Possibilità (1986) di Wislawa Szymborska, poesia che rivendica il valore di essere se stessi

10 Febbraio 2026

Scopri il significato di "Possibilità" di Wisława Szymborska, poesia sul diritto di di vivere celebrando imperfezioni, libertà e scelte quotidiane.

Possibilità (1986) di Wislawa Szymborska, poesia che rivendica il valore di essere se stessi

Possibilità di Wislawa Szymborska è una poesia che non cerca lo scontro e non alza mai la voce. È un’affermazione pacata, quasi un sussurro, che rivendica il diritto di essere se stessi rivendicando con orgoglio le proprie imperfezioni e i propri gusti più personali.

Invece di seguire le grandi correnti o le verità preconfezionate, Szymborska si rifugia nei dettagli: le piccole grandi cose della vita che non per forza sono imposte dalle mode. Una poesie che insegna come la nostra identità non si costruisce con gesti eroici, ma con la libertà di accogliere le nostre piccole “storture” e le nostre inclinazioni più semplici. È la celebrazione di un’autenticità che nasce dal basso, fatta di scelte parziali e quotidiane che diventano una forma sottile di resistenza contro l’ordine forzato e le aspettative del mondo.

Rivendicare il valore di essere se stessi significa avere il coraggio di essere un’eccezione, di preferire la concretezza di “voler bene alla gente” all’astrazione di “amare l’umanità”. È un invito a restare umani, accettando il paradosso di preferire il ridicolo della propria sincerità alla perfezione di una maschera.

Possibilità di Wislawa Szymborska fa parte della raccolta di poesie Ludzie na moście (Gente sul ponte) di Wislawa Szymborska pubblicata per la prima volta nel 1986. In Italia, la raccolta è diventata celebre grazie alla pubblicazione di Adelphi nel 1996, lo stesso anno in cui la poetessa polacca vinse il Premio Nobel per la Letteratura, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della sua opera presso il pubblico italiano.

La traduzione italiana più nota e apprezzata è opera di Pietro Marchesani, principale traduttore e voce italiana della poetessa, capace di restituire in modo limpido il suo tono colloquiale, ironico e filosoficamente rigoroso.

Leggiamo questa intensa poesia di Wislawa Szymborska per condividerne il messaggio e scoprirne il significato.

Possibilità di Wislawa Szymborska

Preferisco i film.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce lungo il Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco che a me piacciano le persone
piuttosto che amo l’umanità.
Preferisco tenere a portata di mano un ago e un filo, giusto per caso.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non sostenere
che la ragione è da incolpare per tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco partire presto.
Preferisco parlare con i dottori di qualcos’altro.
Preferisco le vecchie illustrazioni con linee sottili.
Preferisco l’assurdità di scrivere poesie
all’assurdità di non scrivere poesie.
Preferisco, in fatto d’amore, anniversari non specifici
che possono essere celebrati ogni giorno.
Preferisco i moralisti
che non mi promettono nulla.
Preferisco la gentilezza astuta a quella eccessivamente fiduciosa.
Preferisco la terra in abiti civili.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere alcune riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine dei giornali.
Preferisco le foglie senza fiori ai fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari, dato che i miei sono scuri.
Preferisco i cassetti della scrivania.
Preferisco molte cose che non ho menzionato qui
a molte cose che ho anche lasciato non dette.
Preferisco gli zeri allo stato brado
a quelli in fila dietro un cifrario.
Preferisco il tempo degli insetti al tempo delle stelle.
Preferisco bussare sul legno.
Preferisco non chiedere quanto manca e quando.
Preferisco tenere a mente anche la possibilità
che l’esistenza abbia la propria ragione di essere.

 

Możliwości, Wislawa Szymborska

Wolę kino.
Wolę koty.
Wolę dęby nad Wartą.
Wolę Dickensa od Dostojewskiego.
Wolę siebie lubiącą ludzi
niż siebie kochającą ludzkość.
Wolę mieć w pogotowiu igłę z nitką.
Wolę kolor zielony.
Wolę nie twierdzić,
że rozum jest wszystkiemu winien.
Wolę wyjątki.
Wolę wychodzić wcześniej.
Wolę rozmawiać z lekarzami o czymś innym.
Wolę stare ilustracje w prążki.
Wolę śmieszność pisania wierszy
od śmieszności ich niepisania.
Wolę w miłości rocznice nieokrągłe,
do obchodzenia na co dzień.
Wolę moralistów,
którzy nie obiecują mi nic.
Wolę dobroć przebiegłą od łatwowiernej za bardzo.
Wolę ziemię w cywilu.
Wolę kraje podbite niż podbijające.
Wolę mieć zastrzeżenia.
Wolę piekło chaosu od piekła porządku.
Wolę bajki Grimma od pierwszych stron gazet.
Wolę liście bez kwiatów niż kwiaty bez liści.
Wolę psy z ogonem nie przyciętym.
Wolę oczy jasne, ponieważ mam ciemne.
Wolę szuflady.
Wolę wiele rzeczy, których tu nie wymieniłam,
od wielu również tu nie wymienionych.
Wolę zera luzem
niż ustawione w kolejce do cyfry.
Wolę czas owadzi od gwiezdnego.
Wolę odpukać.
Wolę nie pytać jak długo jeszcze i kiedy.
Wolę brać pod uwagę nawet tę możliwość,
że byt ma swoją rację.

