Altri 5 romance in uscita a gennaio 2026

2 Gennaio 2026

Tra le uscite più attese di gennaio ci sono sicuramente i romance, libri che fanno battere il cuore. Questa seconda trance ne presenta altri 5. Scopri quali.

Altri 5 romance in uscita a gennaio 2026

Vi abbiamo già parlato dei gialli, dei fantasy e della narrativa in generale, ma anche dei primi cinque titoli romance che usciranno questo gennaio 2026.

Tuttavia, sappiamo che in quell’articolo vi abbiamo lasciato con la promessa di allungare la lista (il “listone”).

Continuiamo il nostro viaggio tra i sentimenti…

5 romance del listone

“The Storm Boys. Outrun the Rain” di N.R. Walker

Nel primo volume di “The Storm Boys” – “Outrun the Rain” – N.R. Walker mette insieme due uomini che non potrebbero essere più lontani e li chiude nello stesso orizzonte: quello di una natura enorme, imprevedibile, capace di travolgere chiunque.

Tully Larson è figlio del Kakadu National Park: vive di aria aperta, di istinto, di corse sotto la pioggia e di quel tipo di libertà che sa anche ferire. La sua casa è fatta di fango, fulmini e silenzi; il suo fascino ha la ruvidità del paesaggio che attraversa ogni giorno. Jeremiah Overton, al contrario, arriva da Melbourne con la mente piena di dati: è un fulminologo brillante, razionale, metodico, abituato a spiegare il caos con la scienza.

Quando Jeremiah decide di passare una settimana nel cuore della stagione dei temporali per studiare i fulmini più intensi d’Australia, non immagina che la sua “spedizione” finirà sotto la guida di Tully, né che l’attrito tra loro diventerà subito elettrico. Un temporale tira l’altro, e tra rifugi sperduti, notti tese e giornate in bilico, l’attrazione cresce proprio dove dovrebbe essere più facile restare lucidi.

Ma la natura non è l’unica forza a minacciare l’equilibrio: mentre il cielo si carica, anche le loro difese cedono. E Jeremiah e Tully capiscono che il vero rischio non è solo ciò che cade dall’alto, ma quello che succede quando gli opposti smettono di resistere e, con un solo “fulmine”, possono incendiare tutto.

“Promises” di A.E. Via

In “Promises” (Vol. 2 della serie Bounty Hunters) A.E. Via mette al centro una storia di seconda possibilità dove il pericolo non è solo quello del lavoro, ma anche quello di lasciarsi avvicinare.

Roman “Quick” Webb è un cacciatore di taglie temprato da missioni sporche e solitudine: sa gestire la violenza, non l’intimità. Però, dopo aver visto i suoi amici costruirsi una vita, l’idea di restare per sempre da solo comincia a spaventarlo davvero. Dall’altra parte c’è Cayson Chauncey, chirurgo brillante e uomo con cicatrici che non si vedono: tempo prima aveva provato a fare un passo verso Quick, e si era ritrovato respinto con durezza. Da allora ha deciso una cosa semplice e definitiva: non sarà più il segreto di nessuno, né si accontenterà di mezze verità.

Quando Quick torna, determinato a riconquistarlo, la vicinanza riapre ferite e desideri: niente è risolto, tutto è ancora vivo. E come se non bastasse, tra loro si infila un ex che non intende mollare la presa, mentre un incarico rischioso li trascina in una spirale in cui ogni scelta può costare cara.

Quick dovrà dimostrare che questa volta è pronto a rischiare tutto: non solo la pelle, ma anche ciò che ha sempre protetto di più… il cuore.

“Gods of Hatherley Hall. Wicked Waters” di Becca Steele

Nel secondo capitolo della serie “Gods of Hatherley Hall”, l’equilibrio del college d’élite si incrina nel momento in cui lei torna. Un tempo, Roman Cavendish era il ragazzo intoccabile di Hatherley Hall: temuto, ammirato, circondato da un’aura che sembrava protezione e minaccia insieme. E, per un periodo, era stato anche un amico: qualcuno davanti a cui la protagonista credeva di poter abbassare la guardia, convinta di essere l’unica a vedere oltre la sua maschera.

Poi è sparita. Senza spiegazioni. Lasciando dietro di sé macerie, rancori e domande che nessuno ha mai davvero smesso di farsi.

