L’amore è un mistero (2004) di Alda Merini, poesia sulla felicità che dona amare davvero
Perché mai ci innamoriamo? Scoprilo grazie a “L’amore è un mistero”, la poesia di Alda Merini sulla bellezza dell’amare e i mali che crea la gelosia.

L’amore è un mistero di Alda Merini è una poesia che ci svela il segreto dell’innamoramento, quale fonte inesauribile di benessere della mente e dell’anima. Di contro, il poema mette all’indice la gelosia, quale emozione, sentimento, atteggiamento, comportamento in grado di distruggere ogni cosa.
Una poesia di grande sensibilità e significato, che nello stile tipico della poetessa dei Navigli celebra l’amore vero e condanna tutto ciò che toglie alla libertà di poter vivere nel suon nome. Una poesia che è perfetta per celebrare il 14 febbraio, San Valentino, la festa degli innamorati, che a nostro avviso dovrebbe vivere 365 giorni all’anno.
L’amore è un mistero fa parte della raccolta di poesie Alla tua salute, amore mio: poesie, aforismi, edito da Acquaviva e pubblicato per la prima volta nel 2003.
Leggiamo la poesia d’amore di Alda Merini per apprezzarne i versi e vivere la magia dell’innamoramento.
L’amore è un mistero di Alda Merini
L’Amore è un mistero.
Perché mai ci innamoriamo?
È un grande furore
che ci placa di tutti i nostri tormenti,
è una grande pena
che ci guarisce
da tutte le guerre.
L’innamorato è uno strano guerriero
che sorride
e vuole bene agli altri.
L’innamorato fa sbocciare
tutte le rose del mondo,
ma gli altri le calpestano
per un impulso improvviso
di bruciante gelosia.
Solo l’amore rende felici
L’amore è un mistero è una poesia d’amore di Alda Merini che evidenzia il potere terapeutico dell’amore. Questi è allo stesso tempo forza e debolezza, tormento e cura, guerra e pace. Chi ama diffonde bellezza, ma spesso il mondo esterno può distruggerla con emozioni negative come la gelosia.
Alda Merini parte dalla convinzione che “l’Amore è un mistero.” E allora “Perché ci innamoriamo?” Si chiede Alda Merini in questa poesia. E soprattutto, cos’è l’amore?
La poetessa risponde a queste domande come solo lei sa fare. L’amore viene introdotto come un enigma, qualcosa di inspiegabile e irrazionale.
Ma Merini vede in questa “magia”, che è l’innamoramento, un grande furore, un fiume in piena in grado di placare i nostri sentimenti. E’ un po’ come una filtro magico che riesce ad agire sui nostri tumulti interiori, la medicina per il nostro malessere interiore.
Quando Merini parla di “mistero” non allude a qualcosa di oscuro da risolvere, ma a una dimensione che sfugge per natura al controllo razionale. L’innamoramento, nella sua visione, appartiene a quelle esperienze decisive della vita che non si possono pianificare né spiegare fino in fondo, ma solo attraversare.
L’amore è descritto come un’intensa passione, quasi una tempesta emotiva. Tuttavia, anziché distruggerci, ci libera dai dolori interiori. Ma, l’amore è sofferenza, ma allo stesso tempo è una cura. Può essere doloroso, ma ha il potere di guarire i conflitti, sia interiori che esteriori.
L’innamorato viene descritto dalla poetessa come un guerriero, strano, che sorride e vuole bene agli altri, che fa sbocciare le rose del mondo. Questo perché quando siamo innamorati siamo in grado di combattere contro qualsiasi cosa, siamo in grado di portare avanti qualsiasi battaglia. Quando amiamo siamo forti, siamo dotati di poteri che gli altri invidiano.
Non è un caso che Merini scelga proprio l’immagine del guerriero. Nell’immaginario comune il guerriero combatte contro qualcuno; qui invece combatte per qualcosa: per la possibilità stessa della tenerezza in un mondo che tende a irrigidirsi. È una figura disarmata e potentissima insieme.
