CULTURA - Dopo il delitto nel ragusano

Giù le mani dai bambini e dalle donne. Occorre un Ministero contro la violenza sulle categorie deboli

L’ultima vicenda del piccolo Loris crea degli interrogativi concreti, riguardo al vile trattamento riservato ai minori e al gentil sesso. Noi di Libreriamo diciamo basta alla violenza gratuita, al proliferare della follia...

L’ultima vicenda del piccolo Loris crea degli interrogativi concreti, riguardo al vile trattamento riservato ai minori e al gentil sesso. Noi di Libreriamo diciamo basta alla violenza gratuita, al proliferare della follia. Questo è ormai diventato un problema sociale che merita un intervento concreto del Governo, magari con un Ministero contro la violenza sulle categorie deboli Ai media un monito, evitiamo speculazioni che possono generare ancor più effetto emulazione.

 

Quella di Loris, il piccolo bambino strangolato nel ragusano, è una vicenda che lascia senza parole. Non è comprensibile come la cattiveria umana possa gratuitamente scagliarsi contro una piccola creatura che meritava solo di vivere. Chi si macchia di un gesto del genere è decisamente un folle, ma soprattutto un vile assassino. E’ in Italia, da ciò che si assiste nella cronaca, i casi di violenza di questo tipo sembrano aumentare.

 

Troviamo che non sia accettabile che ogni giorno bambini, donne, anziani siano le vittime predestinate di tutti coloro che non hanno il coraggio di affrontare la vita per quello che è, di coloro che non sanno cosa sia la civiltà, il rispetto per i più deboli. Sono picchiati, malmenati, violentati, sfigurati, feriti e, peggio, uccisi. Non c’è giorno in cui l’informazione non parla di fatti del genere. Appare palese che esiste un grave problema sociale che va affrontato. Bisogna agire subito e mi dispiace dire che per fare ciò non bastano le forze dell’ordine.

 

Occorre iniziare dalle famiglie, dalla scuola. Bisogna capire dove vive il malessere e perché. Non dimentichiamo che i grandi periodi di crisi, come quello che stiamo vivendo, sviluppano sentimenti fortemente negativi. La depressione, per esempio, è una malattia sociale che non teniamo in debita considerazione, ma che può avere degli effetti devastanti. Bisogna intervenire con forza per evitare che tutto ciò possa accadere.

 

Continuare a nascondere la testa sotto la sabbia non è più accettabile. Certo, questo non accade solo in Italia: si tratta di un fenomeno sempre più globale. Proprio per questo bisogna intervenire con forza, o meglio con decisione. Non bisogna più aspettare. Bisognerebbe costruire un modello di osservazione, un organismo di esperti, magari non politicizzati, che inizino a sviluppare strategie concrete per dare risposte al fenomeno.

Nell’agenda di Governo dovrebbe essere subito affrontata la tematica. Magari, perché no, prevedere un Ministero per la tutela delle categorie deboli, un ministero con portafoglio, in grado di poter dare vita a strategie concrete per combattere questa piaga maledetta. Non bastano più le parole, i dibattiti, le trasmissioni televisive, in poche parole la sterile fuffa!

 

Chi ha ucciso Loris? Spetta alla polizia attraverso le indagini di rito scoprire il colpevole e assicurarlo alle patrie galere. Cerchiamo di evitare, quindi, il solito circo mediatico che si genera tutte le volte, che, ahimè, accadono fatti del genere. Certo, esiste il diritto di cronaca, ma spettacolizzare sulla morte di un bambino, è una cosa molto triste. Ma soprattutto come afferma ampia parte della letteratura sociologica e psicologica, si può facilmente creare l’effetto emulazione.

 

Pertanto, chiediamo al Governo con forza di affrontare immediatamente il problema. Molti di noi sono genitori, abbiamo sorelle, fratelli, parenti, amici, che potrebbero essere colpiti da una mente malvagia, folle. Anche noi, possiamo essere le prossime vittime, quindi, scendiamo in campo per dire basta alla malvagità.

Saro Trovato

5 dicembre 2014

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