Claudio Camarca al Salone del Libro, ”Dobbiamo stanare i lettori casa per casa”

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TORINO - ''Andrò nelle piazze, nelle strade, nelle scuole a parlare di questo Dizionario. Attraverso la testimonianza di ognuno di noi credo che si possano trovare nuovi lettori''. Sono parole di Claudio Camarca, il curatore del ''Dizionario Enciclopedico delle mafie in Italia'', da noi intervistato al Salone del Libro...
Il curatore del “Dizionario Enciclopedico delle mafie in Italia”, presentato al Salone di Torino, ci spiega come intenda raggiungere con quest’opera anche i non lettori
 
TORINO – “Andrò nelle piazze, nelle strade, nelle scuole a parlare di questo Dizionario. Attraverso la testimonianza di ognuno di noi credo che si possano trovare nuovi lettori”. Sono parole di Claudio Camarca, il curatore del “Dizionario Enciclopedico delle mafie in Italia”, da noi intervistato al Salone del Libro. La presentazione di quest’opera in compagnia di Raffaele Cantone, Giancarlo Caselli e don Luigi Ciotti è stata un successo. Secondo Camarca questo è segno che le persone vogliono sapere.
 
Com’è stata l’esperienza di lavoro su quest’opera?
È stata un’esperienza entusiasmante e molto faticosa. Abbiamo impiegato un anno e otto mesi a redigere tutti i lemmi e ci sono voluti tre anni di ricerca. Io scoperto una grandissima generosità, sia da parte dei diciassette autori, che hanno scritto tra i trecento e i quattrocento lemmi a testa, sia da parte dei cinquantacinque collaboratori, che hanno scritto due o tre lemmi ciascuno, tra cui il procuratore Caselli, Rosaria Capacchione, Attilio Bolzoni – giornalisti, magistrati, avvocati, saggisti, storici di fama conclamata che hanno accettato di darci una mano. La generosità di tutti loro mi ha dato una grande forza, una grande energia e soprattutto la risposta che era giusto fare questo Dizionario.
 
In Italia si legge poco, e questo è un problema grave. C’è una forte correlazione tra un basso indice di lettura, tra un’informazione insufficiente e la diffusione della mafie in un Paese. Come fare a raggiungere, con un testo come questo, anche i non lettori?
Spesso, è vero, ci raccontiamo delle cose tra noi lettori forti, senza uscire dalla nostra cerchia. Ma non vuole essere il caso di questo libro. Il punto di partenza di quest’opera invece è stato proprio l’intento di renderla fruibile a chi non legge. Per farlo bisognava avere persone di grandi capacità letterarie, in grado di rendere un concetto, un’idea comprensibili, senza barocchismi, senza artifizi letterari, e al contempo perfettamente scientifici. Ogni lemma è passato attraverso quattro o cinque letture! Occorreva che ogni voce fosse perfetta dal punto di vista tecnico, che avesse delle ambizioni letterarie e che fosse, soprattutto, precisa. Adesso bisogna andare dai lettori e stanarli casa per casa. Io chiudo la nota introduttiva dicendo che andrò nelle piazze, nelle strade e nelle scuole a parlare di questo Dizionario Enciclopedico. Faremo un lavoro capillare, andremo in tutte le città, ovunque ci chiamino. E laddove non ci chiamino andremo a bussare alla porta. Credo che dobbiamo fare questo sforzo. Per me il lavoro fatto in questi tre anni non è ancora finito. Ora devo andare a raccontare che cos’è questo Dizionario Enciclopedico, cosa è stato costruirlo e cosa sono le mafie nel nostro Paese. Credo che attraverso la testimonianza di ognuno di noi si possano trovare nuovi lettori. 
 
E il Salone del Libro è stata un primo passo di questo percorso…
Oggi abbiamo avuto una risposta inattesa. Mi aspettavo – vista anche la presenza del procuratore Caselli e di Don Ciotti – una buona presenza di pubblico. Non mi aspettavo però la sala più grande del Salone gremita, con la gente in piedi. Per me, per tutti quanti noi è stato il premio di tutto questo lavoro. Ed è anche la risposta alla domanda di prima: la gente vuole sapere, le persone vengono a sentire. E questo Dizionario, che è come una Garzantina, come un Mereghetti del cinema trasposto sull’argomento delle mafie, ha tutte le carte per essere fruibile: non bisogna leggerlo tutto, si possona anche consultare volta per volta singole voci. E già solo acquistarlo, averlo a casa, è un modo per testimoniare di essere in un certo percorso. Comprarlo è una militanza, è come un voto: io compro il “Dizionario Enciclopedico delle mafie in Italia” quindi voto contro le mafie!
 
19 maggio 2013
 
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