Qui Alda Merini opera un ribaltamento. L’amore vero non chiude i due amanti in una bolla egoistica, ma irradia benevolenza verso il prossimo. L’innamorato è un guerriero perché difende la bellezza comune. La sua forza non serve a distruggere il nemico, ma a far sbocciare rose per tutti, trasformando un sentimento privato in una politica della gentilezza.
“L’innamorato fa sbocciare tutte le rose del mondo,” un’immagine poetica d’immensa bellezza. L’amore è paragonato a un giardino in fiore. Chi ama diffonde bellezza e vita attorno a sé.
La gelosia il peggiore dei mali
“Ma gli altri le calpestano per un impulso improvviso di bruciante gelosia.” In questi ultimi versi c’è il vero senso della poesia. L’elemento che ha reso Alda Merini inquieta, che l’ha resa diversa e quindi da mettere da parte, da scartare, da rinchiudere, da tenere lontana, in disparte.
C’è tutta la sua sofferenza interiore, nella consapevolezza che se l’amore è bellezza, felicità perché non si può vivere nel suo nome e nel suo sentire. L’amore può essere rovinato, o meglio distrutto dagli altri, in particolare dalla gelosia. Un sentimento in grado solo di creare distruzione e di far appassire tutte le rose del giardino dell’anima.
Si può leggere tra le righe anche l’esperienza personale della poetessa dei Navigli, che più volte nella sua vita conobbe l’esclusione, l’incomprensione e il peso dello sguardo altrui. La gelosia e il rifiuto non sono, per Merini, concetti astratti: sono ferite reali che attraversano la sua biografia e la sua poesia.
Gli ‘altri’ che calpestano le rose rappresentano il cinismo di una società che non tollera la gioia altrui. La gelosia qui non è solo quella tra partner, ma è l’invidia del mondo verso chi possiede la luce. Calpestare il fiore è il tentativo disperato di chi è arido di riportare l’innamorato nel fango della normalità.
n fondo, Alda Merini ci consegna una verità tanto semplice quanto difficile da praticare. L’amore fa fiorire il mondo, ma richiede coraggio per essere difeso. Non basta provare un sentimento, bisogna anche saperlo proteggere dalla parte più arida dello sguardo umano.
Difendere l’amore, ogni giorno
In questi versi Alda Merini non si limita a cantare l’innamoramento: ci consegna una responsabilità. L’amore, ci dice, non è solo ciò che ci accade, ma ciò che scegliamo di custodire. È una forza che può placare i tormenti più profondi e, allo stesso tempo, una fragile fioritura esposta allo sguardo del mondo.
Per questo la poetessa dei Navigli oppone con tanta nettezza amore e gelosia. Da una parte c’è il movimento che apre, che fa sbocciare, che rende l’innamorato capace di voler bene agli altri; dall’altra c’è l’impulso che stringe, che teme, che calpesta. Non è solo un conflitto sentimentale: è una vera visione dell’umano.
Dove c’è amore autentico nasce espansione, generosità, luce condivisa. Dove prevale la gelosia, invece, il mondo si restringe fino a diventare sterile.
La verità più potente della poesia sta proprio qui. L’innamorato è un guerriero perché difende la possibilità della bellezza in un contesto che spesso la guarda con sospetto. Amare davvero significa esporsi, accettare il rischio, continuare a far fiorire rose anche sapendo che qualcuno potrebbe calpestarle.
Ed è forse per questo che L’amore è un mistero continua a parlarci con tanta forza. Perché in un tempo veloce, diffidente, spesso impoverito nelle relazioni, Alda Merini ci ricorda che la felicità non nasce dal controllo ma dall’apertura, non dal possesso ma dalla fiducia.
Celebrare l’amore, a San Valentino e in tutti gli altri giorni dell’anno, significa allora scegliere ogni volta da che parte stare: dalla parte di chi calpesta per paura, o dalla parte di chi, nonostante tutto, continua a far sbocciare rose nel mondo.