8 marzo, Cristina Nonino (Grappe Nonino), ”Le donne sono il motore del cambiamento”

SPECIALE 8 MARZO – Donna a capo di una storica azienda, la Nonino Distillatori, che ha fatto della cultura uno dei suoi capisaldi, in occasione della Festa della Donna Cristina Nonino ci racconta come proprio i libri e la cultura l'abbiano aiutata nella sua vita professionale...

Una delle eredi della tradizione delle grandi grappe Nonino, Cristina, che insieme alle sorelle Antonella ed Elisabetta dirige l’azienda di famiglia, spiega perché la competenza delle donne può essere un’opportunità per il mondo delle aziende e della cultura italiane

SPECIALE 8 MARZO – Donna a capo di una storica azienda, la Nonino Distillatori, che ha fatto della cultura uno dei suoi capisaldi, in occasione della Festa della Donna Cristina Nonino ci racconta come proprio i libri e la cultura l’abbiano aiutata nella sua vita professionale. Dalla famosa fisica italiana Fabiola Giannotti a sua madre Giannola, sono molte le eroine che sono state per lei esempi di vita e che l’hanno convinta che le donne rappresentino una forza di cambiamento ed evoluzione della società.

Perché le donne sono un’opportunità per il sistema Italia?
Proprio ieri sera, facendo zapping, ho avuto l’occasione di ascoltare un’importante giornalista rispondere a questa domanda: perché le donne possono fare del bene alla politica? Le donne, diceva, hanno un innato senso pratico. Da sempre infatti devono preoccuparsi di dare da mangiare alla loro famiglia, è nel loro DNA saper prendere decisioni vincenti per garantirne il sostentamento e saper coordinare i compiti di tutti in casa. A questo uniscono un grandissimo senso del sacrificio per il bene altrui. Purtroppo, la storia è sempre stata scritta dagli uomini, per cui le donne sono state trascurate. Nell’ultimo secolo sono stati fatti molti passi avanti. Grazie al fatto che oggi gli strumenti di comunicazione superano le barriere di genere, viene data visibilità sia ai grandi esempi maschili sia ai grandi esempi femminili di questo secolo – pensiamo solo al ruolo di primo piano nella politica internazionale ricoperto da Angela Merkel. Anche in Italia le donne sono scese in politica e oggi abbiamo diversi ministri donne. Quello che ci manca, e che spero di vedere presto, è una donna alla Presidenza della Repubblica

Lei e le sue sorelle ricoprite una posizione di grande responsabilità, alla guida dell’azienda di grappe Nonino che avete ereditato dai vostri genitori. Pensa che i libri e la cultura l’abbiano aiutata nella sua vita professionale?
Assolutamente sì. Ogni giorno ricordo l’invito che ci rivolgeva nostra madre, a vivere sempre in uno stato d’attenzione nei confronti di tutti gli stimoli che arrivano dall’esterno. E naturalmente gli spunti più importanti arrivano dalla cultura, che è la prima a cogliere le novità che si affacciano nel mondo. In occasione del Premio Nonino di quest’anno ho avuto la fortuna di conoscere il filosofo e scrittore Michel Serres e sono rimasta folgorata. Il suo libro “Non è un mondo per vecchi” è illuminante, lo consiglio a tutti: in un momento come questo, trasmette un messaggio di grande speranza, soprattutto per i giovani. Fa capire come la cultura, cui tutti oggi possiamo facilmente accedere grazie agli strumenti digitali, offra una serie di stimoli che intersecandosi tra loro in un disegno apparentemente casuale ci portano a fare le più grandi scoperte – è il concetto di “serendipità”, che dobbiamo imparare a fare nostro. È questo che ci porta a evolverci, come persone e come azienda: la cultura è la base del nostro cambiamento, l’ho visto proprio nella mia famiglia.

In che modo?
Penso ai miei genitori, che in un piccolo paesino come Percoto, vivendo in questo “stato d’attenzione”, hanno saputo cogliere gli stimoli provenienti dal mondo enologico e culturale e sono riusciti a rivoluzionare il mondo della distillazione creando la grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino, trasformandola da cenerentola a regina dei distillati, al punto che Wine Spectator la sceglie tra tutti i distillati del mondo per brindare al nuovo millennio.

C’è qualche donna, nel mondo della cultura, che ammira particolarmente, in cui vede un forte esempio?
Fabiola Giannotti, la fisica italiana coordinatrice dell’esperimento ATLAS al CERN di Ginevra che ha dimostrato l’esistenza del bosone di Higgs, vincitrice del Premio Nonino 2013. È una donna di intelligenza straordinaria, con una grandissima ricchezza interiore, cui è capace di dar voce. Sempre semplice nei modi, ha davvero la grande capacità di condividere, parola meravigliosa che lei fa sempre sua. Tra l’altro è innamoratissima dell’Italia e al nostro Paese riconosce di dovere la sua formazione. È un esempio straordinario del nostro tempo ed è lei l’“eroina moderna” che amo di più. Insieme a mia madre, che per me resta un modello straordinario: è da mia madre che ho imparato l’importanza della condivisione e dello scambio con gli altri. Ma ci sono molte altre donne che ammiro profondamente, come le Madri di Plaza de Mayo, l’associazione delle madri dei desaparecidos argentini.

In che modo le donne possono rappresentare una voce rivoluzionaria nel mondo della cultura?
Forse la cultura, proprio perché finora è stata fatta principalmente da uomini, ha sottovalutato l’importanza che le emozioni possono avere per cambiare il mondo in positivo. Pensiamo alla poesia, che per sua natura ha un’intrinseca componente rivoluzionaria: la sua forza è proprio quella di dar voce alle emozioni, senza intrappolarle nella griglia della ragione.
Senza questo impeto emotivo i cambiamenti più importanti non ci sarebbero stati. Le rivoluzioni nascono innanzi tutto da un comune sentire. E questa dimensione emozionale è prerogativa soprattutto del mondo femminile.

8 marzo 2014

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