Le considerazioni dopo la serata di ieri

Premio Strega in Tv, un format che non avvicina la gente ai libri ed alla lettura

Ci scusiamo subito con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e con la Famiglia Alberti, con gli scrittori che hanno partecipato al Premio Strega e soprattutto con Francesco Piccolo, vincitore della kermesse, ma non possiamo non criticare un format televisivo...

Un format televisivo vecchio e kitch, a metà fra la sagra paesana e il ricevimento di provincia, che fa male anche al mercato dei libri

Ci scusiamo subito con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e con la Famiglia Alberti, con gli scrittori che hanno partecipato al Premio Strega e soprattutto con Francesco Piccolo, vincitore della kermesse,  ma non possiamo non criticare un format televisivo che, se non allontana la gente dalla lettura, di certo non avvicina nuovi potenziali lettori. Non è accettabile assistere a così tanto provincialismo, soprattutto perché non capita spesso di vedere i libri protagonisti in TV e sulle reti generaliste.

Una considerazione che viene abbracciata anche dagli stessi addetti ai lavori. Emblematico in questo senso i vari tweet che sono partiti ieri notte nel coso della diretta. Uno su tutti quello di Giuseppe Strazzeri, direttore Longanesi:

 

Il nostro fine, il motivo per cui il progetto Libreriamo è nato, è stimolare e sensibilizzare gli Italiani a leggere e ad amare i libri. La situazione da questo punto di vista è drammatica, e se assistiamo a tali trasmissioni ci rendiamo conto del perché. Non è sicuramente colpa della Fondazione Bellonci e della Famiglia Alberti,  ma non ci si rende conto che questa rappresentazione mediatica dei libri fa letteralmente fuggire la gente dalla lettura.

Un format vecchio, noioso e visibilmente kitch. Un mix di sagra paesana e ricevimento in stile matrimonio da gente che ha fatto i soldi all’estero e poi è rientrata al paesello. E anche un po’ fiera  di provincia. La lettura e i libri non sono  ciò che noi abbiamo visto ieri notte. I libri sono colore, fantasia, vitalità, armonia e soprattutto estetica. In ciò che abbiamo visto su Rai Tre tutto ciò non è stato in nessun modo considerato.

Ci dispiace dover criticare una Istituzione come il Premio Strega, che amiamo e seguiamo con entusiasmo e ammirazione per ciò che sono riusciti a costruire dal 1947 ad oggi, ma con tali rappresentazioni televisive non si fa altro che stimolare le persone a fuggire dai libri. Immaginiamo un ragazzo che vuole avvicinarsi alla lettura ed  assiste ad una trasmissione del  genere che tipo di idea si fa dei libri. Non si possono perdere queste occasioni, bisogna avere il coraggio di cambiare e di capire che i libri sono un’altra cosa.

Bisogna a tutti i costi capire che se si vuole salvare l’editoria,  settore che, come sottolineato proprio nel corso della diretta cdi ieri sera, sta conoscendo una fortissima crisi, ma soprattutto se si vuole stimolare la gente a leggere (le statistiche parlano chiaro riguardo all’arretratezza italiana in fatto di lettura) bisogna dare una rappresentazione del mondo dei libri decisamente più fresca, più attuale, più spettacolare. Basta con questa noia e questa ricerca a tutti i costi di un intellettualismo provinciale. La cultura e i libri sono della gente, devono essere POP: solo così si può spingere di più l’Italia a leggere.

Ciò non significa che la lettura deve diventare banale come molti programmi televisivi, ma sicuramente merita una rappresentazione più attuale e, permetteteci, più di qualità  e meno provinciale. Non si può assistere a quanto visto ieri sera, perché regala solo rabbia spingendo a tutti i costi la gente ad allontanarsi dal leggere.

Pertanto, per il prossimo anno, si abbia il coraggio di fare qualcosa di nuovo.

4 luglio 2013

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