Appello alla Politica: La corruzione e l’illegalità si combattono con la cultura e… le biblioteche

Se l'Italia vuol far vincere la legalità deve promuovere la lettura, i libri e la cultura in generale. La corruzione è infatti un malcostume che riguarda soprattutto i Paesi dove si legge poco...
Dopo l’allarme lanciato da Provvidenza Maria Mogavero, presidente dell’AIB Sicilia, rivolgiamo un sentito appello al Presidente del Consiglio Enrico Letta, al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e al Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, affinché si agisca subito a sostegno delle biblioteche, della scuola e della cultura in generale. 
 
Se l’Italia vuol far vincere la legalità deve promuovere la lettura, i libri e la cultura in generale. La corruzione è infatti un malcostume che riguarda soprattutto i Paesi dove si legge poco. L’educazione al rispetto delle leggi è un fatto di coscienza e di buona educazione, non un mero atto di Polizia. Bisogna quindi immediatamente intervenire affinché ci sia un piano concreto a favore della soluzione di un problema che emerge non da mere convinzioni personali, ma dai numeri e dalle statistiche che collocano il nostro Paese agli ultimi posti delle classifiche mondiali in fatto di lettura.
 
Queste considerazioni nascono dopo aver letto un articolo di Maria Ausilia Boemi pubblicato su La Sicilia dal titolo “Biblioteche orfane di leggi”, dal quale emerge l’allarme lanciato dall’AIB Sicilia (Associazione italiana biblioteche) secondo cui ‘Senza una normativa le biblioteche sono abbandonate a loro stesse’.
 
Secondo quanto riporta l’articolo, la Sicilia, infatti, è l’unica regione italiana, insieme con la Campania, a non avere una legge regionale sulle biblioteche. Eppure la cultura – solitamente relegata al ruolo di Cenerentola, soprattutto in periodi di crisi come quello attuale – ha una forte valenza nell’educazione alla legalità, tanto che Gesualdo Bufalino definiva ogni singola biblioteca “un avamposto contro la mafia”.
 
Continua il pezzo della Boemi segnalando che “Non sarà quindi forse un caso che il numero di biblioteche in Sicilia sia nettamente inferiore a quello di altre regioni italiane dalla estensione geografica simile: secondo gli ultimi dati (peraltro non aggiornati) dell’Anagrafe delle biblioteche italiane, in Sicilia (la regione d’Italia territorialmente più vasta) ci sono 1.137 biblioteche, a fronte delle 1.410 del Piemonte e delle ben 2.692 della Lombardia.”
 
Questo articolo ci ha dato lo spunto per sentire Provvidenza Maria Mogavero, presidente regionale dell’AIB (Associazione italiana biblioteche), che ci ha rilasciato un intervista su questo increscioso dato di fatto, ma soprattutto per fare anche un appello alla Politica italiana e al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e a quello della regione Campania Stefano Caldoro, affinché si possa agire immediatamente per cambiare la situazione.
 
Non ci permettiamo di fare facili correlazioni, ma è un dato di fatto che le Regioni in oggetto hanno gravi problemi legati alla mancanza di una cultura della legalità. Forse, se si provasse ad agire sulle più giovani generazioni, offrendo loro una scuola che funziona, biblioteche appetibili, spazi e momenti culturali di grande richiamo e dal forte impatto mediatico, si potrebbe far sicuramente qualcosa in  più per far emergere nei ragazzi una vera cultura della legalità.
 
La politica non può tenere più la cultura fuori dalla priorità di Governo (nazionale, regionale e locale), perché è solo costruendo una coscienza culturale che si può far vincere la legalità e la civiltà.
 
La crisi non deve diventare l’alibi della politica per rimandare ciò che doveva essere già fatto da anni. Ad un certo punto, alle ultime elezioni abbiamo assistito anche alla nascita di un “Partito della Cultura”, del quale finite le elezioni non si è più avuta notizia né traccia. 
 
Ci permettiamo di affermare che non bisogna giocare e speculare ancora su questo importante tema, che a nostro avviso è la principale causa della corruzione, del malgoverno e dell’illegalità in generale, perché gli effetti saranno  deleteri per tutti. L’Italia non uscirà mai dalla crisi, se non investe come primo passo nella “buona” educazione dei giovani e, in generale, di tutti i cittadini. Uno Stato con un buon livello di acculturamento, infatti, può con più facilità trovare idee diffuse per far ripartire l’Economia.
 
Ci dispiace che anche i grandi Industriali, da sempre mecenati della cultura, non si accorgano di questo. Se le aziende vivono in un territorio dove la gente non è ignorante, possono avere più opportunità, in quanto i lavoratori possono contribuire con le loro menti a far funzionale meglio l’azienda stessa.
 
Pertanto caro Presidente Letta, caro Presidente Crocetta e caro Presidente Caldoro, agite immediatamente a favore della cultura e dei libri.      
 
24 luglio 2013
 
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