L'analisi di "A House is a Home" di Ben Harper

Perché siamo così legati alla nostra casa, la risposta di Ben Harper

Perché siamo così legati alla nostra casa, la risposta di Ben Harper

MILANO – Il premio Nobel per la letteratura 2016 assegnato a Bob Dylan ci dà il permesso di studiare altre canzoni come studieremmo un sonetto di Petrarca o una poesia di Montale. Una canzone che merita di essere studiata è “A House is a Home”, scritta da Ben Harper e interpretata dal cantautore americano insieme alla madre Ellen. La traccia è inclusa nell’album “Childhood Home”, uscito nel 2014. Il titolo è intraducibile in italiano: Una casa (il luogo di abitazione) è una casa (il luogo degli affetti).

LA CASA CUSTODISCE LA NOSTRA IDENTITA’ – La canzone è costruita su una struttura anaforica, con la ripetizione di “anche quando” a inizio verso, secondo struttura che usava già Dante oltre 700 anni fa. Una forma tradizionale per un testo che ci vuole ricordare che la casa è il luogo che racchiude la nostra identità, che “rimane nel cuore anche quando fa buio”, “quando il cane è troppo vecchio per abbaiare”. Non importa quanto tempo sia passato dall’ultima volta in cui ci siamo stati, quanto siamo invecchiati, quante cose nella nostra vita sono cambiate. “Casa” è quel luogo fisico e mentale che è garanzia di serenità e benessere, è il luogo degli affetti, della nostra storia, del nostro passato e irrimediabilmente del nostro futuro.

A CASA DI BEN HARPER – Ben è un bravo ragazzo che porta avanti la tradizione di famiglia di far musica assieme, tipica dei paesi di matrice anglosassone, dove era abitudine raccogliersi intorno al pianoforte o al chitarrista di turno a cantare inni, salmi e brani popolari. Un quadretto – quello che viene in mente – che può sembrare idilliaco, ma idilliaco non lo è mai. Poco importa, però, quanti malintesi e questioni irrisolte ci siano, perché – come dice Ben – “Casa ti rimane nel cuore anche quando ci sono i fantasmi, anche quando devi lasciare chi ti ama di più”. L’idea di casa di Ben Harper non è astratta ma estremamente concreta e realistica: sa che la casa va lasciata, prima o poi, però è certo che vi ritornerà. Nel caso in cui, poi, al ritorno non la trovi più, nel caso in cui sia stato costretto a lasciare chi ti ha amato di più e ti accorgi di non vivere la vita che avevi scelto di vivere, “fai di tuo figlio casa tua e riparti da zero, costruendo una nuova casa”.

 

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