L'ennesima strage in mare

Fatim Jawara, il sogno infranto della ragazza che voleva giocare a calcio in Europa

Fatim Jawara sognava di fare la calciatrice. In campo difendeva la porta. Ciò che importa è non far entrare in rete il pallone. Fatim veniva dal Gambia
Fatim Jawara, il sogno infranto della ragazza che voleva giocare a calcio in Europa

MILANO – Fatim Jawara sognava di fare la calciatrice. In campo difendeva la porta. Ciò che importa è non far entrare in rete il pallone. Fatim veniva da Dippa Kunda, un villaggio della punta occidentale del Gambia. In qualche modo era riuscita a emergere e a guadagnarsi la maglietta della nazionale Under 17. Con la sua nazionale è partita nel 2012 per la Coppa del Mondo in Azerbaigian. Indimenticabile è la parata nella partita contro le ragazze scozzesi di Glasgow durante un’amichevole: Fatim parò un rigore.

DOLCE E CORAGGIOSA – Una ragazza dolce e una donna coraggiosa. Così l’ha raccontata il fratello in un post su Facebook. Aveva deciso di partire per l’Europa, perché in Gambia non c’è futuro: secondo il Corriere della sera, il 7% dei 159.469 migranti approdati in Italia quest’anno viene da lì. Una donna coraggiosa, capace di lasciare la sua famiglia e la sua casa a 19 anni per rincorrere quell’unico, grande desiderio, drammaticamente naufragato nel Mediterraneo. Il suo sogno ha fatto la stessa fine di quello di Samia Yusuf Omar, la giovane somala veloce come una gazzella che ha perso la vita il 2 marzo 2012 a pochi chilometri dalle sponde italiane, come racconta Catozzella in “Non dirmi che hai paura. Così come Samia, Fatim voleva giocare in Europa, sognava il grande calcio che ci raccontano gli stadi stracolmi di persone e le televisioni in alta definizione. Sognava i grandi club e un mondo in cui il calcio fa sognare, un mondo in cui avrebbe potuto migliorare e realizzarsi. Sognava di essere felice, Fatim, come sogniamo tutti noi.

UN CLIMA REPRESSIVO – In molti si chiederanno perché non poteva continuare a giocare lì, in Gambia. Il problema, secondo molti organismi dei diritti umani, è il clima repressivo, che finora ha spinto moltissime persone ad andarsene. Nell’ultimo rapporto di Human Rights Watch è stato scritto che il governo del presidente Yahya Jammeh, al potere dal colpo di Stato del 1994, ha commesso numerose e serie violazioni dei diritti umani, incluse detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e tortura degli oppositori. Quanti di noi tenterebbero giustamente la traversata, in una situazione del genere?

PHOTO CREDITS: www.corriere.it

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