Il coraggio quieto di restare fedeli a se stessi

Possibilità è una poesia di Wislawa Szymborska non è la rivendicazione di un’identità forte, compatta o eroica. Al contrario, la poetessa difende un’idea di sé fragile, parziale, continuamente rivedibile, che non ha bisogno di alzare la voce per esistere.

La poesia afferma una verità semplice e oggi controcorrente: essere se stessi non significa distinguersi a tutti i costi, ma accettare ciò che ci somiglia davvero. Gusti, inclinazioni, piccole preferenze quotidiane diventano il luogo in cui l’identità prende forma. Non attraverso grandi scelte definitive, ma tramite un orientamento interiore che si rinnova nel tempo.

In questo senso, Possibilità è una poesia sul diritto di non essere assoluti, di non aderire a sistemi chiusi, di restare fedeli a una verità personale che non pretende di valere per tutti.

Il diritto di preferire come forma di esistere

L’intera poesia è costruita come una sequenza di preferenze. Ma non si tratta di un semplice elenco di gusti. Ogni “preferisco” è un gesto di sottrazione. Szymborska si allontana dalle grandi astrazioni per riavvicinarsi alla vita concreta.

Quando oppone i gatti ai film, le foglie ai fiori, i cassetti della scrivania alle grandi visioni, la poetessa non sta banalizzando l’esistenza. Sta affermando che il senso non nasce dall’alto, ma dal basso. Dalle cose che non fanno notizia, che non diventano slogan, che non chiedono di essere giustificate.

Uno dei passaggi più rivelatori è quello in cui contrappone le persone all’umanità. Qui la poesia tocca un nodo etico profondo: amare l’umanità è facile, voler bene alle persone è difficile. Le persone hanno un volto, una voce, un carattere. Gli umani deludono, contraddicono, chiedono presenza. L’umanità, invece, resta un’idea astratta, comoda, spesso priva di conseguenze reali.

Allo stesso modo, Szymborska preferisce le eccezioni alle regole, le riserve alle certezze, il caos all’ordine imposto. Non perché celebri la confusione, ma perché diffida di ogni sistema che non lasci spazio all’errore, alla contraddizione, al cambiamento. L’ordine assoluto, in questa poesia, appare più pericoloso del disordine, perché pretende di eliminare la complessità umana.

Anche l’ironia svolge un ruolo fondamentale. Quando la poetessa parla dell’“assurdità di scrivere poesie”, non sta sminuendo la scrittura: sta riconoscendo che ogni atto autentico contiene una quota di ridicolo. Ma rinunciare a ciò che ci è necessario, per paura di apparire fragili o fuori posto, è un’assurdità ancora più grande.

La poesia procede così, per scarti minimi ma decisivi, fino al verso finale, che non offre una risposta ma apre uno spazio. Tenere a mente la possibilità che l’esistenza abbia una propria ragione di essere significa non chiudere il discorso, non trasformare il dubbio in nichilismo né la speranza in dogma. È una forma di fiducia sobria, laica, profondamente umana.

In Possibilità, essere se stessi non è un atto di ribellione rumorosa, ma una resistenza silenziosa. È il coraggio di restare fedeli alle proprie preferenze, anche quando non coincidono con ciò che il mondo considera desiderabile, corretto o utile.

Il valore di restare una possibilità

Possibilità ci ricorda che non tutto ciò che conta deve essere dichiarato, difeso o dimostrato. Alcune verità hanno bisogno solo di essere custodite. In un tempo che chiede certezze rapide, identità compatte e risposte definitive, la poesia di Wisława Szymborska sceglie la via più difficile: restare aperta.

Essere se stessi, in questi versi, non significa affermarsi contro il mondo, ma non lasciarsi ridurre da esso. Significa accettare le proprie preferenze come una forma di conoscenza, le proprie riserve come segni di intelligenza, le proprie imperfezioni come tracce di verità. È un modo di abitare la vita senza trasformarla in una prova di forza.

Alla fine, Wislawa Szymborska non ci consegna una risposta, ma un atteggiamento: tenere a mente la possibilità. Che il senso non sia dato una volta per tutte. Che l’esistenza non debba per forza giustificarsi. Che, anche senza certezze, restare fedeli a ciò che ci somiglia davvero sia già una forma di saggezza.

Ed è forse questo il messaggio più attuale della poesia: non smettere di essere una possibilità, nemmeno quando il mondo pretende di chiuderci in una definizione.

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