”Gli uomini cambiano, ma le idee restano”. In onore di Falcone l’impegno dei siciliani a salvare la propria terra da sfruttatori e crimine

Gli uomini cambiano le idee restano. Una frase di Giovanni Falcone che di fatto è diventata memorabile per le future generazioni. Un invito a comprendere che le buone idee riescono a vincere per sempre, a scatenare le rivoluzioni culturali...

La frase del Giudice eroe, ahimè, va letta anche nel senso che malgrado il cambiamento dei volti la Sicilia non riesce a mutare ed eliminare quella cultura mafiosa che è causa della sua distruzione

Gli uomini cambiano le idee restano. Una frase di Giovanni Falcone che di fatto è diventata memorabile per le future generazioni. Un invito a comprendere che le buone idee riescono a vincere per sempre, a scatenare le rivoluzioni culturali, utili per migliorare la società e far vincere la democrazia.

Ma di fatto io che arrivo da quella splendida isola che è la Sicilia, ed ho la fortuna di visitarla spesso, purtroppo a tutt’oggi sono costretto a leggere quella frase in un altro modo. Malgrado il cambiamento dei volti, tutto continua a proseguire com’era. Una Sicilia, ahimè, ancora troppo “gattopardiana” poco attenta a comprendere che potrebbe essere il “Paradiso” ed invece preferisce stagnare nell’eterno “Purgatorio”.

La Sicilia è la terra che per i libri e la letteratura è rappresentata da Quasimodo, Sciascia, Pirandello, Camilleri, solo per fare qualche nome, i quali con la loro penna, anche con coraggio, hanno saputo dare dignità ad un luogo che per il Mondo è stato solo “coppola” e “mafia”.  Ciò che mi colpisce è che una Terra che sa generare tanto genio ancora oggi non riesca a scrollarsi di dosso quel modo di pensare che personaggi come Giovanni Falcone hanno sempre combattuto. Una terra che non riesce a sconfiggere quella cultura “mafiosa” che di fatto è stata la sua profonda rovina.

Tutti i siciliani dovrebbero capire che la “mafia” è il simbolo della rovina siciliana. Una Regione che oggi è fortemente in crisi, dove la gente in molte zone vive in stato di povertà. Una terra che ha distrutto il proprio territorio, nel nome di un interesse economico che ha riempito le tasche solo dei mafiosi, ovvero di tutti coloro, compresa gente apparentemente “per bene”, che grazie alla collusione con il potere malavitoso sono riusciti a costruire dove non si poteva, hanno realizzato poli petrolchimici in paradisi naturali, hanno sfruttato la povera gente solo per fare la propria ricchezza individuale.

Giovanni Falcone aveva capito bene che la “mafia” non erano soltanto le squadre di malviventi rei di uccisioni, rapine, traffico della droga, prostituzione, ma gli stessi colletti bianchi che dietro la loro facciata perbenista nascondevano i veri e i più grandi interessi economici. Per questo Falcone ha finito di vivere, perché aveva saputo interpretare che da soli i “mafiosi” non sarebbero andati da nessuna parte.

E’ bene dire tutto questo proprio perché se la Sicilia vuole davvero rendere onore ad un martire come Giovanni Falcone, e a tutti i suoi colleghi caduti per mano assassina, deve avere il coraggio da sola di dire basta ad ogni tipo di mafia. La gente ha un’arma micidiale in mano, la propria libertà e il proprio voto. E’ da là che si deve iniziare a manifestare la voglia di cambiare, la voglia di chiudere con un passato che decreterà solo la morte di un’isola che nel mio cuore è il Sogno!


Saro Trovato

 

23 maggio 2013

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