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Psicologi, ecco 5 regole anti-panico per l’emergenza

9000 psicologi hanno aderito a #psicologionline per fornire assistenza psicologica agli italiani. L’iniziativa è promossa dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi nell'ambito della campagna #psicologicontrolapaura.

9.000 psicologi hanno aderito alla campagna #psicologionline per fornire assistenza psicologica e fronteggiare l’emergenza psicologica derivante dall’epidemia in corso. L’iniziativa è promossa dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi nell’ambito della campagna #psicologicontrolapauraSul sito psy.it chi è interessato trova un motore di ricerca che consente di visualizzare e raggiungere tutti gli psicologi che hanno dato disponibilità per interventi a distanza.

‘’A supporto della campagna – dichiara il Presidente del Cnop David Lazzari – sono arrivati moltissimi messaggi spontanei da parte di autorità istituzionali, personalità, semplici cittadini. Tra gli altri, Neri MarcorèCarolina Rey Pino Insegno  hanno realizzato dei brevi video per invitare gli utenti in difficoltà a rivolgersi subito agli psicologi, approfittando di questa iniziativa promossa dal nostro Ordine. Li ringrazio molto perché sottolineano l’importanza fondamentale del supporto professionale degli psicologi per affrontare il disagio”.

Sullo stesso sito psy.it, il CNOP propone anche una guida antistress per i cittadini in casa: un agile documento in 20 punti con indicazioni e consigli per affrontare l’emergenza covid-19 con un migliore atteggiamento psicologico, evitando in particolare di sopravvalutare o sottovalutare (negare) la situazione che stiamo vivendo con tutte le problematiche connesse.

 

Sempre su psy.it il CNOP propone un vademecum psicologico, dal titolo Coronavirus per i cittadini – Perché le paure possono diventare panico e come proteggersi con comportamenti, con pensieri corretti e emozioni fondate.

Le indicazioni dell’ordine degli psicologi contro le paure

Come riporta il vademecum curato dall’ordine degli psicologi, la paura è un’emozione potente e utile. È stata selezionata dall’evoluzione della specie umana per permettere di prevenire i pericoli ed è quindi funzionale a evitarli.
Però funziona bene se è proporzionata ai pericoli. Così è stato fino a quando gli uomini avevano esperienza diretta dei pericoli e decidevano volontariamente se affrontarli oppure no.
Oggi molti pericoli non dipendono dalle nostre esperienze. Ne veniamo a conoscenza perché sono descritti dai media e spesso distorti dai messaggi che circolano sulla rete. Ecco alcune indicazioni per adottare atteggiamenti protettivi e responsabili.

 

Le 5 regole anti panico degli psicologi italiani

1. La curva della paura.

Il rapporto tra efficienza dei nostri comportamenti e paura è descritto da una curva a forma di gobba di cammello: sottovalutare il problema non è efficace, porta a comportamenti inadeguati, sopravvalutarlo ha lo stesso risultato: molta paura ma poca efficienza. La giusta considerazione del pericolo ci aiuta ed aumenta il nostro “quoziente di resilienza”.

 

2. Attenersi ai fatti, cioè al pericolo oggettivo.

Il Coronavirus è un virus contagioso ma come ha sottolineato una fonte OMS su 100 persone che si ammalano la maggior parte ha solo problemi lievi. Le misure collettive eccezionali scaturiscono dalla esigenza di arginare l’epidemia, perché la quota di persone che ha problemi più seri diventa importante e difficilmente gestibile se i contagiati sono molti.

 

3. Farsi prendere dal contagio collettivo del panico ci porta a ignorare i dati oggettivi e la nostra capacità di giudizio può affievolirsi.

Molti provano ansia e desiderano agire e far qualcosa pur di far calare l’ansia, e questo può generare stress e comportamenti irrazionali e poco produttivi. Pur di fare qualcosa, spesso si finisce per fare delle cose sbagliate e a ignorare azioni protettive semplici, apparentemente banali ma molto efficaci, come quelle suggerite dalle Autorità sanitarie.

 

4. Troppe emozioni impediscono il ragionamento corretto e frenano la capacità di vedere le cose in una prospettiva giusta e più ampia, allargando cioè lo spazio-tempo con cui esaminiamo i fenomeni.

E’ difficile controbattere le emozioni con i ragionamenti, però è bene cercare di basarsi sui dati oggettivi. La regola fondamentale è l’equilibrio tra il sentimento di paura e il rischio oggettivo.

 

5.Siamo preoccupati della vulnerabilità nostra e dei nostri cari e cerchiamo di renderli invulnerabili.

Ma la ricerca ossessiva dell’invulnerabilità è contro-producente perché ci rende eccessivamente paurosi, incapaci di affrontare il futuro perché troppo rinchiusi in noi stessi.

 

Psicologi, 3 buone pratiche per affrontare il Coronavirus

1. Evitare la ricerca compulsiva di informazioni, usare e diffondere fonti informative affidabili

Riduci la sovraesposizione alle informazioni dei media e dei socia I. Una volta acquisite le informazioni di base, è sufficiente verificare gli aggiornamenti sulle fonti affidabili. Si hanno così tutte le informazioni necessarie per proteggersi, senza farsi sommergere da un flusso ininterrotto di “allarmi ansiogeni”.

Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus 

Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

 

2. Un fenomeno collettivo e non personale

Il Coronavirus non è un fenomeno individuale. Ci dobbiamo proteggere come collettività responsabile. L’Istituto Superiore di Sanità indica semplici azioni di prevenzione individuale (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/).
L’uso regolare di queste azioni elementari riduce significativamente i rischi di contagio per sé, chi ci è vicino e la collettività tutta.

 

3. Agisci collettivamente e responsabilmente per un fenomeno collettivo

Anche se tu ti sei fatto un’idea corretta del fenomeno è bene cercare aiutare gli altri raccontando in parole semplici le raccomandazioni qui elencate. Puoi fornire le semplici informazioni sopra indicate, ragionando con calma e pazienza invece di ignorare o, peggio, disprezzare chi non sa e si rifiuta di pensare.
Agire tutti in modo informato e responsabile e aiutarsi reciprocamente a farlo, aumenta la capacità di protezione della collettività e di ciascuno di noi.

 

Psicologi: Proteggere i bambini

È bene proteggere anche i bambini. Se ci interrogano, daremo sempre la nostra disponibilità a parlare serenamente di quello che possono aver sentito e li spaventa correggendo un quadro statisticamente infondato. È meglio non esporli alle informazioni allarmistiche di cui sopra.

 

Psicologi: Non ti vergognare di chiedere aiuto

Se pensi che la tua paura ed ansia siano eccessive e ti creano disagio non avere timore di parlarne e di chiedere aiuto ad un professionista.
Gli Psicologi conoscono questi problemi e possono aiutarti in modo competente.

 

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