Bello Mondo di Mariangela Gualtieri è una poesia che trasforma il ringraziamento in un gesto radicale di consapevolezza.
Non è un inno ingenuo alla bellezza del vivere, né una preghiera rassicurante. È una dichiarazione di presenza nel mondo, pronunciata da chi guarda l’esistenza senza sconti e sceglie comunque di dire grazie. In questi versi la parola poetica si fa atto etico, esercizio dello sguardo, pratica dell’attenzione.
La voce che parla non chiede, non invoca, non reclama. Si colloca “in quest’ora della sera”, in una soglia del tempo e della coscienza, e da lì riconosce il valore di ciò che esiste: l’amore, il linguaggio, il corpo, la conoscenza, il silenzio, la morte. Ogni elemento è chiamato per nome e accolto nella sua complessità, come parte di un unico grande mistero abitabile.
Bello Mondo è così una poesia che insegna a stare. A stare nel mondo, tra gli altri, dentro il limite umano, senza rinunciare alla meraviglia. Una poesia che non consola, ma educa. E che ricorda, con forza pacata, che l’attenzione è la forma più alta di gratitudine.
Bello Mondo è stato composto per il XLI Festival di Sant’Arcangelo (diretto da Ermanna Montanari) e recitato ogni sera, in apertura di festival, dalla torre in cima al paese. È presente nella raccolta di poesie “Le giovani parole” di Mariangela Gualtieri, pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 2015.
Leggiamo questa meravigliosa poesia di Mariangela Gualtieri per apprezzarne il messaggio e il significato.
Bello Mondo di Mariangela Gualtieri
In quest’ora della sera
da questo punto del mondo
Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare
ringraziare desidero
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità
per il pane e il sale
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede
per l’arte dell’amicizia
per l’ultima giornata di Socrate
per il linguaggio, che può simulare la sapienza
io ringraziare desidero
per il coraggio e la felicità degli altri
per la patria sentita nei gelsomini
e per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare
senza uno stupore antico
e per il mare
che è il piú vicino e il piú dolce
fra tutti gli Dèi
ringraziare desidero
perché sono tornate le lucciole
e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati
per la bellezza delle parole
natura astratta di Dio
per la scrittura e la lettura
che ci fanno esplorare noi stessi e il mondo
per la quiete della casa
per i bambini che sono
nostre divinità domestiche
per l’anima, perché se scende dal suo gradino
la terra muore
per il fatto di avere una sorella
ringraziare desidero per tutti quelli
che sono piccoli, limpidi e liberi
per l’antica arte del teatro, quando
ancora raduna i vivi e li nutre
per l’intelligenza d’amore
per il vino e il suo colore
per l’ozio con la sua attesa di niente
per la bellezza tanto antica e tanto nuova
io ringraziare desidero per le facce del mondo
che sono varie e molte sono adorabili
per quando la notte
si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati
per l’attenzione
che è la preghiera spontanea dell’anima
per tutte le biblioteche del mondo
per quello stare bene fra altri che leggono
per i nostri maestri immensi
per chi nei secoli ha ragionato in noi
per il bene dell’amicizia
quando si dicono cose stupide e care
per tutti i baci d’amore
per l’amore che rende impavidi
per la contentezza, l’entusiasmo, l’ebbrezza
per i morti nostri
che fanno della morte un luogo abitato.
Ringraziare desidero
perché su questa terra esiste la musica
per la mano destra e la mano sinistra
e il loro intimo accordo
per chi è indifferente alla notorietà
per i cani, per i gatti
esseri fraterni carichi di mistero
per i fiori e la segreta vittoria che celebrano
per il silenzio e i suoi molti doni
per il silenzio che forse è la lezione piú grande
per il sole, nostro antenato.
Io ringraziare desidero
per Borges
per Whitman e Francesco d’Assisi
per Hopkins, per Herbert
perché scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.
Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per gli intimi doni che non enumero
per il sonno e la morte
quei due tesori occulti.
E infine ringraziare desidero
per la gran potenza d’antico amor
per l’amor che se move il sole e l’altre stelle.
E muove tutto in noi.
Ringraziare il mondo chiamandolo per nome
Bello Mondo è una poesia di Mariangela Gualtieri che porta la gratitudine fuori dal tono formale e la trasforma in un gesto vivo, concreto, quotidiano. Il cuore del testo sta in un’azione semplice e potente: ringraziare. Ringraziare, qui, significa guardare davvero ciò che esiste, riconoscerlo, chiamarlo per nome. La poesia nasce “in quest’ora della sera”, in un momento di soglia, quando la giornata rallenta e lo sguardo si fa più limpido. Da “questo punto del mondo” la voce prende posizione e comincia a elencare ciò che merita attenzione.
Il primo ringraziamento è rivolto al “divino labirinto delle cause e degli effetti”, un’immagine che racchiude la visione profonda del reale come intreccio complesso, dove nulla è isolato. In questo labirinto entrano la diversità delle creature, la materia, il tempo, le relazioni invisibili che tengono insieme l’universo. L’amore occupa subito un posto centrale: “l’amore, che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità”. L’amore diventa uno sguardo più ampio, capace di restituire dignità, di allargare la percezione dell’altro.
Accanto all’amore compaiono gli elementi essenziali dell’esistenza: “il pane e il sale”, il mistero della rosa che dona colore senza saperlo, il linguaggio con la sua forza e le sue ambiguità. La poesia procede così per accostamenti che avvicinano il quotidiano e l’assoluto, mostrando che la vita prende senso proprio in questa convivenza.
Comunità, attenzione e sacralità quotidiana
Con il procedere dei versi lo sguardo si allarga e abbraccia la comunità umana. Vengono ringraziati il coraggio e la felicità degli altri, la patria sentita nei gelsomini, il mare chiamato “il più vicino e il più dolce fra tutti gli dèi”. La sacralità che emerge è terrestre, concreta, abitabile. Anche il ritorno delle lucciole diventa un segno di continuità e di speranza, una piccola vittoria della vita che resiste.
La poesia entra poi nella dimensione domestica e affettiva. La quiete della casa, i bambini definiti “divinità domestiche”, l’anima che sostiene la terra finché resta sul suo gradino. Qui il sacro si manifesta nei legami, nella cura, nella responsabilità di restare umani. Il teatro, quando “ancora raduna i vivi e li nutre”, e le biblioteche, celebrate come luoghi di benessere condiviso, rafforzano l’idea che la cultura sia uno spazio di relazione e di nutrimento collettivo.
Il centro etico del testo si condensa in un verso limpido: “l’attenzione è la preghiera spontanea dell’anima”. L’attenzione diventa una pratica quotidiana, una forma di spiritualità accessibile a tutti, capace di contrastare la distrazione e l’indifferenza. Anche la morte viene inclusa in questo sguardo ampio: i morti “fanno della morte un luogo abitato”, il sonno e la morte diventano “due tesori occulti”, passaggi necessari e misteriosi.
Il finale amplia ulteriormente l’orizzonte. La musica, le mani e il loro accordo, gli animali, i fiori, il silenzio, il sole “nostro antenato” compongono una visione in cui tutto è collegato. I poeti e i maestri del passato vengono ringraziati perché hanno già pronunciato questo stesso gesto di gratitudine. Il richiamo a Dante, “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, chiude la poesia riportando tutto a una forza primaria che muove l’universo e, insieme, l’interiorità umana.
In questo senso Bello Mondo diventa un invito chiaro e profondamente umano: imparare a stare nel mondo con attenzione, riconoscendo ciò che lo rende vivo, abitabile, degno di essere ringraziato.
Da sottolineare come riporta la stessa Mariangela Gualtieri nel libro Le giovani parole, la poesia prende spunto da Poesia dei Doni di Borges.
Come scrive nelle note della raccolta nla stessa autrice “Da essa sono liberamente tratte le parti in corsivo. Con qualche parola presa da: Pessoa, Amelia Rosselli, Sant’Agostino, Ida Vallerugo, Ezra Pound, Malebranche, Giovanna Sicari, Arthur Rimbaud, Silvia Avallone, Wallace Stevens, Nelly Sachs e Dante Alighieri.” Il resto è tutta opera di questa grande poetessa contemporanea che merita di avere tutta la massima attenzione.
