Attenzione, c’è troppa rabbia nei media e nel sociale

Insulti, volgarità, rabbia e aggressività sono diventati normali. Tali eccessi possono avere degli effetti devastanti per il vivere civile...

Insulti, volgarità, rabbia e aggressività sono diventati normali. Tali eccessi possono avere degli effetti devastanti per il vivere civile. Proprio per questo chi ha ruoli pubblici dovrebbe avere un maggior senso di responsabilità nelle proprie affermazioni. L’Italia necessita subito di un Governo che ridia serenità ai cittadini, e di una classe politica che metta da parte gli interessi personali e pensi solo ai bisogni di chi li ha votati.

   
Nel  seguire gli eventi di cronaca colpisce l’eccesso di aggressività che emerge giornalmente nei media e nel sociale. Una rabbia diffusa, che trova linfa nel grave clima di crisi che sta vivendo l’Italia e che, malgrado le dovute giustificazioni, riteniamo siano andate oltre qualsiasi livello di guardia.

I libri ci insegnano che il malcontento diffuso nella popolazione porta ad eccessi che rischiano di non avere più nessun controllo. Tutto ciò appare ancora più esasperato dal fatto che sempre più persone, grazie ai canali di comunicazione generati dal web 2.0 (blog, facebook, twitter, ecc.),  hanno la concreta possibilità di poter affermare pubblicamente la propria pubblica opinione senza dover passare dal naturale filtro dei media tradizionali.

Una situazione che se da un lato sta generando un sistema di democrazia reale, dall’altro non fa che sviluppare un più diffuso e manifesto senso di odio nei riguardi di chi la pensa in un modo diverso rispetto al proprio. A pagarne le conseguenze non è solo il linguaggio, diventato sempre più volgare  e aggressivo, ma anche e soprattutto il modo di agire nei riguardi del prossimo.

Basta seguire le dichiarazioni dei nostri politici e i relativi commenti che generano sulle piattaforme social del web, per avere chiaro che l’insulto, l’offesa, la recriminazione sono diventati costanti e continui. Non è da meno lo sport, soprattutto il calcio, una vera e propria religione nel nostro Paese, dove i protagonisti non mancano di atti e interventi, in campo e fuori, che non fanno altro che accendere ancor di più la miccia che farà esplodere tutto.

Riteniamo quindi che sia arrivato il momento, soprattutto da parte di coloro che hanno ruoli pubblici e di responsabilità, di abbassare i toni, di riportare le conversazioni e i dibattiti nelle regole del vivere civile, di non cercare a tutti i costi la rissa e il diverbio. Le conseguenze di quanto sta accadendo potrebbe avere degli effetti che potrebbero portare allo scontro sociale continuo.

In questo momento come ha già affermato Papa Francesco, che per primo ha capito dove stiamo andando, bisognerebbe far vincere la speranza, il rispetto del prossimo e perché no il perdono, anche nei riguardi di chi ha certamente sbagliato e per questo in maniera sana dovrebbe avere la responsabilità di mettersi da parte, in quanto con la loro presenza e con le loro affermazioni non fanno che aggravare ancor di più il malcontento sociale.

Proprio per questo occorrerebbe oggi pensare di più al sociale e all’economia reale, di tutelare l’istruzione e la sanità, di dare investimenti alla cultura, al patrimonio artistico e al territorio. Solo garantendo questo si potrà costruire una pubblica serenità.

L’Italia necessiterebbe oggi di un governo che dia spazio ai reali problemi dei cittadini, lasciando fuori le animosità di partito che tanto danno hanno già fatto al nostro paese. Basterebbe comprendere che nessuno oggi ha i numeri per governare e quindi l’unione di coloro che i cittadini hanno inviato in Parlamento diventa essenziale per garantire gli interessi di chi li ha votati. Alla popolazione non importa più l’interesse dei pochi che governano, ma hanno esigenza di avere delle risposte immediate riguardo a dove si vuole andare.

Ci vorrebbe una più responsabile gestione dei media, troppo presi a far clamore, dimenticando che l’odio, la violenza, il caos manifestati attraverso gli organi d’informazione non fanno altro che generare e amplificare in maniera immediata effetti di emulazione.

Per molti queste rimarranno solo parole, ma se iniziassimo tutti a far vincere questi semplici principi forse si starebbe tutti un po’ meglio.

 

Saro Trovato


8 aprile 2013

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