
Scopriamo tramite la lettura di questo articolo se secondo le norme della lingua italiana ci sono differenze nelle forme “non so” e “non lo so”.

Tra le molte espressioni colloquiali che punteggiano la lingua italiana, poche sono suggestive e ricche di storia quanto la locuzione “alla mezza”. È un modo di dire che, a prima vista, può sembrare semplice e trasparente, ma che in realtà racchiude una notevole complessità semantica, storica e sociolinguistica. Chi la incontra per la prima volta…

La preterizione è una delle figure retoriche più sottili e affascinanti della lingua italiana. Il suo stesso meccanismo si fonda su un’apparente contraddizione: consiste infatti nel dichiarare di non voler parlare di qualcosa, mentre in realtà la si nomina, la si richiama o la si suggerisce con forza. È, in sostanza, l’arte di dire fingendo…

Tra i molti dubbi che la lingua italiana continua a suscitare, uno dei più curiosi riguarda una parola di uso quotidiano: si deve dire portafoglio o portafogli? La questione, apparentemente semplice, nasconde in realtà una storia linguistica complessa e affascinante, nella quale si intrecciano etimologia, morfologia, evoluzione dell’uso e persino influenze straniere. Come spesso accade…

Esistono, nella lingua italiana, dubbi ortografici che sembrano banali e invece celano questioni grammaticali di una certa profondità. Uno dei più frequenti — e dei più dibattuti nei manuali di stile, nei correttori automatici e nelle discussioni tra parlanti attenti — riguarda la coppia tanto meno / tantomeno. Due parole o una? Con lo spazio o…

Scopriamo assieme qual è il significato dell’aggettivo della lingua italiana “tapino” usato da Zio Paperone nella sua iconica espressione.

Scopriamo insieme come è entrato nella lingua italiana il termine “jogging” partendo da un estratto del libro “Parole contro la paura”, di Vera Gheno.

Scopriamo assieme le differenze di uso e di sfumature che hanno questi due termini della lingua italiana: fazzoletto e fazzolettino.

Scopriamo quale tra le due locuzioni della lingua italiana è la più corretta, se ce n’è una, tra “a data da destinarsi” e “in data da destinarsi”.

Scopriamo assieme come utilizzare correttamente un avverbio particolare della lingua italiana, ovvero l’avverbio presentativo “ecco”.