Luca Conti, ”Internet ed i social network sono grandi alleati per promuovere la lettura”

Internet aiuta a aumentare la passione per la lettura nei lettori deboli, ma per catturare i cosiddetti “non lettori” occorrono politiche indirizzate ai giovani e un maggiore sfruttamento di quei media tradizionali come la televisione. E’ questo il parere di Luca Conti...

Il blogger esperto di social media e marketing su internet parla della sua passione per la lettura e analizza le opportunità offerte dai media e dalle nuove tecnologie per implementare il numero dei lettori

MILANO – Internet aiuta a aumentare la passione per la lettura nei lettori deboli, ma per catturare i cosiddetti “non lettori” occorrono politiche indirizzate ai giovani e un maggiore sfruttamento di quei media tradizionali come la televisione. E’ questo il parere di Luca Conti, l’esperto di social media e marketing su internet, collaboratore del Sole 24 Ore e autore del sito pandemia.info. Luca Conti parla della sua passione per la lettura e analizza le opportunità offerte dai media e dalle nuove tecnologie per implementare il numero dei lettori.

Come nasce la sua passione per la lettura?
Sono sempre stato un appassionato di libri. Da adolescente, ho iniziato a leggere un po’ di narrativa andando su autori che erano tra i best-seller di alcuni generi come il thriller. Ho iniziato leggendo John Grisham nell’ambito del thriller a sfondo legate e Stephen King come invece autore di thriller più psicologici con qualche venatura horror. Andando avanti, mi sono un po’ lasciato andare per via degli studi universitari, i quali mi hanno un po’ distratto. La mia passione per internet e peri  blog ha preso i sopravvento e quindi per diversi anni ho trovato poco tempo per leggere, fino a quando ho scoperto invece gli ebook intorno al 2009: la mia caratteristica di essere spesso in viaggio per lavoro, abbinata al boom degli ereader, ha fatto si che tornassi a leggere molto di più. Oggi arrivo a leggere fino a 10 libri al mese.

Quanto realtà come internet, i social network, i blog letterari, e più in generale le implementazioni digitali possono promuovere la lettura, creando nuovi tipi di lettori “digitali”?
Credo che il social web non sia in contrapposizione ai libri cartacei. Sono convinto che oggi i libri abbiano molti concorrenti nel modo di occupare il tempo libero delle persone, come ad esempio i videogiochi. Rimango convinto che internet sia un grande alleato della lettura, perché da la possibilità di condividere i libri letti e gli argomenti di narrativa o saggistica, creando occasioni di dibattito e suggerimenti da parte di un amico e di una persona autorevole. Sono convinto che chi non abbia mai letto, difficilmente può convertirsi attraverso internet, ma sono convinto che chi legge poco con i social network ed i blog possa diventare un lettore forte.

Se internet non è sufficiente, cosa si può fare per coinvolgere alla lettura i “non lettori”?
Io credo che noi soffriamo di una mancanza di politiche volte alla promozione della cultura a tutti i livelli. Credo che molte responsabilità le abbia il mondo dell’educazione e della formazione. Politiche di lettura volte a coinvolgere i giovani, anche attraverso l’uso dei tablet, possa creare fin da piccoli l’abitudine a leggere come un divertimento e non un obbligo. Per quanto riguarda gli adulti non abituati a leggere su questi è difficile intervenire. Forse un passaggio chiave potrebbe venire dalla televisione che, piaccia o no, rimane comunque il passatempo preferito dagli italiani. Parlare di più di libri in tv potrebbe avvicinare questi non lettori alla lettura. Quelle poche trasmissioni che lo fanno, come Che tempo che fa di Fabio Fazio, dimostrano di avere un impatto sulla massa.

26 giugno 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti