Sei qui: Home » Poesie » “Canzone”, la poesia di Jaques Prevert che si interroga sull’amore
Poesie d'amore

“Canzone”, la poesia di Jaques Prevert che si interroga sull’amore

"Canzone" è una poesia di Jacques Prevert che si interroga sul profondo significato dell'amore e della vita.

Jacques Prevert, poeta dell’amore e della vita, spiega con leggerezza quello che è l’amore per lui. Una poesia intitolata “canzone” per sottolineare il ritmo, la cadenza che entra nella testa, tipici di questo componimento. Nato il 4 febbraio del 1900 a Neully sur Seine, Jacques Prevert è ancora oggi uno dei poeti più amati di sempre.

Baciami, la poesia di Prevert sull’amore impulsivo

“Baciami”, la poesia di Prevért sull’amore impulsivo

Jaques Prevért è stato il poeta dell’amore. In “Baciami” si parla di un irrazionale rapporto amoroso tra due giovani

Canzone, la poesia di Jacques Prevert

Che giorno è
È tutti i giorni
Amica mia
È tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore.

L’amore come dubbio e risposta della vita

L’amore porta dubbi ma porta anche certezze. Porta ognuno di noi, a porsi delle domande sulla vita, sul senso dei nostri gesti. L’amore ci fa mettere in discussione. Questa poesia, intitolata “canzone”, di Jacques Prevert, è stata pubblicata nella raccolta “Paroles, del 1946. 

Il poeta è tutt’oggi amato per la sua capacità di analisi dei sentimenti umani. La poesia è dedicata ad un’ipotetica amante con la quale divide la propria vita. È proprio sulla base di questa condivisione di “vite”, che Jacques Prevert, si interroga. In fondo, la poesia e la letteratura, servono proprio a questo: stimolare i nostri interrogativi esistenziali. L’amore, burattinaio delle nostre emozioni, è il mistero più grande che viviamo e che scegliamo di affrontare ogni giorno. Canzone è una poesia delicata, che come l’ago di una spilla, punge il nostro cuore e ci fa tremare. 

Jacques Prevert

Il poeta e sceneggiatore Jacques Prevert nasce in una cittadina non distante dalla Senna, nella regione dell’Ile de France. Secondo di due figli, collaborerà per tutta la vita con il fratello Pierre, noto regista. L’infanzia è inizialmente caratterizzata da un periodo di grosse ristrettezze economiche, in conseguenza delle quali il padre è obbligato trasferire la famiglia a Parigi, per lavorare presso l’Ufficio centrale dei poveri. Spesso il giovane Jacques accompagna il padre durante le sue visite lavorative, e lo stato di difficoltà e indigenza che si trova a osservare diventerà protagonista del film “Amanti perduti”, che scriverà per Marcel Carnè nel 1944 e che la critica considera uno dei più bei film del cinema sonoro francese.

Poco portato per la disciplina scolastica, Jacques Prevert lascerà gli studi a quindici anni, dopo la licenza media, e prima di approdare alla scrittura, farà moltissimi lavori tra i quali l’impiegato ai grandi magazzini Le Bon Marché. Appassionato di teatro, che frequenterà sempre in maniera assidua anche nei periodi di difficoltà economiche, seguendo la tradizione e la passione paterna, Jacques Prevert diventerà amico degli artisti parigini legati alle avanguardie letterarie e teatrali e entrerà a far parte di movimenti che hanno fatto la storia della letteratura e del teatro contemporanei: prima si avvicina ai surrealisti di Andrè Breton, poi al gruppo teatrale Gruppo Ottobre e intanto scrive testi per bambini, che arriveranno anche nella tv francese, con la regia del fratello Pierre.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, inizia a pubblicare poesie, che riscuotono un discreto successo di pubblico e di critica e a lavorare in radio. Proprio alla radio è legato il grave incidente che lo lascerà in coma diverse settimane e lo costringerà a letto per diversi mesi: la caduta dalla finestra degli uffici della redazione, avvenuta nel 1948. Durante il periodo di convalescenza, però, la sua attività creativa non si arresta, anzi si intensifica e si espande. Jacques Prevert si avvicina all’arte del collage e alla scrittura di saggi sulla pittura. Vive gli ultimi anni della sua vita lontano da Parigi e dagli incontri culturali, nel piccolo paesino di Omonville la Petite.

 
 
© Riproduzione Riservata