Cogli questo piccolo fiore di Rabindranath Tagore, l’amore è offrire il meglio di sé

15 Gennaio 2026

Scopri il significato di “Cogli questo piccolo fiore” di Tagore: una poesia sull’amore come dono totale dell’anima nel momento migliore della vita.

Cogli questo piccolo fiore di Rabindranath Tagore, l'amore è offrire il meglio di sé

Cogli questo piccolo fiore o Gitanjali 6 di Rabindranath Tagore è una poesia che nasce come atto di devozione. È la voce di un’anima che, nel momento più alto della propria fede e del proprio amore, sente l’urgenza di offrire la parte più intima di se stesso prima che il tempo renda impossibile quell’incontro.

Il poeta bengalese celebra la forza di un gesto assoluto, totale, definitivo, nella consapevolezza che la vita è fragile e destinata a finire. Proprio per questo, quello è il momento in cui l’amore più grande, l’amore assoluto, deve essere donato senza riserve. La voce poetica invita a non indugiare, a non rimandare, a riconoscere il momento sacro dell’amore e della fede mentre è ancora aperto.

Cogli questo piccolo fiore è il sesto canto di Gitanjali (in inglese Song Offerings, che fu tradotto in italiano con Ghitangioli) di Rabindranath Tagore, pubblicata per la prima volta nel 1910. La raccolta di canti valse a al poeta nel 1913 il Premio Nobel per la Letteratura, che fece di Tagore il primo autore non occidentale a ricevere questo riconoscimento. Nei testi dell’opera la poesia diventa preghiera, dialogo diretto con Dio, linguaggio dell’amore assoluto.

Leggiamo la poesia di Rabindranath Tagore per respirarne la bellezza e comprenderne il significato.

Gitanjali 6 – Cogli questo piccolo fiore di Rabindranath Tagore

Cogli questo piccolo fiore e prendilo, Non indugiare!
Temo che esso appassisca e cada nella polvere.

Potrebbe non trovare posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con un tocco di dolore della tua mano e coglilo.

Temo che il giorno finisca prima
che io me ne accorga e passi l’ora dell’offerta.

Anche se il colore è pallido e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore finché c’è tempo e coglilo.

 

Gitanjali 6, Rabindranath Tagore

Pluck this little flower and take it, delay not!
I fear lest it droop and drop into the dust.

It may not find a place in thy garland,
but honour it with a touch of pain from thy hand and pluck it.

I fear lest the day end before
I am aware, and the time of offering go by.

Though its colour be not deep and its smell be faint,
use this flower in thy service and pluck it while there is time.

Amare significa donare se stessi nel momento migliore

In Gitanjali 6 Rabindranath Tagore racconta il momento in cui l’essere umano riconosce di trovarsi davanti alla soglia più importante della propria esistenza: quella dell’offerta. È l’istante in cui la coscienza si apre, il cuore è vigile, l’amore è pieno. È il tempo in cui l’anima sente di poter ancora donare la parte più alta, intensa e potente del proprio essere interiore.

È il momento in cui si ama con la massima forza, quello in cui la devozione ha raggiunto il suo apice. È lì che ci si mostra e si agisce offrendo se stessi. Dopo, potrebbe non essere più la stessa cosa.

La poesia nasce da questa percezione. Il fiore è la forma visibile di un gesto interiore. È ciò che l’uomo può portare davanti a chi si ama nel senso più assoluto e più alto del termine. È l’amore assoluto, per eccellenza.

Il dono è la propria vita, il proprio amore, la propria verità. Un’offerta che, davanti all’infinito, può apparire fragile, imperfetta, limitata, e proprio per questo autentica.

La voce poetica si muove dentro una consapevolezza radicale della precarietà dell’esistenza. Sa che il tempo è breve. Sa che ogni possibilità ha una durata. Sa che l’ora dell’incontro può passare senza tornare. Per questo chiede di non indugiare, di non rimandare, di riconoscere il momento sacro mentre è ancora aperto.

In questa poesia non c’è attesa, ma responsabilità. L’anima non contempla l’Assoluto da lontano: si avvicina, si espone, si consegna. Il gesto di cogliere il fiore diventa il segno di una scelta definitiva, ovvero accettare di appartenere.

Il fiore non è perfetto. Il suo colore è pallido, il suo profumo è tenue. Non è degno di una ghirlanda divina. Ma è tutto ciò che l’uomo possiede. È la sua ricchezza più vera. È la sua forma di amore.

Offrirlo significa riconoscere che davanti all’Assoluto non si porta la grandezza, ma la verità. Non si porta la perfezione, ma la fedeltà. Non si porta ciò che si vorrebbe essere, ma ciò che si è.

Tagore consegna così una delle più luminose visioni spirituali della letteratura universale. L’incontro con l’Assoluto non avviene nel trionfo, ma nella vulnerabilità. Non nella forza, ma nell’abbandono. Non nella conquista, ma nel dono.

Amare in modo assoluto anche chi sta vicino

In Cogli questo piccolo fiore Rabindranath Tagore affida alla poesia una visione dell’amore che unisce l’umano e il divino in un unico gesto. L’offerta dell’anima al Creatore e il dono di sé alla persona amata nascono dalla stessa sorgente: la capacità di riconoscere nell’altro una presenza assoluta.

L’amore, per Tagore, è sempre un atto di consacrazione. Quando si ama davvero, ci si dona interamente. Si consegna il proprio tempo, la propria vita, la propria verità. Questo vale davanti a Dio e vale accanto a chi condivide il nostro cammino.

Il fiore che chiede di essere colto è l’immagine di questo dono. È fragile, imperfetto, ma è tutto ciò che l’anima possiede. Offrirlo significa riconoscere che l’amore autentico non si misura, non si trattiene, non si amministra. Si vive.

In questa luce, amare chi ci sta accanto diventa un atto sacro. Perché ogni amore vero è una forma di devozione. Ogni relazione autentica è una preghiera incarnata. Ogni dono sincero è un modo di toccare l’infinito attraverso una vita concreta.

Rabindranath Tagore consegna così una delle più alte verità dell’esperienza umana. Quando l’amore è autentico, non esiste distanza tra l’offerta fatta all’Assoluto e quella donata a una persona. Entrambe nascono dalla stessa fedeltà dell’anima, dallo stesso coraggio del cuore, dalla stessa urgenza di vivere il tempo migliore.

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