Ecco cosa prevede il nuovo decreto

Novità in arrivo per liceo e istituti tecnici, dureranno quattro anni

Il decreto che sta per firmare il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini prevede la sperimentazione di un percorso di studi superiore che durerà 4 anni
Novità in arrivo per licei e istituti tecnici, dureranno 4 anni

MILANO – La sperimentazione partirà a breve: sessanta prime classi di liceo o istituto tecnico avranno la durata di quattro anni, non più di cinque, come già succede in Spagna, Francia e Inghilterra. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, in questi quattro anni il programma da svolgere sarà lo stesso, senza far venir meno la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Gli studenti dovranno comunque fare 200 ore di alternanza scuola/lavoro, imparare una lingua straniera (magari studiandole all’estero), e partecipare a progetti per la valorizzazione delle eccellenze.

IN VIA SPERIMENTALE – Tutto ciò è previsto dal decreto che sta per firmare il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Rispondendo a un bando, le scuole interessate dovranno presentare i progetti per completare entro il quarto anno il programma tradizionalmente svolto in un lustro. Il decreto ministeriale non dà soluzioni, ma premierà i progetti più intelligenti e interessanti.

UN DECRETO POCO DISCUSSO – I sindacati, la Cgil in primis, si sono lamentati del fatto che non ci sia stata un’adeguata discussione prima di dar vita al decreto. Troppe sono ancora le questioni in sospeso: come si può svolgere in quattro anni il programma svolto finora in cinque? Quante ore in più dovranno trascorrere a scuola alunni e insegnanti? E’ possibile che la qualità dell’insegnamento resti buona con un taglio simile? Il Corriere della Sera ha posto queste domande a Salvatore Giuliano, Preside dell’Itis Majorana di Brindisi che dal 2013 sperimenta il liceo scientifico in 4 anni. “Si lavora in modo diverso – ha spiegato -, si cambia il metodo, bisogna innovare e sfruttare le nuove tecnologie: si lavora tutti diversamente, studenti e docenti, e i risultati ci sono”.

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