FOTOGRAFIA - Gli scatti sui migranti

Giornata Internazionale del Migrante, ecco le 5 immagini più belle

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale del migrante, dopo aver raccolto gli aforismi più celebri detti sui migranti di ieri e di oggi, vi proponiamo le 10 immagini più belle su questo tema. Dallo storico scatto di Dorothea Lange che...

MILANO – Oggi, in occasione della Giornata Internazionale del migrante, dopo aver raccolto gli aforismi più celebri detti sui migranti di ieri e di oggi, vi proponiamo le 10 immagini più belle su questo tema. Dallo storico scatto di Dorothea Lange che ritrae le preoccupazioni di una madre migrante, alle fotografie più recenti, relative alle vicende migratorie dei nostri giorni.

La fotografia ‘Signal’ di John Stanmeyer della VII Photo Agency ha vinto il World Press Photo of the Year 2013. Nell’immagine scattata lungo la costa di Gibuti alcuni migranti africani alzano al cielo i loro telefoni celullari per catturare il segnale dalla vicina Somalia e contattare i parenti lontani. Il piccolo Stato di Gibuti è un trafficato punto di arrivo per i migranti in transito dalla Somalia, Etiopia ed Eritrea che cercano di arrivare in Europa e in Medio Oriente. L’istantanea, scattata per conto del National Geographic, ha vinto anche il primo premio nella categoria ‘Contemporary Issues’.

Il fotografo italiano Alessandro Penso ha invece vinto il World Press Photo 2013 nella categoria ‘General news singles’ con questo scatto che ritrae una sistemazione di fortuna di rifugiati siriani a Sofia, Bulgaria. Sfortunatamente, come ben sappiamo, quest’immagine seppur in tutta la sua tragicità, rappresenta una ‘vita privilegiata’, essendo essa sotto un tetto. Quante volte sotto i binari delle stazioni, sotto i cavalcavia delle nostre città abbiamo visto sistemazioni ben peggiori di questa?

La foto, scattata da Dorothea Lange nel febbraio o marzo del 1936 a Nipomo, in California, ritrae Florence Owens Thompson e i suoi figli. Qualche anno più tardi, la Lange ricorda “Non ricordo come l’ho approcciata, ma ricordo con certezza che non mi fece domande. Non le chiesi il suo nome o la sua storia. Sapevo soltanto che all’epoca aveva 32 anni e che aveva appena venduto i pneumatici della sua auto per comprare del cibo e sembrava sapere che la mia foto l’avrebbe aiutata.”

Questa foto d’epoca, risale al periodo dei primi flussi migratori verso l’America ed è stata scattata mentre gli immigrati stanno scendendo dal traghetto a Ellis Island, in attesa di essere ispezionati. Il loro ‘American Dream’ è appena cominciato. Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale militare, dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stato il principale punto d’ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. Attualmente l’edificio ospita l’Ellis Island Immigration Museum che è visitabile utilizzando il medesimo biglietto e traghetto che consente l’accesso anche alla vicina Statua della Libertà.

Questo scatto di Adrian Paci, “Centro di permanenza temporanea” del 2007, fa parte della serie “Vite in transito” racconta la storia di uomini che vivono un senso di perdita e d’abbandono, che cercano la propria identità viaggiando o rimanendo fermi sulla poltrona di casa propria, uomini protagonisti dei cambiamenti socio-politici e in continuo peregrinare tra due stati differenti.

18 dicembre 2014

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