Al Salone di Torino dibattito sulla gestione dei beni culturali

Dario Franceschini, ”Le tv hanno fatto un danno alla cultura, devono risarcirla”

DAL NOSTRO INVIATO A TORINO - ''Occorre educare alla cultura. Le tv hanno fatto un danno biblico alla cultura, devono risarcirla''. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini...

Il ministro dei Beni Culturali interviene al Salone del Libro di Torino in merito alla questione su come gestire e tutelare il patrimonio culturale del Paese

TORINO – “Occorre educare alla cultura. Le tv hanno fatto un danno biblico alla cultura, devono risarcirla”. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini ribadisce ciò che aveva detto nel corso dell’inaugurazione del Salone del Libro di Torino durante l’ incontro “Per una nuova stagione dei Beni Culturali”, coordinato dal direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano e a cui hanno partecipato oltre al ministro anche il docente, saggista e giornalista Tomaso Montanari e lo storico dell’arte Salvatore Settis.

CULTURA PRIMO INVESTIMENTO PUBBLICO – Il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano introduce l’incontro sottolineando come storia e cultura siano la base del capitale umano. “Il Made in Italy rappresenta la storia millenaria del nostro Paese ed è importante per il suo futuro. Come si può, quindi, mettere al centro della politica economica il patrimonio culturale?”. Il primo a rispondere è Salvatore Settis. “Siamo un paese depresso.  La salvezza non viene da fuori, ma occorre spiegare alla gente che la salvezza parte dall’interno. La bellezza ci salverà se noi salviamo la bellezza”. Cosa fare, quindi? “Per prima cosa occorre conoscerla e tutelarla. I turisti vanno bene, purché ci si ricordi che il patrimonio culturale appartiene a noi italiani. Bisogna soprattutto rimettere il patrimonio culturale in testa agli investimenti pubblici, investendo meno in aerei da guera e più in cultura, scuola, libri.”

MECENATISMO ALL’AMERICANA – Sulla stessa lunghezza d’onda Tomaso Montanari, il quale sottolinea come sia pericoloso che certi musei, come gli Uffizi, perdano il proprio ruolo pedagogico cercando di copiare altre situazioni. “Cedere le mostre in concessionaria ad altre realtà è sbagliato. Un museo è prima di tutto un luogo che costruisce il futuro, non solo un posto dove custodire il passato.” La soluzione, quindi, è quella di “favorire forme di mecenatismo vero, all’americana, in cui ai privati viene dato solo un riconoscimento sociale. Un’altra strada può essere il crowdfounding”.

EDUCARE ALLA CULTURA – Interviene quindi il ministro Dario Franceschini, il quale smentisce in parte l’intervento di Montanari, sottolineando come sia importante sì fare inchiesta e denunciare ciò che non funziona come (in parte) nel caso degli Uffizi, ma anche sottolineare ciò che funziona dal punto di vista culturale in Italia, per dare un messaggio positivo. “La consapevolezza comune dalla quale dobbiamo ripartire è che questo è il più grande Ministero economico. L’Italia ha a disposizione il proprio patrimonio storico culturale per attrarre investimenti esterni e valorizzare i propri talenti.” Il ministro sottolinea l’importanza di applicare l’articolo 9 della Costituzione, in particolare per ciò che riguarda la tutela e la promozione del nostro patrimonio. “Non posso rispondere degli errori commessi in questo Ministero prima di me. Occorre educare alla cultura, le tv in questi anni le hanno fatto un danno biblico, devono risarcirla”. Un discorso infine sui privati. “Sto lavorando per una norma che permetta, prendendo spunto dal modello francese, con una convenzione  degli incentivi a chi vuole donare fondi per salvaguardare i beni italiani. Lo Stato in questo momento non può gestire interamente tutti i servizi, ma pian piano vogliamo costruire delle professionalità pubbliche capaci di tutelare in prima istanza beni e strutture.”

8 maggio 2014


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