Ora è di nuovo lì, nei corridoi che ricordano tutto, anche quando fingono il contrario. Ma Roman non è più quello di prima: è più freddo, più pericoloso, e soprattutto la odia. Sembra deciso a trasformare il suo ritorno in una punizione quotidiana, a farle pagare ogni silenzio con interessi altissimi. Tra segreti che nessuno vuole nominare, gerarchie di potere e un’attrazione che sa di rischio, lei capisce presto che la parte più difficile non è resistere a Roman, ma capire chi sia davvero adesso.

Finché una notte cambia le regole del gioco. E la domanda diventa inevitabile: Roman è il nemico perfetto… o l’unico che può proteggerla quando Hatherley Hall mostra il suo lato più spietato?

“Metal Slinger” di Rachel Schneider

In “Metal Slinger”, Rachel SchneiderRachel Schneider parte da una vita che è già confine. Brynn non è nata tra gli Alaha, ma è il mare ad averla adottata: cresce tra sale e regole, si addestra come guardia e impara a proteggere una comunità costretta a vivere al largo, lontano dalla terraferma. Il suo sogno è semplice solo in apparenza: scendere finalmente a terra durante il Mercato annuale, l’unico momento in cui le distanze sembrano ridursi.

Ma il Mercato non è solo festa: è un nodo politico. I Kenta, popolo di terra, sono gli stessi che un secolo prima hanno condannato gli Alaha all’esilio sul mare. La tregua che dura da cent’anni è fragile, fatta più di abitudine che di vera fiducia. In questo clima Brynn incrocia un soldato nemico: occhi scuri, presenza magnetica, e soprattutto un’aria di chi sa molto più di quanto dovrebbe. L’attrazione scatta come una miccia, ma a far davvero paura è altro: quell’uomo sembra conoscere dettagli su Brynn, sulla sua origine, su una verità che lei stessa ha sempre tenuto fuori fuoco.

Da lì la storia prende velocità: un episodio di violenza spezza l’equilibrio, costringendo Brynn alla fuga e trascinandola in una trama che pare iniziata ben prima del suo arrivo al Mercato. Mentre cerca di capire di chi fidarsi, qualcosa in lei si incrina e si accende: un potere dormiente riaffiora, impossibile da ignorare, come se nominarlo fosse stato finora l’unico modo per tenerlo lontano.

Schneider costruisce un romantasy di identità e appartenenza: lealtà e ribellione si scontrano, amicizia e desiderio diventano scelte che non si possono più rimandare. Brynn si ritrova con il cuore tirato in due: da una parte il popolo che l’ha cresciuta, dall’altra la vertigine di scoprire chi è davvero. E capisce che la verità può somigliare a un tradimento, ma anche all’unica via di salvezza.

“Silvercloak” di L.K Steven

In “Silvercloak”, L.K. Steven immagina una società in cui il potere non passa solo da denaro e sangue, ma da qualcosa di ancora più intimo: piacere e dolore diventano moneta, linguaggio di controllo, leva per creare dipendenza. È in questo mondo che cresce Saffron, segnata dall’assassinio dei genitori per mano dei Lunasangue, la più vasta e brutale organizzazione criminale di maghi. Da allora, la vendetta non è un desiderio: è una direzione obbligata.

Per arrivare al cuore del nemico, Saffron entra nell’Accademia dei Manti d’Argento, dove si formano detective e cacciatori d’élite. L’istituzione promette giustizia, ma chiede in cambio disciplina assoluta, fedeltà e la capacità di chiudere gli occhi quando serve. Saffron, infatti, non è lì per diventare un simbolo: è lì per infiltrarsi. Solo che il suo segreto non regge a lungo. Quando l’inganno viene scoperto, la risposta non è una semplice espulsione: è una condanna operativa. Le viene imposto il compito più rischioso e più utile: entrare sotto copertura tra i Lunasangue e sgretolarli dall’interno.

Da quel momento la storia accelera: gerarchie costruite sulla paura, traffici e alleanze sporche, bande rivali e giochi di lealtà in cui la verità è un lusso. Per proteggere la sua identità, Saffron è costretta a spingersi sempre oltre, fino a quando la distinzione tra infiltrata e complice comincia a sfumare. E il pericolo più destabilizzante non è una lama alla gola, ma Levan, il figlio del boss: una vicinanza imprevista, un sentimento che trasforma la missione in un campo minato emotivo.

“Silvercloak” diventa così una corsa a scelte irreversibili: vendetta o giustizia, sopravvivenza o verità, desiderio o dovere. E una domanda resta appesa, tagliente: puoi usare il dolore senza diventare il dolore?

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