
Oggi migliaia di maturandi vivranno la loro notte prima degli esami. Ricordiamo insieme la canzone di Venditti, diventata ormai una poesia per ognuno.

A pochi giorni dalla prima prova, i maturandi stringono ulteriormente il campo delle previsioni. Gli 80 anni dal referendum istituzionale in Italia sembrano uno spunto quasi certo. Si fa spazio la suggestione di un’autrice donna, con Grazia Deledda.

Se i ragazzi di oggi tremano per la nuova Riforma Valditara, cosa dovevano affrontare le generazioni passate? Ripercorriamo oltre un secolo di cambiamenti, dal temibile modello Gentile al Quizzone degli anni Novanta, fino alle formule d’emergenza della pandemia

In vista dell’esame 2026, l’analisi dei risultati più recenti conferma un trend storico: la vera selezione avviene in classe, non davanti alla commissione.

Scopri come funziona la Maturità nel mondo: dalla forte pressione in Asia alla spensierata festa in Svezia, fino ai cambi della maturità italiana.

Nonostante la riforma Valditara abbia ridotto a 4 le materie d’esame, il 44% dei maturandi è in alto mare con lo studio, spesso bloccato dalle interrogazioni dell’ultimo minuto.

A maggio 6 studenti su 10 fanno le ore piccole per studiare. Sui social esplode la rabbia contro la disorganizzazione dei prof e la raffica di verifiche.

Dopo i recenti e drammatici fatti di cronaca, un sondaggio di Skuola.net indaga lo stato di tenuta psicologica degli studenti. I risultati sono un campanello d’allarme: quasi 9 studenti su 10 avvertono il peso delle aspettative e per la maggioranza è un fardello insostenibile. Lo sfogo sui social: “Lasciateci il diritto di sbagliare”

Due tragedie in poche ore riaccendono i fari sul peso psicologico del percorso di studi. Ma non si tratta di casi isolati. Tanti indicatori rivelano un malessere sistemico: oltre l’80% degli scolari è stressato e metà degli universitari arriva a mentire sulla propria carriera pur di non deludere le aspettative

La crisi in Medio Oriente e il caro-energia fanno tremare la scuola. Il sindacato Anief ipotizza lezioni a distanza da maggio, ma il Ministro smentisce. Intanto gli alunni (ma non tutti) bocciano l’idea.