LIBRI - Speciale Giornata contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne si combatte se impariamo fin da piccoli il Rispetto

Chi fa male ad una donna è un vile e molte volte un ignorante, qualsiasi siano la sua Istruzione o ceto sociale. Le donne sono alla base della Vita. Chi fa male loro uccide il nostro futuro...

Chi fa male ad una donna è un vile e molte volte un ignorante, qualsiasi siano la sua Istruzione o ceto sociale. Le donne sono alla base della Vita. Chi fa male loro uccide il nostro futuro.  Per combattere tale increscioso problema proponiamo di far diventare materia scolastica e accademica la Rispettologia, per combattere tutte le forme di violenza

Non è accettabile nessuna forma di violenza in assoluto, ma, soprattutto, quando riguarda le donne. Queste  vanno rispettate, tutelate, amate. Mai offese, o peggio, picchiate, violentate, uccise. Non c’è giustizia umana che può assolvere o giustificare chi si macchia di crimini di tal genere.  

Non dimentichiamo che chi ci genera è una donna. Le nostre madri ci hanno messo al Mondo. Quindi, se rechiamo violenza, oltraggio al gentil sesso, stiamo facendo del male al nostro futuro, stiamo oltraggiando il miracolo che la Vita ci ha regalato, ovvero la procreazione. Non si può colpire in nessun modo chi ha tale dono, si uccide la società, si fa del male all’intera umanità. Moltissime volte la prima parola che pronunciano i bambini appena nati è Mamma, quindi donna. Se si fa del male ad una donna si sta facendo del male a chi ci dà la vita, o a chi darà vita.

Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne, una giornata penseranno molti, che dovrebbe durare 365 o 366  (negli anni bisestili) giorni. Però, momenti come questi servono per aiutare a riflettere, a fermarsi un attimo e comprendere perché esistono i problemi e magari come si può contribuire a risolverli. Da parte nostra, abbiamo realizzato anche un libro, L’Intimo delle Donne con il contributo di molte donne italiane che hanno raccontato con coraggio la loro esperienza o il loro pensiero nei riguardi di un problema che diventa sempre più grande.

Non dimentichiamo che il luogo dove accadono tali violenze sono in maggior numero proprio in famiglia, nella casa dove si vive, dove si è cresciuti. La famiglia è l’istituzione pedagogica primaria che deve in tutti modi tutelare i propri membri. Non fare loro del male.       

Ciò che emerge con sempre più forza nel sociale è che c’è sempre meno rispetto nei confronti del prossimo. Rispetto è una parola sacra che tutti dovremmo imparare fin da piccoli. I nostri genitori, la scuola, i media dovrebbero contribuire giornalmente a sviluppare questo concetto. Mi dispiace ma così non è.

La volgarità, l’offesa, l’insulto, l’oltraggio sono sempre più al centro dell’attenzione di qualsiasi dibattito pubblico o interpersonale. Basta assistere ai dibattiti televisivi o peggio alle interazioni che avvengono nei social o su Internet, per comprendere che il tasso di violenza verbale ha raggiunto l’apice. Non ci si parla più, non si comunica più. Ciò che è importante è far valere il nostro punto di vista, senza mai comprendere cosa vuol dire l’altro, senza ascoltare cosa il prossimo ci vuole dire. Questo non è rispetto, questo è il più pericoloso degli atteggiamenti e dei comportamenti sociali.

Quando ci si parla in casa o con le persone vicine è questo ormai il metodo di interazione. Si urla, si cerca in tutti i modi di non far aprire bocca alla persona che ti sta accanto. Qualsiasi argomento è fonte di lite, di discussione accesa che travalica in tutti i modi la comprensione dell’altro. Non ci rendiamo conto, ma tutti noi ormai facciamo così. E come affermavano i saggi o rivela la fisica qualsiasi offesa genera  una reazione, che molte volte supera i limiti.

Dovrebbe nascere una materia che dovremmo imparare prima a casa e poi a scuola fin da bambini: l’arte o la cultura del Rispetto. Se comprendessimo fino in fondo questo argomento, se lo studiassimo fin da bambini, se ce lo insegnassero i nostri genitori, forse impareremmo tutti che non fare del male al prossimo  è un’opportunità. La Rispettologia dovrebbe diventare materia accademica, riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione e inserita in tutti i corsi di studio di qualsiasi scuola o Università italiane.

Saro Trovato

25 novembre 2014

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