrati dal mondo dell’arte.

Picasso, un’arte troppo poco realistica

Una volta un uomo criticò Picasso perché proponeva un’arte troppo poco realistica. L’artista spagnolo allora gli chiese: “Mi può mostrare dell’arte realistica?”. L’uomo allora gli mostrò la foto della moglie. Picasso osservò: “Quindi sua moglie è alta cinque centimetri, bidimensionale, senza braccia né gambe, e senza colori tranne sfumature di grigio?”

Picasso, un artista da record

Il Guinness dei Primati cita Picasso come il pittore più prolifico. Ha prodotto più di 13.000 fra dipinti e disegni, più di 100.000 tra incisioni e litografie ed almeno trecento sculture. 

La denuncia della Guernica

I soldati nazisti, a Parigi, insieme all’ambasciatore tedesco, gli domandarono vedendo il quadro di Guernica “Avete fatto voi questo orrore, maestro?” e lui rispose “No, è opera vostra.” 
Pablo Picasso realizzò il grande dipinto intitolato Guernica nel 1937, poco dopo il bombardamento della cittadina basca ad opera di un gruppo di volontari dell’aviazione tedesca. 
Guernica non è un’opera dal significato solo documentario. Oltre a ricordare il bombardamento della città basca ne rappresenta anche una denuncia morale del fatto. Inoltre col tempo il dipinto di Picasso è diventato il simbolo della condanna contro la distruzione della guerra che causa tanta sofferenza al popolo.

Chi ha rubato la Gioconda?

Pochi sanno che il 22 agosto 1911 venne rubato il dipinto della Gioconda  dal Museo del Louvre a Parigi. Picasso, insieme al poeta Guillaume Apollinaire,  fu sospettato di essere l’autore del furto data la sua personalità “particolare”. Picasso e Apollinaire non avevano di certo rubato la Gioconda, ma si erano limitati a comprare dei manufatti di arte iberica, sottratti al museo da Joseph Géry Pieret, un ladruncolo che sottraeva con costanza diversi pezzi minori presenti al Louvre. 
Picasso, spaventato restituì le statuette e le cose furono ristabilite. Apollinaire passò anche qualche giorno in carcere, ma al processo i due se la cavarono con un forte rimprovero da parte del giudice. E la Gioconda? Fu ritrovata due anni dopo, nel 1913, a Firenze. Il ladro non era il povero Pieret, ma l’italiano Vincenzo Peruggia, che voleva restituire il dipinto all’Italia.

I mediocri e i grandi copiano 

Una delle sue frasi più famose era: “I mediocri imitano, i grandi copiano”.
 

La paura di essere povero

Picasso era peniafobico, cioè terrorizzato di diventare povero.

Il cane Lump

Picasso aveva un cane bassotto di nome Lump (tradotto dal tedesco Birbante). Quando parlava del piccolo Lump, Picasso amava definirlo, “non è un cane e nemmeno un piccolo uomo. È qualcos’altro.” Secondo quando si legge nel libro “Picasso & Lump: a Dachshund’s Odyssey”, scritto dal famoso fotografo americano David Douglas Duncan, il 19 aprile 1957 il fotografo  andò a trovare il Maestro nella sua villa “Le Californie” di Cannes. Ad accompagnarlo un bassotto, adottato il mese prima, proprio il bassotto Lump.
Appena entrato nello studio di Picasso, tra l’artista e il cane nasce l’amore. Lump prende possesso della casa, marca il territorio facendo la pipì sull Homme au moton” (scultura in bronzo che tutt’ oggi domina il giardino della villa) ed inizia a prendere possesso di tutti i divani di casa. Il carattere del cane  colpisce subito l’artista che, lo stesso giorno, immortala il piccolo bassotto ritraendolo su un piatto di ceramica.Quando arriva il momento di tornare a casa con il fotografo, Lump si rifiuta di seguire Duncan, e da quel giorno divento l’amico più caro di Picasso. 
Lump spicca in 15 dei 44 studi della serie “Las Meninas”, ispirata al capolavoro di Diego Velazquez. Lump rimase al fianco di Picasso per sei anni. Nel 1963 una malattia alla spina dorsale lo obbligò prima a sottoporsi a cure veterinarie a Cannes, poi venne trasferito – grazie ai consigli di Duncan – in Germania dove avrebbero potuto curarlo in maniera più efficace e salvargli la vita. malgrado essere riuscito a sconfiggere il male che lo affliggeva il “Birbante” non rivide mai più Picasso.
  

La maledizione Picasso

L’artista ha avuto molte donne, due mogli ufficiali e moltissime amanti, ed è stato contestato per il suo atteggiamento maschilista. La prima moglie Olga Kolkova impazzì, Marie-Therese Walter s’impiccò, Dora Maar ebbe un terribile esaurimento e si tolse la vita mentre la seconda moglie Jacqueline Roque si sparò.

Non solo un artista, ma anche un poeta

Picasso usava dire agli amici di considerarsi anche un poeta. 

L’emicrania

Secondo il neuroscienziato olandese Michel Ferrari, all’origine dei quadri cubisti di Picasso ci sarebbe stata l’emicrania: i visi tagliati in verticale e le relative sproporzioni sarebbero dovute  alle visioni “spezzate” dei malati di aura visiva, la patologia di cui probabilmente soffriva..

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